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Sul palco per la presentazione di Places, nel quartier generale di Facebook, c’erano anche alcuni sviluppatori di Foursquare e Gowalla, ad indicare che per il momento non è prevista alcuna guerra. Eppure il leitmotiv delle ore successive era sulle note di “Foursquare è spacciato!” e ancora “Con Facebook in campo i servizio di geolocalizzazione hanno i minuti contati…”.

Places, già tradotto con Luoghi ma non ancora attivo nel nostro paese, è la nuova funzionalità che proietta il Social Network più importante e popolare al mondo in quello che si è rivelato il trend online del 2010: la geolocalizzazione sociale. Dopo aver definito chi siamo e qual è la nostra rete di contatti, cosa stiamo facendo e quando, Facebook completa il quadro aggiungendo la dimensione spaziale del dove siamo.

Zuckerberg afferma di aver concepito Places per 3 motivi principali:

  • aiutare a condividere la propria posizione con i propri amici
  • vedere dove si trovano contatti e conoscenti
  • scoprire nuovi luoghi.

Ma allo stato attuale il servizio rappresenta più un primo passo verso il GeoSocial che non un prodotto finito. Nel tipico stile Facebook Places è attivo di default e gli accorgimenti per proteggere le proprie informazioni non sono immediati. Pesa l’assenza di un’opzione per scegliere se pubblicare o meno gli aggiornamenti sul NewsFeed: ogni contributo è pubblico e condiviso con tutta la rete sociale.

La novità più interessante, al di là della base utenti a cui si rivolge, è la possibilità di associare persone e contenuti ai luoghi fisici a cui appartengono, aggiungendo una parte di significato che è sempre mancata, quella legata al contesto fisico. Per prima fu Apple ad introdurre su iPhoto la possibilità di associare un valore geografico alle foto. Da allora è possibile classificare ed organizzare le immagini per luogo, e volendo riproporle all’interno di una mappa. Pare quindi naturale, per il più grande sito di condivisione immagini, cercare di aggiungere un’altra dimensione all’interazione sociale e, in prospettiva, ai contributi degli utenti, in modo da offrire nuove chiavi di lettura ed altri indicatori di contesto.

Qualche dubbio

Esistono forti perplessità sul modo in cui la geolocalizzazione è stata introdotta su Facebook. Da una parte chi decide di condividere le proprie coordinate lo fa per tutti i contatti, dall’altra occorre prepararsi al potenziale bombardamento di checkin dai luoghi più svariati, dal baretto sotto casa ai più esotici posti di villeggiatura (con relativa info di wi-fi free anche nel più scalcinato mercatino del Sudamerica). Un’inondazione di micro contenuti di vita reale all’interno del caotico circolo di notizie di cui ho il sospetto che avremmo fatto volentieri a meno.

Qualcuno potrebbe obiettare che già adesso su Foursquare e soci occorre sorbirsi checkin spesso inutili. Tuttavia le reti di contatti create sui vari location based services (lbs) son costruite fin dall’inizio con l’unico scopo di ricevere gli aggiornamenti delle persone. Spostamenti e posizioni geografiche sono il solo oggetto di condivisione di questi servizi, accompagnati al massimo da commenti o suggerimenti sui vari punti di incontro. Il grafo sociale di Facebook, al contrario, non è stato creato attorno all’elemento location, ma per condividere contenuti, foto e quant’altro in una relazione di altro tipo.

Esiste un problema di netiquette relativa al tagging delle persone. Come sappiamo, identità e grafo sociale di Facebook ruotano attorno ai nomi veri delle persone. Le connessioni sono basate su rapporti reali e spesso fisici. Di conseguenza, al contrario di Foursquare, diventa impossibile utilizzare nick o alter ego fittizi. Prepariamoci a un rinnovato interesse verso le “gaffe sociali” di ragazzi che saltano di nascosto le lezioni o scaltri dipendenti che vanno in malattia per svagarsi un po’. Non basta più prestare attenzione ai contenuti che si pubblicano, perché in un attimo, potere della geolocalizzazione, si è smascherati con luogo e ora dell’ultimo avvistamento, magari in posti poco adatti all’ultimo aggiornamento di stato.

L’elemento location rappresenta ancora di più di foto, video ed altri contributi, un’invasione di campo dell’online nel “mondo reale”. Facebook legando identità reali e coordinate geografiche in tempo reale decide di correre sul filo della fiducia, o dell’ignoranza, dei propri utenti che accettano di portarsi dietro il Social Network nel mondo del qui e ora.

Prime prove

Mentre con un semplice accorgimento è possibile aggirare il limite del suo utilizzo esclusivamente dagli States, il punto chiave dell’affermazione di Places sarà il suo confronto con gli altri lbs. Al di là delle logiche più o meno commerciali di promozione e diffusione del servizio (incentivi, promozioni, eventi, ecc..) sarà interessante capire come Facebook cercherà di raggiungere quei “cittadini in attesa di attivazione”.

Oltre la condivisione del proprio stato con gli amici, al momento non ci sono altri incentivi che spingono a preferire un checkin su Places piuttosto che su Foursquare o Gowalla. La stessa funzione di Facebook sembra quasi una versione ridotta rispetto agli altri servizi, un limite che si fa sentire a chi ha provato le alternative.

Tuttavia implementando le funzioni di gestione dei singoli punti, magari assieme allo spirito giocoso, Facebook potrebbe estendere l’attività di checkin a una dimensione inimmaginabile fino a poco fa. A Giugno si vociferava di un accordo con McDonald relativo al geotagging. Pensiamo ai milioni di utenti Facebook che battagliano per essere i più fedeli clienti di un ristorante o di un punto vendita di intimo. Senza contare il brusio e il passaparola capace di generare uno scenario simile.

Le reazioni di Foursquare

Non è un segreto che Facebook abbia corteggiato a lungo Foursquare, si dice mettendo sul piatto 120 milioni di $. Pare però che il buy-in per la partita fosse 150, quindi non si è fatto nulla. Nei giorni successivi all’annuncio di Places, Facebook si è consolato facendo suo Hot Potato, servizio interessante che a suo modo cerca di estendere la logica del checkin ad altre attività oltre la pubblicazione del luogo in cui ci si trova.

Ad ogni modo le parole di Dennis Crowley, carismatica guida di Foursquare, non si son fatte attendere: It’s pretty much exactly what we thought it was going to be: A pretty simple check-in system that allows you to share your location with friends and do the standard sharing on Facebook. There were no real big surprises.” Più o meno ciò che ci aspettavamo, sai che novità.
Per poi rilanciare con un’affermazione più audace: “I have now had a chance to play around with Facebook Places and it’s not that great or interesting. It’s a pretty boring service, with barely any incentives for users to keep coming back and telling their friends where they are.” Noia quindi.

Nel frattempo che Facebook sta insegnando a oltre 500 milioni di persone nel mondo cosa significa fare checkin, Foursquare registra record di nuove iscrizioni. L’entrata del network di Mark Zuckemberg nel settore della geolocalizzazione non può però non cambiare le cose. Da un’attività di nicchia per smanettoni (o un passatempo per scoppiati che rifiutano di andare in spiaggia) con la diffusione di Places nell’ecosistema Facebook, il checkin può ritrovarsi all’improvviso una pratica diffusa tra la gente “comune”.

E Foursquare, che ha già tutti i finanziamenti necessari a crescere e un suo modello di business (che può anche essere discutibile ma che permette alla creatura di Crowley di iniziare a far soldi 5 volte più velocemente di Google e YouTube), non può che guardare bene l’arrivo di Places, preparandosi ad accogliere una nuova audience.

Facebook ha deciso di portare la geolocalizzazione alle masse. Così come avvenne per l’aggiornamento di stato, scoperto dai più nella propria bacheca e non nelle pagine di Twitter, molto probabilmente diventerà una parte integrata a tutte le attività già presenti nel Network. Dovremmo vedere se le persone si divertiranno e ne troveranno un’utilità, e quindi sceglieranno di restare dentro la piazza di Places, o preferiranno utilizzare altri servizi più giocosi e meno invasivi.

Rapido aggiornamento sulle novità dell’universo microblogging, prima della meritata pausa estiva (anche questo giro la rassegna è incentrata quasi esclusivamente incentrata su Twitter)

  • Twitter Places: More Context For Your Tweets – Starting today, you can tag Tweets with specific places, including all World Cup stadiums in South Africa, and create new Twitter Places. You can also click a Twitter Place within a Tweet to see recent Tweets from a particular location. Try it out during the next match—you will be able to see Tweets coming from the stadium.

  • Why Twitter’s new ads are ingenious – Twitter this week began testing a new type of advertising: “Promoted Trends.” Under the new system, brands can pay to appear below the “Trending Topics,” the most talked-about terms on Twitter at any given moment.

  • Surprise: The Twitter me is not the real me – Just because popular social networks, such as Facebook and Twitter, encourage members to use their actual identities doesn’t mean people are presenting themselves online the way they do in real life. Some psychologists and sociologists who have studied usage habits on Twitter, Facebook and popular dating sites say there’s little correlation between how people act on the Internet and how they are in person.

  • Is Your Twitter Addiction Paying Off – But, for about 99.999999% of the world, Twitter usage is not an end, it’s a means to an end. Your Twitter goals may vary. Maybe you use Twitter to see what’s going on (the real-time search engine approach). Maybe you use Twitter to learn about something in which you’re interested. (53% of Twitter users never tweet). Maybe you use Twitter to meet interesting new people?

  • Exclusive: Twitter’s Next Moneymaker–“Promoted Trends” – Twitter is beginning to roll out its ad platform, which allows advertisers to insert messages into users’ streams. But the microblogging service already has an idea for a new product: Selling some of the real estate dedicated to its “trending” feature, where it highlights topics Twitter users are chattering about.

  • The Social Psychology of Twitter Marketing – Twitter represents the next big marketing revolution in today’s age of growing Internet social phenomena. It’s amongst the most simple and easy to use social networks from an end user perspective. While there is no rocket science involved in using Twitter for personal use, it’s important to understand the social psychology of Twitter Marketing from an online marketer perspective.

  • Twitter’s Free Love Era Comes to an End: Time for Developers and Publishers to Pay Up – Twitter isn’t just booting other ad networks out of its stream. It now plans to tax some start-ups and publishers that are making money from the service. That’s a pretty significant change for the company, which has previously allowed anyone to do just about anything with its data, without asking for a cent. But that’s over, based on the new terms of service the company released today.

  • The most advanced Twittersphere in the world: China – In a “Letter to China” New Yorker writer Evan Osnos asks “Does Twitter matter in China?”

  • Twitter lancia la geolocalizzazione – Poche ore fa Twitter ha lanciato una nuova funzionalità, che aggiunge contesto ai brevi tweets: da questa settimana, chi scrive un tweet potrà scegliere di associarlo al luogo specifico in cui lo ha pubblicato. La funzionalità di geolocalizzazione dei tweet consente di aggiungere dei “tag” che indicano il luogo da cui proviene il tweet.

  • Twitter si dà all’eCommerce – Si chiama @Earlybird ed è l’ultimo modello di business adottato da Twitter. Stiamo parlando di un account ad hoc in cui verranno pubblicizzate offerte provenienti da partner del microblog. Partner che ovviamente pagheranno per il servizio.
    Tramite il nuovo canale i follower potranno godere di promozioni e iniziative commerciali dell’ultimo minuto: basterà tenerlo controllato per poter accedere a offerte speciali, offerte su cui Twitter sicuramente guadagnerà una percentuale.

  • Twitter fa i suoi calcoli. E la spesa – Acquistata la società di analisi Smallthought Systems. Collaborava da 12 mesi col tecnofringuello. Come Google insegna, l’analisi dei contenuti è il primo passo verso il successo.

  • Twitter Annotations – La notizia è importante dal momento che ci darà modo di aggiungere un contesto ai tweets e di consentire il trattamento degli stessi, per non parlare del fatto che le URL possono essere inviate come metadati, piuttosto che come parte dei 140 caratteri.

  • La lunga marcia di Twitter: due miliardi di micropost – Twitter vola e la crescita è rapida: supera la soglia di due miliardi di micropost al mese. Ha raddoppiato il volume dei messaggi che scorrono nella sua piattaforma in sei mesi. È un’accelerazione: per raggiungere la soglia di un miliardo di “tweet” (lo scorso dicembre) ha impiegato tre anni.

  • Twitter: pochi ma buoni? Forse – Abbondantemente sotto al milione.
    Sembra essere questo il dato più recente (Audiweb) dei Twitter-addicted italiani. Un dato significativo sotto moltissimi punti di vista.

Grazie davvero a tutti i partecipanti, che hanno rinunciato ad un sabato di metà estate per rinchiudersi a parlare di Foursquare e geolocalizzazione. Io mi son divertito molto :)

Con calma cercheremo di recuperare e rendere disponibili a partire dal sito tutti i contenuti della giornata. Nel frattempo è possibile leggere le presentazioni, i post e i tweet taggati 4sqconf.

Enrico, Claudio e David sono tre dei massimi esperti di microblogging in Italia.

Attraverso il loro lavoro e le loro ricerche stanno seguendo alcuni dei progetti più interessanti in tal senso. Hanno anche un percorso molto differente; per questo li ho coinvolti in un breve giro di domande sul microblogging, dal qualche sono emersi spunti molto rilevanti.

1. Iniziamo con una domanda semplice: com’è cambiato il microblogging negli ultimi due anni?

ENRICO. Sostanzialmente non è cambiato molto, 2 anni fa iniziava a far capolino Twitter come servizio “generalista” e dopo 2 anni c’è ancora la leadership di Twitter.
Abbiamo visto l’affacciarsi di nuovi strumenti quali FriendFeed (che secondo me è rimasto molto ma molto di nicchia in Italia) e Google Buzz (Wave è troppo ma troppo tecnico) ma il metro di paragone resta sempre Twitter.

CLAUDIO. Il microblog è partito da un concetto riduttivo rispetto alla semantica del blog (microblog, appunto), per finire come attributo aggiuntivo ed ormai essenziale di ogni social network.
Oggi non possiamo immaginare Social senza pubblicazione di status veloce, sharing volante link-foto-video-citazioni, followers. Non so se ha ancora senso parlare di microblog, oggi: era il termine dato a una forma nuova per un bisogno nuovo. Oggi assistiamo a una radicalizzazione dei bisogni: approfondimento semi professionale verticale sui blog (quella che possiamo definire “short-tail” dei contenuti), condivisione rapida di conentuti e concetti sui social network (long tail).
Le evoluzioni che vedo riguardano esclusivamente il mobile. In particolare in Italia (ce lo dicono i dati) tutto il resto è noia, cioè scusa, Facebook. :)

DAVID. E’ cambiato nel senso che è rimasto solo Twitter. Gli altri due non saranno d’accordo ma Twitter è ormai ai livelli di un Facebook e di gran lunga più diffuso e utilizzato di Google Buzz. I suoi competitors adesso si chiamano Facebook, Microsoft e Google. Credo che sarà veramente difficile veder nascere nuovi player nell’ambito del microblogging. Anche fenomeni di successo come foursquare e gowalla non sono veri e propri nuovi servizi ma semplicemente estensioni di Facebook e Twitter.

2. Quando diciamo microblogging generalmente s’intendono servizi “alla twitter”. E’ questa l’unica strada possibile?

E. No, non è questa l’unica strada percorribile e noi come tu ben sai la stiamo percorrendo, io mi rifaccio sempre a quello che scrivi nel tuo blog: “piccoli contenuti immessi in rete”. Chi dice che i piccoli contenuti sono solo i 140 caratteri di Twitter? Anzi dai nostri utenti e da quel che si vede in giro come mashup per twitter, sembra che le persone si siano “scocciati” dei solo 140 caratteri ;)

C. No anzi, il contario: bisogna scegliersi ALTRE strade. Twitter in Italia non arriva al milione di utenti unici mesi, dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi e capire che è e resterà (almeno in questa forma) un sistema per addetti ai lavori. Twitter in Italia non diventerà mai mainstream, è praticamente (come Friendfeed) una community di appassionati geek. E questo non basta, soprattutto se si tiene a mente il fatto che ti devi sostenere economicamente con un business model. Qualsiasi sistema che si pone come obiettivo “migliorare” Twitter, perdonate la durezza, è destinato a fallire. Semplicemente perchè per fare meglio di Twitter devi avere più risorse e più mezzi di Twitter altrimenti generi solo una copia magari con più feateres ma con milioni di utenti in meno. Quindi occorre sperimentare nuove strade: 4square ad esempio è una strada.

D. Si’ e no allo stesso tempo :) Fare un altro Twitter con un’altra grafica è impossibile, ma farlo in modo diverso, come Yammer ha fatto per il business è fattibile. Tutto da dimostrare che Yammer sia un successo naturalmente :)
In un certo senso comunque anche foursquare e gowalla sono semplicemente servizi di microblogging costruiti intorno al concetto di geolocalizzazione.

3. Come siamo messi in Italia? Il “fenomeno iPhone” sta cambiando qualcosa?

E. In Italia oggi non siamo sicuramente come in altri paesi ma sembra che qualcosa finalmente stia cambiando. Si l’iphone come altri smarphone, hanno dato inizio a questo cambiamento. I social si sono adattati e sono funzionali in totale mobilità. Anche l’Italia sembra che si stia svegliando in questo settore.

C. Un po’ ho risposto alla domanda precedente. Ho pubblicato un articolo in merito: siamo messi che spiegare il microblog agli italiani ormai è molto complicato vista la penetrazione di Facebook. Una tecnologia per diventare mainstream ci mette tempo: abbiamo appena convinto 16 milioni di italiani a usare Fb, ora gli diciamo: no, usate Twitter è più fico! Dobbiamo renderci conto che il “navigatore medio” non usa 50 servizi diversi come noi Social Media Fan, tende a usarne 4-5 al massimo. Userà la mail, facebook, magari un instan messenger e uno-due siti di news. Fine. Come dicevo Iphone e in generale gli smartphone cambiano eccome lo scenario, anzi: cambiano tutto. A mio giudizio dire microblogging oggi vuol dire Mobile, Mobile, Mobile.

D. E’ l’unico che ha veramente sdoganato internet sul telefonino. Contro tutti, contro i programmatori che sono innamorati solo di Java, contro gli operatori che non volevano nemmeno venderlo, contro i blogger che trovano che a seconda dell’angolazione della mano sinistra che l’antenna non prenda bene il melafonino è il successo che conosciamo.
Io ho anche molta fiducia in Android e in Phone 7, sia nel mondo dei telefono che dei connected device. la tavolette in stile iPad pre capirci. Sono sicuro che porteranno una ventata di nuovi utenti ad utilizzare strumenti come Twitter e magari chissà, il prossimo microblogging.

4. Cosa ne pensi del sistema di revenue lanciato da Twitter?

E. Se intendi i “tweet sponsorizzati” non saprei in verità, noi abbiamo studiato una soluzione simile, tra l’altro prima di Twitter, ma i nostri numeri non ci consentono di provarla. Secondo me non è cattiva ma è da rifinire.

C. Che non funzionerà :)

D. Credo che questo modello di business sia un po’ troppo filosofico, ma che rappresenti comunque un primo passo. In generale molti player nei prossimi mesi dovranno dimostrare che ci sono modelli di business sostenibili dietro grandi idee e ottimi prodotti. Apple, ad esempio, con le sue app ha dimostrato che non è vera l’equazione internet=gratis, poiché se offri buoni prodotti, che rispondono alle esigenze degli utenti e hai un buon metodo di pagamento, le persone sono disposte a pagare. D’altronde perché non dovrebbero?

5. Credi che l’elemento “location” rappresenti un punto di svolta?

E. L’ho sempre creduto, motivo per cui ogni nostro meme è localizzato da sempre, solo che non essendo uno dei big del settore, nessuno ha mai notato sta cosa.

C. Certamente: ripeto, per me parlare di microblogging oggi significa abbinare il concetto di rapidità e condivisione al concetto di mobilità quindi di localizzazione. Da qui immaginiamo un ESPLOSIONE di servizi: chiamiamoli di microblog ma potrebbero essere microtips, microshop, microtag, microtutto :)

D. In questo momento la localizzazione credo sia un po’ sopravvalutata, come avviene per tutti i fenomeni di moda, ma che ormai sia imprescindibile. Io stesso ogni due minuti “check-inno” su 4square. Magari in futuro sarà + chiaro e semplice decidere quando nascondere o meno la propria posizione ma a mio avviso i servizi legati alla propria posizione rappresentano il futuro, soprattutto per le piccole-medie entità che hanno bisogno di un collegamento forte con la realtà locale attraverso internet.

6. Ci segnali un servizio interessante?

E. Se il progetto è in ambito microblogging, l’unico che mi sento di segnalarti era FriendFeed che aveva le carte per poter spodestare il resto, ma ha ceduto a Facebook.
Google Buzz ha peccato troppo di vanità (secondo me ovviamente), precludendosi l’accesso dall’esterno e restando solo integrato in gmail.

C. Attualmente ho seguito la progettazione e la startup di Libero Mobile che centra esattamente il bisogno di Mobile in Italia, visto con l’ottica del browsing e non delle applicazioni. L’ultimo servizio che mi ha fatto innamorare è ovviamente Foursquare ma mi piace molto anche il filone Italiano delle app geolocalizzate, come Around Me.

D. Vuoi dire oltre ad hellotxt ;-) ? In questi giorni sto diventando un ipadmaniaco e adoro Pulse, un’applicazione molto semplice, che permette di sfogliare i propri feed RSS direttamente dal tablet. Anche feedly è fantastico, un giornale online costruito completamente secondo i tuoi gusti e supporta anche twitter.

7. Vuoi salutare gli altri due?

E. Ovvio che si, Claudio purtroppo non ho il piacere di conoscerlo personalmente ma il grande David si :)
Ciao ragazzi :)

C. Certo! Ciao, complimenti a tutti e due e spero di conoscervi presto! :)

D. Sono due prodotti italiani che portano alta la bandiera dell’innovazione in Italia (soprattutto adesso che Cannavaro e soci sono tornati a casa)  continuate così!

Beh, grazie davvero per la disponibilità.

Una serie di suggerimenti di base, rivolti a chi è entrato da poco nell’universo di Twitter.

Chris Brogan si conferma sempre semplice e immediato.

Proprio così, l’assemblea dei sindaci di 4square. Il nome vuole essere scherzoso, l’evento no.

Foursquare è il servizio del momento. La febbre americana per il servizio ha ben presto contagiato blogger e riviste specializzate, che hanno iniziato ad interessarsi e a riflettere sulle opportunità del nuovo “giochino”.

Di fatto in questo momento tutti ne parlano, ma nessuno sa bene se e come può funzionare. Mi ricorda molto una delle più brillanti citazioni sui Social Media:

Assieme agli amici mimuli, abbiamo così deciso di organizzare un incontro dedicato a 4square e gli altri servizi location based. Sabato 17 Luglio ci vediamo a Bologna, in una location molto suggestiva, per parlare e confrontarci faccia a faccia. Non è un BarCamp, purtroppo i posti sono limitati. Io ho sparso la voce tra alcuni amici e contatti più attivi sull’argomento, ad ogni modo se sei interessato ci sono rimasti alcuni posti.

Lasciami un commento, scrivimi una mail o mandami un DM e ti giro le istruzioni per l’iscrizione.

Una presentazione di Andrea Colaianni.

Rapidi aggiornamenti sul panorama microblogging, questo mese tutti dedicati a Twitter

  • Chavez rockets to No. 1 on Twitter in Venezuela – President Hugo Chavez is tops on Twitter in Venezuela less than 2 weeks after launching his account, surpassing Internet-savvy foes who dominate the social networking site and use it to oppose him.

    Chavez’s account, “chavezcandanga,” had racked up more than 237,000 followers as of Saturday morning — besting the 234,000 who receive tweets from Globovision, the only TV channel that remains critical of the socialist leader.

  • Why Twitter Is the Future of News – An unprecedented analysis reveals that the micro-blogging service is remarkably effective at spreading “important” information.

  • The Twitter Search Revolution: Popular & Promoted Tweets Mature The Service – Within the past month, Twitter Search has radically matured. It has gained “relevant” tweets in addition to search ads. The changes are as much a revolution as when web search engines increased their relevancy and integrated search ads a decade ago. Searchers, search marketers — take notice! Below, a guide to what’s happened and what may come.

    Relevancy Ranking Vs. “Recency” Ranking

  • Twitter to Launch Twitter Business Center – We have confirmed with Twitter that beta testing of its new business features, dubbed the “Twitter Business Center,” has begun.

    According to the company, “only a handful of accounts have these features presently,” but it will expand on a gradual basis to more accounts. One of the biggest additions is the ability for businesses to accept direct messages on the service, even from people they don’t follow.

  • Twitter Expects Hundreds of Advertisers This Year – Twitter plans to have hundreds of advertisers using its new ad system in the fourth quarter as the company ramps up plans to become a self-sustaining, profitable business.

  • Can Twitter Promote Itself into Profitability? – It was a tweet like many others from Starbucks, promising free refills to customers who brought in reusable tumblers on Earth Day.

    But the message came to users in a different way — it appeared at the top of Twitter search results pages, even for those who weren’t among the coffee giant’s followers. And there was a tiny tag in the corner of the update, outlined in yellow and reading “Promoted by Starbucks Coffee.”

  • Twitter, in arrivo strumento “Followers in comune” – E’ ora per Twitter di rinnovarsi, di cambiare, di rendere più dinamico il suo aspetto, a prima vista un po’ scarno. Dopo l’arrivo delle liste, dei bottoni di Re-twitt e di tools utii ad aumentare l’interattività tra gli utenti, sarebbe in arrivo un nuovo interessante cambiamento che potrebbe aiutare a incrementare il grado di socialità del SN.

    “Amici in comune” è, in effetti, qualcosa di già visto sulle pagine di Facebook: ogni volta che si entra nel profilo di un utente, vengono evidenziati gli amici condivisi. Uno strumento utile, che ha sempre caratterizzato il SN di Zuckerberg.

  • Come citare un tweet: lo strumento facile e veloce per il tuo blog – Twitter ha reso disponibile un semplicissimo strumento per citare graficamente un messaggio di un utente Twitter (un tweet, appunto), in due secondi e senza fatica. Basta inserire l’indirizzo del singolo messaggio e copiare il codice generato

Non posso non rilanciare l’interessante lavoro svolto da Davide Bennato relativo a Twitter.

Sociologia di Twitter

View more presentations from Davide Bennato.

Rassegna su microblogging e affini, questo giro con più attenzione sul fronte Location Based Social Media

Segnalazioni relative a Twitter:

  • 5 Big Twitter Trends to Follow Right Now – As Twitter celebrates its fourth birthday, we thought it appropriate to take another step back from the day-to-day happenings of the Twitterverse and analyze some of the bigger trends. There are many indicators that can clue us in to what’s in store for the social network.

  • 21 Tips for Using Twitter for Business – Last year, Forbes magazine assembled a visual list for its Top 21 Twitter Tips to showcase business examples on how to use Twitter for marketing, service, sales, and ideation. The original compilation served as inspiration for a new list, one that helps businesses of all shapes, sizes, and focus embrace not only Twitter, but all relevant social networks. While many examples and quotes remain the same, the list is modified based on my observations and personal experiences.

  • Twitter Italiano – Crescere nel Mondo – Salve, il mio nome è Matt Sanford e sono l’ingegnere capo del team internazionale per Twitter.‬ ‪Trascorro molto tempo a pensare agli utenti di Twitter che si trovano al di fuori degli Stati Uniti. I primi utenti di Twitter sono stati i nostri dipendenti e i loro amici, in gran parte residenti nella zona in cui sorge il nostro ufficio a San Francisco.‬ ‪Oggi siamo una rete di informazione globale, con un ecosistema di sviluppatori meraviglioso e con un sito web disponibile in sei lingue..

  • Kirghizistan, la premier è su Twitter “Posso farmi sentire solo via Internet” – Roza Otunbayeva racconta il caos e posta gli annunci ufficiali in Rete. I blogger: «Ora non dimenticateci»

  • Twitter Acquires Cloudhopper, Looks To Become Highest Volume SMS Program Worldwide – Twitter announced this morning its acquisition of Cloudhopper, a startup it hopes will help it “become one of the highest volume SMS programs in the world.”

  • 10 Dos and Don’ts for Brands on Twitter – When it comes to Twitter (Twitter) and brands, consumers who are also Twitter users have plenty to say on the subject. We’ve interviewed a few folks, analyzed a couple of streams, and come up with ten common, recurring requests and complaints from users who’ve engaged with brands on Twitter.


Relative a Foursquare e alla “febbre” di quest’ultimo periodo sui servizi social legati alla posizione geografica:

  • Location-Based Social Networks: Delightful, Dangerous or Somewhere in Between – Are location-based social networks privacy disasters waiting to happen? Or are the supposed “dangers” simply being overhyped by those without a thorough understanding of what these new networks can and cannot do? Today, these questions are the subject of a serious debate among early adopters – the group of people who are first to sign up for and try out the latest technology innovations, testing everything from iPads to mobile apps.

  • ShareThis Adds Real-Time Streaming to Share Tool – The sharing service ShareThis is familiar to lots of Internet users — thanks to its popular plugin and sharing buttons. Now the service is introducing ShareThis Stream, which adds a real-time and social element to what is being shared by your friends and other ShareThis users all over the web.

  • Location Based Social Media – The Next Battleground? – You’ve no doubt heard it before that location is the next big thing. It’s about to get much bigger. With Facebook about to announce new location-based features at their developer conference late this month, location is about to take a giant leap forward.

  • The Future of Location Based Applications – Foursquare and Gowalla are great. I just can’t help but think that they simply are not going to make it. While Foursquare has been the darling of a lot of media and bloggers out there (also maybe in talks with Yahoo) it has one glaring issue…

  • Two-Thirds of iPhone Users Now Use Location-Based Services at Least Once a Week – While services like Gowalla and Foursquare still haven’t become household names outside of the early adopter market yet, the technology behind these apps is now solidly mainstream. According to a new survey by the Mobile Marketing Association (MMA), about two thirds of iPhone owners now user location services at least once a week. Taking all cell phone users into account, 22% of adults between 25 and 34 use location services at least once a week, mostly to locate nearby points of interests, shops and services.

  • If Location Apps are Games, How’s the Gameplay? – One of the motifs you keep coming across when reading about Foursquare and Gowalla, the mobile location apps, is that they are games, and the games are fun. The most important thing when it comes to gaming is the most subjective, whether the players are having fun. But it’s not the whole story. Were these apps structured to have gameplay, a through-line with obstacles and rewards? Are Foursquare and Gowalla, and apps like them, games by design? And if so, is the gameplay good?

  • On Locational Privacy, and How to Avoid Losing it Forever – Over the next decade, systems which create and store digital records of people’s movements through public space will be woven inextricably into the fabric of everyday life. We are already starting to see such systems now, and there will be many more in the near future.

  • Gatsby + Foursquare: Find Friends or Enable Stalkers? – Such is the power of social media that a query on Facebook via Friendfeed, from an online friend I’ve never met despite college and social circle overlaps, led to discovering Gatsby, a location-based social recommendation service that works off the Foursquare mobile social platform. Gatsby looks at check-in data from Foursquare, then sends text messages to users phones suggesting that they might want to meet so and so because of common interests and being nearby. Despite there being some positive uses of Gatsby, this is the kind of mobile application that just raises a lot of red flags for some consumer.

  • Over-sharing and Location Awareness – The following is a guest blog post provided by Frank Groeneveld, Barry Borsboom and Boy van Amstel. They are the creators of PleaseRobMe.com, a website that uses Twitter’s search functionality to show location-based messages. Their goal is to raise awareness about the potential risks of location-awareness and over-sharing. The opinions here are theirs only and do not necessarily represent those of CDT.

  • Foursquare Graffiti Appears Across College Campuses – As many universities digitize the conventions of the college visit by geotagging points of interest or including history lessons as you navigate campus via smartphone, many officials are running into issues with those defacing the community space.

  • Snacksquare Connects Foursquare Merchants to Customers – Quick Pitch: Snacksquare is a location-based advertising provider that facilitates local businesses automatically delivering SMS text messages to potential customers that check in on their mobile phones near a venue. Genius Idea: You might consider it educated cheating or just intelligent pre-night out planning, but Snacksquare helps users find Foursquare deals faster than during actual gameplay

  • Foursquare Launches An Obvious, Brilliant Business Model – Right now Foursquare isn’t charging businesses for the dashboard because they want to see how people use it and improve on it, and we don’t think it would be smart to charge for it at all.

  • 5 Real-Time Location Trends to Watch – Combining location and real-time data is hot, according to Joe Stump, CTO and co-founder of SimpleGeo — so hot, in fact, that it was the topic of his talk at The Next Web ‘10 this week in Amsterdam. Intrigued by the possibilities highlighted by Stump during his speech, we grabbed the former lead architect of Digg (Digg) for a more in-depth look at the future of real-time location and where the big growth areas might be.


Extra:

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