Microblogging.it
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Hictu, nonostante la sua forte vocazione internazionale, è un prodotto tutto italiano.

Sviluppato dall’azienda sarda Abbeynet, rappresenta un valido esempio di come, attraverso competenze e nuove idee, è possibile competere con le startup americane in un settore innovativo come quello del microblogging e dell’instant presence. Anche per questo ha ricevuto molte attenzioni importanti.

Ne parliamo con il responsabile del progetto Giacomo Vacca.

TommasoCome definiresti il microblogging?
Giacomo – Un modo semplice per fare quello che tutti noi desideriamo: far sentire la nostra voce a migliaia di persone.

TChe legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?
G – Vedo i social network come delle community e il microblogging come le feste di benvenuto che… durano ad oltranza. Il mobile sarà ancora una volta la condizione necessaria per raggiungere l’always-on che molti inseguono. Sai tra l’altro che io ritengo che per l’acquisizione di Jaiku da parte di Google sia stata determinante la loro partnership con Nokia.

TIl fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?
G – Blog e microblog sono due canali di comunicazione complementari, e a mio parere i blog continueranno ad esistere così come sono mentre il microblog evolverà specializzandosi nell’offerta di strumenti di promozione, sia personale che di prodotti.

TCi presenti brevemente il servizio che hai sviluppato?
G – Si chiama Hictu, e prende il suo nome da due parole latine: hic (qui) e tu (pronome tu). E’ nato dall’esperienza della mia azienda, Abbeynet, nei servizi a valore aggiunto per il VoIP, ed è stato presentato nel Dicembre 2006 come una nuova rubrica in cui tutti i contatti sono dotati di informazioni di presence da una moltitudine di reti: MSN, ICQ, AOL, Yahoo, GTalk, per citare solo le più note.
Ad Aprile abbiamo fatto un salto di prospettiva: abbiamo aggiunto alla rubrica il microblog. Ma siccome il microblog non era di per sé una novità abbiamo introdotto un elemento altamente differenziante: i video post registrati direttamente dal browser.

TQuali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?
G – I post audio e video, la rubrica con la presence di diverse reti di IM e VoIP, la possibilità di fare l’embed dei post in qualsiasi altro sito ,e tra poco presenteremo un widget attualmente in alfa e un’altra sorpresa su cui stiamo lavorando in collaborazione con l’Università di Cagliari e prenderà corpo all’inizio del prossimo anno.

TQual’è il modello di business?
G – Ci sono due insiemi di utenti: chi ha contenuti e prodotti da proporre, e chi può usufruirne. Come in altri settori, chi usa Hictu per promuovere attività commerciali sarà ben felice di pagare nel momento in cui vedrà aumentare il volume d’affari, mentre per la maggioranza continuerà ad essere completamente gratuito.

TQuali sono le difficoltà maggiori nello sviluppare un applicativo di microblogging?
G – Me ne vengono in mente due: la prima è che il microblog contiene molte delle feature offerte dai social networks, e sono quindi più complessi di quanto si possa percepire. La seconda difficoltà, quando gli utenti cominciano a crescere e si offrono anche i video post, è l’ottimizzazione delle richieste ai server.

TQuali saranno le features di prossima implementazione del servizio?
G – A breve avremo il nostro widget, che consentirà a qualunque sito di aggiungere i videocommenti semplicemente incollando qualche riga di codice. Nel medio termine abbiamo pianificato un’offerta pensata esplicitamente per le aziende ma soprattutto presenteremo una sorpresa che coinvolgerà sia i microblogger attuali che i futuri visitatori.

TIn che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?
G – In Italia dovremmo aspettare ancora un po’ prima di avere una buona percentuale di utenti sempre connessi anche in mobilità, mentre in Nord Europa e Nord America la penetrazione sarà maggiore e il microblogging diventerà probabilmente un altro strumento con cui acquisire in tempo reale informazioni sul posto che si sta visitando, o sui prodotti offerti dai negozi più vicini.


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