Generalmente quando si inizia a parlare di microbblogging la prima cosa che viene in mente è Twitter.
In questa prima fase il programma con l’uccellino che cinguetta si è contraddistinto per semplicità e diffusione come simbolo del microblogging, nonché esempio delle sue funzioni e delle potenzialità.
Tuttavia esistono un numero crescente di applicazioni e servizi online che provano ad innovare e caratterizzare le funzionalità classiche per proporre qualcosa di diverso.
Uno di questi è Placeshout, un servizio lanciato a Luglio 2007, che cerca di dare una dimensione geografica al microblogging, limitando quindi l’utenza ad una certa città o zona, ma massimizzando l’utilità delle informazioni pubblicate.

L’idea è molto semplice: 100 caratteri per appuntarsi note, commenti, suggerimenti su un determinato luogo.
Ogni post pubblicato poi può essere giudicato dalla community che esprime il suo accordo o meno su quanto scritto con un sistema di votazione classico.

L’intuitività e la semplicità del servizio lo rendono facilmente fruibile da chiunque (presumo anche attraverso device mobili) anche se nel limite delle città attualmente disponibili. Placeshout permette agli utenti di scambiarsi opinioni e pareri in maniera immediata, ma anche di limitare chi vuole mettere in cattiva luce un determinato posto (locale, ristorante, bar, ecc..) in maniera ingiustificata, attraverso la cosiddetta saggezza delle masse.
E proprio i ristoranti sono i luoghi più commentati e discussi dagli utenti, che riescono ad esprimere i loro giudizi in maniera più rapida e semplice di quanto richiedano altri servizi, come 2Spaghi, ad esempio.

Servizi come questi, che trovano valore nella community e nelle relazioni che si formano tra persone, permettono la formazione di un giudizio collettivo, in grado di suggerire e consigliare in maniera più saggia possibile le persone sul dolce da prendere in un certo ristorante o sul bar da evitare ad ogni costo, ad esempio.
Allo stesso modo permettono l’utilizzo di sistemi di Location Based Advertising, concetto non troppo conosciuto in Europa, che consente di inviare pubblicità personalizzate sulla base dei dati geografici sui quali si trova l’utente.
Come a dire che il microblogging non è solo Twitter ed aspetta solo buone idee da sviluppare per mostrare le sue potenzialità.





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27 novembre 2007 alle 01:48
Saw you wrote on Location Based Advertising. Now here I have this thing you might like:
Location Based Advertising: a cool adword experiment based on Gmaps, Yahoo Rest, Flickr Api and others
It’s somewhat like a showcase of a mashup about the mobile concept of ‘location based’ but than seen on the web. Click anywhere on the map of the world to get ads served up which (in most cases) are relevant to the location you clicked! See it for yourself!
The Location Based Advertising experiment is now feeding Twitter and using Flickr too!
> On the twitter-account (http://twitter.com/L_B_A) unique clicks on the worldmap are being displayed in realtime.
> Flickr might in most cases give back a GEO context relevant picture upon clicking the map.
The Location Based Experiment runs on Google Maps, Yahoo Search Api, Geonames Api and Flickr Api.
Check whether the info is geo-context relevant to you too!
Check it all out at http://todaysart.nl/roelandp/LBA
all best from amsterdam,
roelandp
27 novembre 2007 alle 12:40
Very interesting experiment! "Geo-context relevant information" has a great future!
11 febbraio 2009 alle 09:29
[...] nota: ricordate quando si parlava di location aware advertising? Su Internet PR degli interessanti suggerimenti su come prepararsi a fare Geo [...]