Di Microblogging e aziende si sente parlare sempre più spesso.
Da fuori può sembrare un investimento poco produttivo, sia in termini di comunicazione esterna che interna. In realtà si tratta di una grossa opportunità di sfruttare uno strumento nuovo che presenta linguaggi e logiche particolari.
Nelle 2 presentazioni, entrambe in lingua inglese ma abbastanza semplici da comprendere, si cerca di spiegare cos’è Twitter, il servizio di microblogging che al momento va per la maggiore e come il marketing può utilizzare il microblogging nel contesto della comunicazione online.





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1 febbraio 2008 alle 12:25
Praticamente tutte le nuove tecnologie del web possono essere utilizzate ad uso corporate, "semplicemente" perché le aziende ormai sono delle entità con la necessità di comunicare e per farlo devono utilizzare tutti gli strumenti che usano i loro consumatori.
Tutto qui.
La difficoltà sta solo nel trovare i giusti compromessi, dei buoni contenuti e dei responsabili accorti e aggiornati.
1 febbraio 2008 alle 12:38
Pienamente d’accordo.
La difficoltà del microblogging ad uso aziendale è soprattutto che non si rifà ad alcun modello di comunicazione consolidato. Può essere considerato parente stretto dell’IM ma la sua natura molti-a-molti ha creato un nuovo tipo di comunicazione.
Per questo sforzo richiesto diventa impegnativa un’analisi sulle potenziali implicazioni del nuovo strumento.
E una rivalutazione degli attuali modelli in uso.
Per ora le aziende si sono limitate a guardare senza proporre nessun uso creativo. Tuttavia ritengo che il microblogging abbia un enorme potenziale sia per la comunicazione esterna che interna.
1 febbraio 2008 alle 17:06
Mi ci sto approcciando in questo periodo anche se solo in linea teorica, ma io dalla teoria alla pratica faccio passar poco quando non le inverto addirittura..
Ecco, innanzitutto penso che jaiku sia per adesso il più completo per l’uso aziendale perché racchiude in un’unica pagina tutte le attività rssizzabili della comunicazione esterna online.
Pownce , con la condivisione di eventi e file potrebbe essere una mini rete interna fra uffici decentralizzati, però anche lì si sarebbe da provare…
A proposito di Tumblr invece, io non riesco a considerarlo una piattaforma di micro blogging perché è talmente customizzabile che riduce le differenze solo all’interfaccia e la grafica, segando via i commenti e i servizi (geekanti) del blogging normale. In fondo non è la presenza o meno dei commenti a fare il micro, tant’è che jaiku li ha! A volte mi sembra di avere a che fare con un Blog con i pulsantoni e gli amici in appendice!
La strada da battere in generale è come al solito quella dell’integrazione su un più amplio piano media digitale a basso costo (tecnologico, non umano) poiché ogni servizio da una parte copre differenti target (o differenti richieste di fruizione), da un’altra invece corrisponde a registri linguistici, comunicazionali e creativi di livelli e intensità diverse.
Divertente no!?
Bello il Blog, non lo conoscevo
5 febbraio 2008 alle 00:21
Ti ringrazio
(parto dal fondo e risalgo..)
Integrazione e sperimentazione. Credo che le ostilità (iniziali e in certi casi reiterate) al microblogging siano dovute alla difficoltà a confrontarsi con una nuova modalità di comunicazione.
Grandi successi come Skype, ma anche il blog per certi versi, non hanno innovato le modalità di comunicazione. La tecnica e gli strumenti sono senz’altro innovativi, ma non gli schemi di dialogo.
Il microblogging rappresenta qualcosa di differente.
Per questo ritengo essenziale in questa fase sperimentare per capirne le potenzialità.
Personalmente non considero Tumblr microblogging. Preferisco definirlo mini-blogging. Le differenze son tante; la principale è che il tumblelog segue molte logiche del blog.
Ho provato Twitter in azienda e sto spingendo per Pownce. Jaiku è molto completo, ma anche più impegnativo e complesso (per gli impiegati poco pratici).
Sulle ultime 2 questioni spero di riuscire a scrivere qualcosa presto.
27 ottobre 2008 alle 15:01
ciao, ti pongo una domanda: perche secondo te un servizio di mivroblogging ha piu successo di un altro?? a me sembrano tutti davvero molto simili!!
27 ottobre 2008 alle 15:25
Ciao Michele,
in effetti molti servizio sono simili tra loro. D’altronde l’idea di base è molto semplice per cui ci vuole poco a replicarla.
Per quello che so Twitter, il più diffuso e popolare, non è stato il primissimo. Tuttavia era uno dei più immediati e gli sviluppatori hanno ben pensato di proporlo ad una conferenza tra altri sviluppatori ed appassionati web, la South by Southwest Conference. Da qui con il passaparola è arrivato alla situazione attuale e continuerà a crescere.
In definitiva se dovessi dare una risposta precisa alla tua domanda, direi che il motivo di successo è legato alla community: quanto più un servizio riesce a rispondere alle esigenze di un certo tipo di comunità online, più sarà popolare.