Microblogging.it
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Premessa: questa è la seconda parte di un percorso di approfondimento sull’argomento microblogging aziendale. Non è obbligatoria, ma è comunque consigliata, la lettura del primo post per proseguire.

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Abbiamo visto come il microblogging è uno strumento, oltre che una pratica di lavoro, che può rivelarsi utile e comodo per comunicare all’interno di un’azienda. Ha il vantaggio di lasciare all’utente la scelta di chi e cosa leggere, ma soprattutto di come, quando e dove utilizzarlo. Sempre più servizi infatti possono essere utilizzati in molteplici modi: via web, via mobile, tramite applicazioni desktop, sms e IM.

Recentemente Mzinga, azienda che si occupa di community ed e-learning, ha dichiarato che offrirà a breve strumenti di microblogging legati alle soluzioni aziendali. Questo notizia, che assieme alle indiscrezioni sul lavoro di IBM potrebbero iniziare un trend, diventa ancora più significativa se cerchiamo in Rete servizi di microblogging appropriato ad un uso interno.

Ad eccezione di alcuni casi, che, pur con qualche limitazione, possono essere adattati allo scopo, non si trova ancora granché.

Premesso quindi che non esiste un servizio di riferimento, mi piacerebbe analizzare le realtà disponibili per capire quali sono gli strumenti migliori in relazione alle esigenze di comunicazione interna.

Per far questo ho deciso di considerare 4 tipi di servizi di microblogging molto popolari: Twitter come microblogging nella sua forma base, Jaiku come servizio di lifestream, Pownce per le sue caratteristiche aggiuntive, Hictu per le potenzialità della rubrica e del video.

Nella matrice seguente l’incrocio tra i servizi ed alcune caratteristiche fondamentali per la comunicazione in azienda:

matrice

Basta un colpo d’occhio per capire che non esiste un servizio migliore in senso assoluto: molto dipende da quelle che sono le necessità dell’azienda. Nonostante tutto è possibile portare alla luce alcune considerazioni.

Magari molti storceranno il naso, ma, a mio avviso, Twitter è il servizio meno adatto. Offre la curva di apprendimento più ripida (bastano 10 minuti per capire la sua logica e il funzionamento) tuttavia la sua semplicità rappresenta anche uno dei suoi più grandi limiti. Dalla sua ha una vasta community che ha prodotto un notevole elenco di mashup ed applicazioni.
Costantemente si rivela, però, poco affidabile per poter essere preso in considerazione: vi immaginate un calo di produttività ogni volta che l’uccellino è down?

Meno immediato rispetto agli altri, Jaiku offre la possibilità di aggregare in un unico strumento tutti i feed Rss, permettendo quindi di avere un solo riferimento per i flussi informativi. E’ possibile commentare i post, così come creare dei canali tematici, due elementi che non andrebbero sottovalutati in ottica aziendale (un canale per reparto, canale fornitori, ecc…).

Pownce ha caratteristiche che potrebbero potenzialmente sostituire l’IM. Di base ha la possibilità di scambiare file fino a 10 Mb (che diventano 100 con l’accont Pro) e l’interessante funzione che permette di creare dei set di amici e, quindi, raggruppare i destinatari. Le funzioni di condivisione link ed eventi può essere utile, così come l’inoltro di un messaggio ricevuto.

Hictu presenta la rubrica più completa e l’interessante possibilità del video. Non ho mai avuto esperienze dirette con questo tipo di comunicazione in azienda, ma credo rappresenti una possibilità interessante. Altro valido elemento è l’integrazione con Twitter che permette di postare su entrambi i servizi. L’interfaccia e la grafica tra l’altro saranno aggiornate a breve, rendendo il servizio ancora più allettante.

Nella prossimo post mi piacerebbe presentare un’esperienza diretta in azienda di 2 tra questi servizi, raccontando le mie impressioni e parlando dei risultati ottenuti.


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8 Commenti

  1. giulio

    …curva più ripida…?

  2. Tommaso

    Corretto, svista mia.
    Grazie della segnalazione! :-)

  3. luca

    Bel post, complimenti. Aggiungo che anche su Hictu e’ possibile inviare messaggi privati, anche ai tuoi amici importati da Twitter.

  4. Tommaso

    Un altro elemento di Hictu interessante che non ho evidenziato, è la rubrica con le informazioni di presence dei contatti.
    Ad esempio è possibile vedere lo status dei propri colleghi su diversi protocolli (Gtalk, Skype, Msn Messenger, AIM, Gizmo, ecc..) un elemento  semplice, ma che potrebbe rivelarsi molto comodo in ufficio.

  5. capobecchino

    Se posso dire la mia, il discorso è interessante ed è su questo punto che ci stiamo muovendo, ma il problema – almeno secondo me – non è la sua curva di apprendimento ma la sua reale efficienza ed utilità.

    Noi abbiamo lanciato meemi e fra un po lo inizieremo a testare in 2 realtà diverse dal web, la mia associazione clown per organizzarci i servizi, condividere pensieri, e quant’altro ci passa per la testa invece di usare la solita lista di mail chilometriche.

    L’altro utilizzo invece è proprio in azienda, ne ho parlato qui (anche se sembra che non ne siano convintissimi) ma lo installeremo al nostro interno per restare sempre connessi e ricevere sempre tutti gli aggiornamenti.

    In base a questo vedremo se la cosa va o non va perchè sono sempre convinto che oggigiorno nessuno nasce scemo o stupido da non capirne le logiche di funzionamento … ma si nasce con la voglia o meno di capirle che è diverso ;)

    Intanto staremo a vedere come si evolveranno le cose … ma su una cosa hai perfettamente ragione … il futuro sarà pressapoco con i social in azienda tra le altre cosette ed il microblogging gli darà una mano …     ;)

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