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Il blog Error500, tra i più popolari in Spagna, ha sempre mantenuto una visione critica e distaccata nei confronti di Twitter (sarà per questo che lo trovo così interessante!?). Una delle domande ricorrenti è una questione calda che mi son chiesto diverse volte anche io, ossia se Twitter è pronto per il grande pubblico. In questi giorni l’autore Antonio Ortiz ha confermato il suo scetticismo, argomentando quelli che considera i limiti attuali del servizio.

La riflessione nasce dagli spunti di un articolo di All Things Digital. nel quale l’autrice Kara Swisher racconta il suo stupore nello scoprire che nessuno dei 100 invitati geek ad un matrimonio conosceva Twitter. Al contrario del frequentatissimo Facebook.

Per Error500 i motivi per cui il servizio di microblogging non è pronto per il grande pubblico sono legati a diversi elementi:

  • Non risolve alcun problema. Propone una comunicazione atipica, con caratteristiche sincrone e asincrone (quando i nostri follower leggeranno il messaggio!?) che alla lunga pregiudicano l’attenzione di chi legge. Di conseguenza è richiesto un meccanismo di comunicazione più efficiente.
  • Il fatto che i cinguettii siano pubblici induce la gente a cercare qualità, mentre trattandosi di un servizio di comunicazione personale, non è detto che possa veicolare contenuti interessanti a chi non ha legami stretti con il mittente dei messaggi.
  • Il fatto che Twitter abbia raggiunto un numero elevato di utenti (giusto ieri TwitDir ha superato il milione di twitterers) è in parte giustificato dalla tendenza dei blogger e degli internauti incalliti a provare qualsiasi tipo di servizio.

Antonio Ortiz conclude che per alcuni profili come il suo Twitter può essere considerato come una macchina del caffè per intrattenere conversazioni con i colleghi, ma per la maggior parte delle persone si tratta di uno strumento che non risolve alcuna esigenza.

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Personalmente rispetto le idee dell’autore, ma mi sembra una visione limitata. Se è vero che il microblogging non risolve alcun problema esistente, i servizi che utilizziamo permettono di restare in contatto senza sforzo con un numero elevato di persone. Non esiste un’alternativa in questo senso. Mi immagino un anziano solo o un lavoratore lontano dalla sua famiglia, ad esempio, che hanno la possibilità di sentire vicino le persone che vuole senza disturbare e senza essere disturbato.

Si tratta non tanto di uno strumento di blogging, quanto di una nuova modalità di rapportarsi con amici e conoscenti. Attraverso quella intimità d’ambiente di cui si parlava qualche giorno indietro.

Si parla di morte dell’SMS. La visione Microsoft che ho percepito dall’evento Mix Essentials al quale sono stato invitato, è che prevedono presto Windows Live Messenger in ogni cellulare. Ora non intendo confrontare le modalità di comunicazione di Msn Messenger con quelle del microblogging. Ritengo però che Twitter e gli altri servizi non rappresentino solo un’alternativa geek o elitaria della comunicazione interpersonale.

Disponiamo già da tempo di cellulari e terminali pronti ad accogliere queste tecnologie, i costi delle connessioni via mobile stanno progressivamente calando. Cosa serve a questo punto per iniziare una progressiva e virale diffusione di questi servizi al di fuori della blogosfera e della cerchia di smanettoni?

E’ indispensabile un comico carismatico che urla le sue battaglie via Twitter? O una banda di aspiranti artisti che si racconta su Jaiku?

grillo


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Un Commento

  1. Twitter è diventato mainstream e non ce ne siamo accorti?! - Microblogging.it

    [...] un anno fa, su questo blog, si discuteva se Twitter fosse pronto per il grande pubblico. La metafora della macchina del caffè rimane attuale, cambiano i protagonisti delle conversazioni. [...]

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