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A Febbraio parlavo delle difficoltà di monitorare i nuovi strumenti della Rete, sempre più utilizzati per sviluppare le conversazioni. Ad Aprile, stimolato da un articolo di RWW, scrivevo di come la conversazione sta uscendo dalla blogosfera. Qualche giorno fa, tramite Matteo, arrivo ad un post di MediaMeter, il quale a sua volta riprende il blogger canadese Mark Evans.

A dispetto dei vari step del mio percorso, la tendenza è semplice: i commenti si stanno spostando dal blog che ha generato il post verso altri servizi esterni, capaci di slegare la conversazioni dalla sede originaria e riproporla in maniera differente.

FriendFeed è uno dei servizi che sta crescendo più rapidamente. Permette di aggregare feed Rss da diverse fonti per proporli in un unico servizio. Un solo sito che raccoglie post, tweet, foto, segnalazioni e tutti i frammenti della nostra attività online.

Per renderci conto della mole di discussioni che sta generando possiamo dare un’occhiata, ad esempio, al flusso del famoso blogger americano Steve Rubel. Tutti suoi contributi (a volte anche i meno “illuminati”) si riempiono di commenti nel giro di breve.

FriendFeed è ancora acerbo ed è abbastanza scomodo seguire le discussioni, ma il potenziale vantaggio per l’utente è notevole in termini di risparmio di tempo e di risorse.

Questa tendenza a spostare i commenti al di fuori del blog che li ha originati comporta da una parte il vantaggio per gli utenti di poter utilizzare un solo strumento per seguire innumerevoli discussioni. Dall’altra la perdita del controllo sui commenti per l’autore del post, ma soprattutto la perdita di traffico all’interno del sito.

Come scrive MediaMeter:

Tuttavia secondo Evans questa nuova situazione renderà più difficile la nascita e la sopravvivenza di servizi di blogging professionali capaci di generare dei guadagni dalla pubblicità. Infatti se i contenuti vengono fruiti dagli utenti attraverso i nuovi servizi come FriendFeeder, senza passare per il blog, questo comporterà una riduzione delle pageview sul blog, con conseguenti perdite di attrattività per la pubblicità e minori di possibilità di guadagno attraverso AdSense.

Anche se la qualità del contenuto sarà sempre molto importante per generare traffico nei blog, Evans prevede delle modifiche nel modo di scrivere: i blog rivolti ad un gran numero di persone non si prestano a post molto approfonditi, che richiedono molto tempo per essere scritti. Per generare molto traffico su un blog sarà necessario, invece, scrivere molti post capaci, spesso non molto dettagliati, ma capaci di attrarre un’audience molto variegata.

Questo nuovo modo di utilizzare i contenuti della Rete rappresenta in parte una minaccia ai blogger professionisti che vivono di pubblicità!?
Chissà che ne pensa Robin Good :)

Update: Avevo piacere a segnalare anche il bel lavoro fatto da Vincos con “La conversazione frammentata – Le dinamiche della conversazione in Rete“. Non riguarda propriamente i commenti e il traffico sui blog, ma è un validissimo esempio di come le conversazioni si stanno spostando. :-)


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11 Commenti

  1. Robin Good

    Ciao Tommaso,
    e grazie per questo interessante articolo.
    Personalmente non penso che questi nuovi trend portino ad un significativo abbassamento degli introiti della pubblicità contestuale poiché la stessa è generalmente utilizzata non da chi è un utente della comunità ma da chi raggiunge il sito via i motori di ricerca con un esigenza ben precisa.
    Potrei aggiungere invece, che le sintomatologie mostrate da questi nuovi trend suggeriscono agli editori online di cominciare ad utilizzare in maniera più attenta ed approfondita altri metodi di monetizzazione revenue che valorizzino invece le caratteristiche chiave dei nuovi social media, della community e del desiderio di accedere a contenuti che non debbano per forza essere pervasi da pubblicità.
     
    Un cordialissimo!
     

  2. Mic

    Partendo da un altro punto di vista, e molto più in piccolo, anche qui da noi si parla di questo (vedi ad esempio http://blog.merlinox.com/oknotizie-commenti-blog/ ).
    Anche su ZicZac abbiamo avuto feedback che si muovo in questo senso e, studiando un modo per risolvere la questione, è nato http://www.commentback.org che potrebbe essere una soluzione, se condivisa.
    Forse (nemmeno troppo forse? ;-) ) è un progetto un pelino ambizioso, ma, come si dice, chi non risica non rosica.
    Al momento ha risposto anche un programmatore di Automattic (Wordpress), ma la strada è ancora lunga. :-)
    Ciao!
    Mic

  3. Tommaso

    Condivido in pieno Robin. Si tratta di una tendenza emergente, vincolata alla diffusione di questi strumenti anche al di fuori del circolo dei blogger, per nulla attratto dalle inserzioni pubblicitarie.

     

  4. Tommaso

    @Mic molto interessante CommentBack! Probabilmente non risolverebbe il calo di traffico dal sito, ma offrirebbe la possibilità di tracciare le conversazioni nate da un determinato post. In bocca al lupo! :-)

  5. sacha monotti

    @ tommaso grazie per la citazione ;-)
    @ Robin, bel contributo..che completa il cerchio e mi trova d’accordo
    salutoni

  6. Federico Moretti

    Tralasciando gli aspetti “pubblicitari” (che sicuramente sono un problema, per gli introiti… ma riguardano piuttosto i costi sostenuti da Twitter), penso che dalla statistica emerga una tendenza piuttosto interessante: i blog sono diventati, di fatto, il nuovo “standard” dei siti web tradizionali… mentre i wiki hanno preso il loro posto – sopratutto per quanto riguarda i blog condivisi… – e il microblogging si presenta come una piattaforma alternativa alle agenzie di stampa (a grandi linee). Il problema è che i media classici non se ne sono ancora resi pienamente conto!

  7. Mic

    Crepi il lupo! ;)
    Comunque usando un servizio di “editoria sociale” che presenta solo un link al post non si dovrebbe avere un calo di traffico, per lo meno per la lettura iniziale.
    Poi una presenza di commenti (anche se “remoti”) sul blog può sempre favorire una maggiore interazione da parte del lettore “casuale” che dovesse arrivare direttamente a leggere l’articolo.
    Ciao!

  8. Trasferimenti di discussioni e modelli di business - Vittorio Pasteris

    [...] Via Tommaso Sorchiotti [...]

  9. Casual.info.in.a.bottle » Blog Archive » Inizio ad usare Twitter, adesso che esiste un Twitter decentralizzato semantico!! SMOB at work .)

    [...] Ma anche questo post di Tommaso, alla fine, mi ha incuriosito: proprio perche’ e’ un percorso di strumenti che sto facendo anche io. Sul post precedente ho iniziato un microblogging via Iliad, no? .) -> Le conversazioni che escono dai blog [...]

  10. Benvenuto Hictu 2.0 | Microblogging.it

    [...] sì, ok, Twitter, ma in pratica? :| Ciao, siamo l’azienda xyz, ci aiuti ad andare su Twitter? Le conversazioni che escono dai blog MicroCamp: grazie ;) Rassegna “ragionata” sulle ultime novità E’ pronto Twitter [...]

  11. AOL punta su Socialthing | Microblogging.it

    [...] sì, ok, Twitter, ma in pratica? :| Ciao, siamo l’azienda xyz, ci aiuti ad andare su Twitter? Le conversazioni che escono dai blog MicroCamp: grazie ;) Rassegna “ragionata” sulle ultime novità E’ pronto Twitter [...]

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