Microblogging.it
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Probabilmente molte delle segnalazioni di questo post meriterebbero un approfondimento a parte, ma in questi giorni il tempo a disposizione è quello che è, per cui cerco di appuntare alcune brevi riflessioni sulle segnalazioni di questi giorni. Magari poi avrò modo di tornare su alcuni di questi temi più avanti.

nota su condiviso

Google Reader introduce le note sulla condivisione. Chiunque utilizzi il lettore di feed targato Google ora può condividere le sue letture aggiungendo una nota o un commento. Non solo gli articoli di un feed a cui è abbonato, ma qualsiasi articolo incontra in Rete. Per certi versi somiglia ad un Reblog di Tumblr.
Accanto all’elemento condiviso, in una sorta di fumetto, viene presentato il nostro commento; forse non è il modo più comodo per avere un blog, ma si tratta di una soluzione semplice ed immediata (possiamo parlare di microblogging?).

Luca segnala il lancio di nuovo servizio: TwitterFone. Per pubblicare un tweet basta telefonare ad un numero attraverso il proprio cellulare e dettare il testo. Al resto pensa il servizio (non ancora attivo per il nostro paese).
La cosa potrebbe rivelarsi interessante. Non tanto per risparmiare i tasti della tastiera, ma come evoluzione del servizio Sms. Per prima cosa potremo pensare un utilizzo in situazioni in cui scrivere un messaggio potrebbe rivelarsi difficile o pericoloso (in auto). Ma immaginiamo di voler avvisare un amico di una questione semplice e non troppo urgente. Lo chiamiamo, ma è in riunione ed il telefono me lo comunica. Potremmo richiamare in seguito. O magari lasciare un messaggio vocale che il telefono (su segnalazione del proprietario) lo trasforma in un sms per consegnarlo in maniera discreta. O lo ripropone come voce nel momento opportuno.

Robert Scoble prova la pubblicità su Twitter. Lo fa a modo suo, gestendo direttamente il rapporto con l’inserzionista ed avvisando i suoi lettori: “Sono stato pagato per dirlo, ma l’avrei detto in ogni caso“.
Che Twitter sia per Scoble uno strumento di comunicazione professionale, e non personale, è appurato dall’elevato numero di amici. E le reazioni dei followers nei suoi confronti sono state abbastanza critiche. Edoardo condivide delle considerazioni interessanti a tal proposito.

followme

Come decentralizzare Twitter. Altro tema caldo e discusso.
Molto stimolanti, come al solito, gli spunti di Dave Winer.

Poco dopo la notizia di oltre 1 milione di utenti (secondo i dati di TwitDir) l’istituto di ricerca HitWise pubblica i suoi studi su Twitter, dimostrando che i suoi utenti sono ancora una nicchia (anche se molto influente come suggerisce Steve Rubel).

Due articoli suggeriscono le migliori modalità di usare Twitter per il giornalismo:

Finisce l’avventura di Nouncer. E l’ultimo post riassume tutta la storia, fornendo tante informazioni utili a tutti coloro che stanno percorrendo e vorranno affrontare un percorso simile.

Concludo con alcune segnalazioni sugli ultimi servizi realizzati con le Api di Twitter e la guida “how to be an authority figure in twitter


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