Da un paio di settimane ricevo richieste di aiuto da parte di aziende che intendono utilizzare Twitter. Le mail sono più o meno simili ed evidenziano i dubbi di chi capisce il valore e l’utilità del network, ma non ha ben chiaro o non è sicuro della modalità migliore di entrare in contatto con le persone all’interno. I miei consigli sono di base gli stessi, per cui tanto vale pubblicarli (e magari discuterne insieme
)
Per prima cosa ci tengo a precisare che non si tratta della guida definitiva per le aziende. Non so neppure se si possa chiamare “guida”. Sono un insieme di suggerimenti e consigli che a mio avviso potrebbero rivelarsi utili per chi non conosce i servizi di microblogging.
Se avete avuto modo di leggere qualche articolo di questo blog, probabilmente vi sarete resi conto della mia visione atipica di Twitter. Non che lo usi in maniera particolare, semplicemente lo considero uno strumento di comunicazione personale che permette di restare in contatto con amici e conoscenti (per questo seguo alcune persone di cui non frequento il rispettivo blog e non leggo molte persone che seguo costantemente su blog).
Tuttavia non credo che questo “atteggiamento selettivo” sia molto diffuso. La maggior parte delle persone aggiunge tramite una raccomandazione – da intendere nel senso “meno italiano” possibile – un passaparola – magari trovandosi coinvolto in una discussione – o se trova interessanti i tweet pubblicati.
Detto questo, possiamo partire. Twitter è un ecosistema dialettico capace di veicolare conversazioni e generarne di nuove all’interno di numerose microsfere, costruite sulla base delle relazioni tra gli individui e, spesso, collegate tra loro. E’ un ambiente di dialogo che nasce dalla condivisione di singoli momenti/stati d’animo della giornata. Ha una logica di sviluppo delle discussioni molto particolare e spesso imprevedibile: non è raro che un tweet sul tempo generi una conversazioni sulla situazione politica del paese!
Le dinamiche di accesso alla comunità possono essere considerate simili a quelle della vita reale: andiamo ad una festa dove troviamo molte persone che non abbiamo mai incontrato di persona.
Che facciamo? Se conosciamo già qualcuno, abbiamo un punto di partenza. Altrimenti, dopo aver fatto un giro, ci presentiamo ed entriamo nella conversazione che più ci interessa. Abbiamo la possibilità di entrare in contatto ed attirare l’attenzione di un gran numero di persone.
Come partire? Il segreto è fermarsi ad ascoltare, senza dar troppo nell’occhio, per cercare di capire di cosa si sta parlando, con che linguaggio, con che toni. Una volta fatti nostri questi elementi, possiamo giocare al meglio le nostre carte.
Vuoi essere mio amico? Probabilmente prima di cercare una conferma di “amicizia” dovremo aprirci, farci conoscere, offrire un motivo o un valore per cui essere “amici”. Online non si tratta di una vera e propria amicizia, quanto piuttosto un rapporto di fiducia. Con alcune persone ci può essere affinità e con altre ci sarà più difficoltà ad entrare in sintonia, ma son poche le persone che si chiudono a priori, del tipo “Io non sarò mai tuo amico perché hai un maglione blu!”
Su Twitter, come con un blog, è buona cosa mostrarsi attivi ed avere già un profilo più o meno definito, prima di andare in cerca di amici. Sarebbe come far conoscenza con un individuo ma non avere nulla da dire.
E’ importante presentarsi come una persona, prima che come un dipendente di un’azienda. Magari l’azienda e il lavoro sono i più belli del mondo, ma non possono essere loro a parlare per noi.
Le tipologie di post, sostiene Tara Hunt, dovranno essere bilanciate tra 4 possibilità principali:
- Tweet Promozionali nei quali si parla in modo discreto delle attività dell’azienda. Più si riesce ad essere leggeri e brillante e più gli interlocutori non vedranno il micro-post come una forma di promozione, ma come un’occasione di conoscere da vicino il lavoro che si sta facendo.
- Tweet Personali. Qui si parla di ciò che vogliamo, possiamo condividere l’attività, il nostro umore, il sogno della notte prima, i desideri, le aspirazioni, le frustrazioni, ecc… l’importante è che siano spontanei ed autentici.
- Tweet di Conversazione. Sono le discussioni vere e proprie. In genere presentano la @ davanti al nome e coinvolgono due o più persone. Non dobbiamo buttarci a capofitto, ma entrare se riusciamo ad aggiungere valore (informazioni, opinioni, divertimento, ecc..)
- Concorsi. Negli USA funzionano alla grande: aziende che invitano i propri consumatori a visitare gli uffici e gli stabilimenti, quiz con premi in palio, materiali, ecc.. lo scopo è rafforzare il legame con gli interlocutori proponendo un’attività semplice e divertente. In questo modo si riesce anche ad aumentare il numero dei follower attratti da queste attività.
Teniamo presente che come è facile aggiungere un nuovo contatto, con altrettanta semplicità si riesce a rimuoverne uno. Per cui nel momento in cui si viene percepiti come un fastidio, spariremo presto dallo spazio e dall’attenzione degli interlocutori.
Per ora, a mo’ di compiti a casa, ci lasciamo con degli esempi brillanti:
In uno dei prossimi post passiamo ai suggerimenti spiccioli.





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18 giugno 2008 alle 10:15
[...] articoli Ciao, ancora l’azienda xyz, sì, ok, Twitter, ma in pratica?
Ciao, siamo l’azienda xyz, ci aiuti ad andare su Twitter? Microblogging e Social Broadcasting per le aziende: imparate dagli artisti di strada! [...]