Per quanto cerco di prendere le distanze da Twitter ed avere una visione generale dell’argomento microblogging, il servizio dell’uccellino (a proposito che fine ha fatto la balena?) la fa da padrone. Ma se fino a poco tempo fa le notizie su disservizi, business model e sviluppi futuri erano all’ordine del giorno, oggi l’attenzione sembra essere catturata dalle tante storie e discussioni che Twitter raccoglie.
E’ per questo che forse è il caso di fare qualche riflessione. Partirei dal report di Technorati sullo stato della blogosfera 2008. I dati sono stati commentati in maniera abbastanza omogenea. Quello che non è emerso è che, sebbene il fenomeno blog, sia quantitativamente in crescita, il numero dei post generati nell’ultimo anno sia inferiore a quello del 2007.
Technorati, come qualsiasi altro rilevatore, non riesce a considerare blogger le persone che, pur non avendo un blog di fatto, partecipano alle conversazioni e alle attività online. Si tratta di una questione delicata, ma che rappresenta una delle cause del calo di post di cui si parlava. La rapida ascesa di strumenti come Twitter e Tumblr, due su tutti, offre altri mezzi di comunicare che si affiancano al blogging classico.
A confermare il successo crescente di Twitter nelle giornate degli internauti, un report di Agosto Nielsen/Netratings. Il sito è cresciuto del 442% in un anno e le persone, in media, spendono più di 7 minuti al giorno all’interno. I numeri assoluti non fanno paura, 4 milioni di utenti (dati non ufficiali) sono pochi se affiancati ai dati di social network affermati come Facebook, ma rimangono notevoli per un servizio che non è ancora arrivato al grande pubblico.
Questione business model. Se ne parla da sempre, sebbene io abbia mostrato il mio scetticismo in questa prima fase. Credo che il principio “accrescere la base utenti e pensare in seguito a far soldi” sia più che mai valido per un servizio nuovo ed innovativo. A questo proposito Promote my site ha realizzato un’analisi ragionata che merita una lettura approfondita.
Altri spunti di discussione li offre stubbornmule.net soffermandosi sul perché un modello chiuso come Twitter pagherà alla lunga la diffusione di un protocollo aperto, sull’esempio di Identi.ca.





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27 settembre 2008 alle 06:09
Grazie per il link!