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In una fase in cui nessuno si stupisce più dei numeri da capogiro che sforna regolarmente Twitter, l’attenzione e le relative discussioni della blogosfera sembrano interessare la longevità o, a seconda dei punti di vista, la lenta agonia del blog, soffocato da un numero crescente di alternative. Probabilmente la situazione anomale non è questa, bensì quella precedente alla fase attuale, dove il blog era uno dei pochi, se non il solo, strumento di pubblicazione semplice ed adatto a tutti.

L’errore parte dal fraintendimento iniziale del microblogging testuale – quello di 140 caratteri per intenderci – nato per rimanere a stretto contatto con gli amici più intimi, e ben presto rivoltato ed impropriamente annoverato tra le attività di blogging. Nel caso peggiore tra quelle di marketing. E’ vero, il web ci ha spesso insegnato a non dare per scontato nulla e, secondo logiche hacker, a cercare di utilizzare al massimo ogni cosa, tentando di superare i limiti iniziali previsti da un servizio. Tuttavia sentir dire che lo scopo di Twitter è accumulare più followers possibili, mi fa quantomeno storcere il naso.

Non sarebbe meglio a tal scopo usare uno strumento meno limitato di un social network in cui ci si scambia sms? In fondo l’evoluzione delle Rete ha portato a diversificare le modalità espressive, offrendo nuove possibilità a chi con la penna, o la tastiera, è meno portato. Le nuove generazioni nascono dentro un mondo digitale, dove il cellulare è parte integrante dell’identità di ognuno. Finita la fase di status symbol il telefonino è diventata la sigaretta dei digitali, in quanto strumento da tenere sempre in mano e con cui giocare, rilassarsi, sfogarsi e condividere momenti della giornata. L’attitudine ad utilizzare le foto e i video ha generato fenomeni inattesi e in parte anche nuovi linguaggi.

Per questo ritengo che le potenzialità di espressione del multimediale nascondano grandi opportunità. Se FriendFeed è la nuova tecno-mania dei geek-blogger italiani, in parte è dovuto anche alla possibilità di presentare, e quindi iniziare discutere, sulle foto, immagini, video e le altre pubblicazioni multimediali.

Immaginiamo uno strumento che unisca la semplicità di Twitter, l’immediatezza di Qik.com, il lato social di FriendFeed. Qualcuno potrebbe suggerire Tumblr o l’italianissimo Meemi. Si tratta di ottimi prodotti, ma troppo concentrati sulla Rete e adatti a chi passa tanto tempo davanti al pc. Altri vedono in Zannel, il prodotto adatto. Altri ancora mi indicano diversi servizi di mobile social network.

Le formule in cui si può declinare l’idea sono numerose. Così come i vantaggi di uno strumento multimediale.

Articolo scritto per moltomedia.
Moltomedia è il laboratorio creativo che sviluppa e produce insieme a Mediaset progetti di innovazione crossmediale.

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