E’ una notizia di poche ore fa, ma che naturalmente ha fatto in un batter d’occhio il giro della Rete. Dopo una fase di corteggiamento platonico Facebook decide di farsi avanti ed offre 500 milioni di $ per far suo Twitter.
Ridendo in faccia alla crisi finanziaria che occupa gli Usa, sembra che la trattativa si basasse su 100 milioni $ in cash e il restante in stock options.
I fondatori di Twitter (impegnati a perfezionare il business model promesso per il prossimo anno) hanno gentilmente accolto la trattativa e rispedito a casa gli interlocutori con il messaggio che con quelle condizioni non si tratta. Non sono uscite indiscrezioni precise circa: c’è chi sostiene che il problema sia legato alla liquidità del pagamento, molti altri indicano nella bassa valutazione l’elemento chiave.
Kara Swisher indica le sue motivazioni del perché l’incontro sia “finito con la famosa balena“:
- At Facebook’s real valuation, $5 billion or so, the offer only amounted to $150 million (not bad for two-year old company with no revenue, but a far cry from the billion-dollar dream)
- Twitter has high hopes for its own secret revenue model which will be announced next year.
- Twitter’s investors aren’t stupid: They wanted cash. Facebook presumably doesn’t have that much cash to spare.
Probabilmente sapremo presto i dettagli mancanti.
Nel frattempo Twitter ha acquistato values of n, portando all’interno del team di sviluppo Rael Dornfest, figura molto stimata del settore e padre di stikkit e della più famosa Sandy.
A che serve questo piccolo passo? Personalmente credo che la strategia sia legata all’acquisizione di piccole imprese che hanno sviluppato applicazioni complementari a Twitter e che sono in grado di offrire nuovi stimoli per i prossimi servizi e le future implementazioni.





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