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Nei giorni scorsi l’imprenditore Guy Kavasaki ha creato un semplice sondaggio per capire quanti utenti e sopratutto quanto sarebbero disposti a pagare per usare Twitter.
Il risultato, ripreso troppo in fretta da TechCrunch, è piuttosto eloquente:
Aggiungo che probabilmente molte persone hanno considerato non solo il servizio in sè che offre Twitter, ma anche la scomodità di dover trasferire e ricreare la propria community su un altro network.





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12 gennaio 2009 alle 19:23
cosa intendi con “ripreso troppo presto da TC”?
BTW, io non sarei disposto a pagare e sarebbe un suicidio far pagare il servizio base. assurdo imho.
al limite un servizio premium, ma con quali extra features?
PS. non che solo perche’ una cosa la dice Guy Kawasaki debba essere intelligente eh!
12 gennaio 2009 alle 20:35
TechCrunch ha commentato il sondaggio con i primi risultati i quali indicavano che metà degli utenti erano disposti a pagare; poi l’”altra metà” si è fatta sentire.
Voci di corridoio parlano di un account pro con statistiche e sms attivi. Il fatto che stanno cercando un business manager e che avevano promesso la riattivazione degli sms a fine 2008 (ancora non avvenuta) mi sembrano segnali chiari della mancanza di una strategia ben definita.
12 gennaio 2009 alle 21:19
Condivdo il commento di Donato.
Sarà l’eccitazione per Facebook e Myspace, ma la mia percezione è che Twitter sia stato messo da parte da moltissimi utenti..
17 febbraio 2009 alle 13:17
direi che denuncia anche una relatà: fare un business profittevole su un SN non è così immediato. Porbabilmente le piattaforme/i servizi che si fruiranno da cellu sarnno + immediatamente billabili e quindi + facile ipotizzare un profitto.L