Nella seconda parte del 2008 ci sono stati chiari segnali da parte dei ragazzi di Twitter di voler introdurre un sistema di sostentamento per la loro creatura. Sebbene non ha mai rappresentato una priorità, per lo meno in questa fase, sembra arrivato il momento di pensare come implementare un modello solido capace di generare qualche soldo.
Personalmente ho avuto forti perplessità quando, di punto in bianco, sembrava fosse già pronto un business model per il 2009. E la ricerca di un business product manager sembra contraddire quanto annunciato in precedenza. Sembra infatti che si stia studiando i possibili scenari e le possibilità concrete.
Ad ogni modo, da molti mesi, spesso a mo’ del fantamercato tanto popolare in questi giorni, sono in molti ad aver provato a pensare come introdurre una formula capace di generare le entrate sufficienti a mantenere il servizio di microblogging. Proviamo ad analizzarle alcune in maniera critica:
Creazione account pro a pagamento.
Utilizzo del modello freemium. Si garantisce l’utilizzo gratuito del servizio e si introducono delle caratteristiche pro disponibili pagando una piccola quota di abbonamento. Pensiamo a Flickr. E’ l’opzione che preferisco e mi sembra più percorribile. La maggior parte degli utenti continuerà ad usare Twitter come ha sempre fatto; chi vuole, chi utilizza il servizio per fare personal marketing o PR può decidere di pagare una piccola cifra per avere della caratteristiche aggiuntive (Pownce a suo tempo chiedeva 20$/anno). C’è da capire quali elementi sono in grado di offrire che non esistano già su servizi terzi. Il ripristino degli sms (promesso per il 2008) potrebbe essere una caratteristica; più interessante sarebbero le statistiche legate all’account (visite, click dei link postati, ecc..)
Pubblicità all’interno dei Tweet
Anche qui strada già percorsa dal defunto Pownce che proponeva, accanto ai micropost dei propri contatti, dei messaggi pubblicitari. Immaginiamo un testo pubblicitario ogni 100 tweet, ben comunicato e non spacciato come un nuovo amico. Non sarebbe certo troppo fastidioso. In alternativa, senza scomodare più di tanto sistemi automatici di analisi semantica, un tweet promozionale in risposta a determinate parole chiave. Pensiamo di scrivere “sta pensando di comprare un nuovo paio di scarpe da tennis” e ricevere come suggerimento un tweet con un link alle offerte sullo store della Nike, ad esempio.
Banneroni pubblicitari
Ok, ok, così forse torniamo indietro di qualche anno, ma è comunque un’ipotesi. Nella versione giapponese Twitter ha già sperimentato la possibilità di inserire banner grafici sulla sidebar. In questo caso sarebbero soggetti solo gli utenti via web. L’alternativa dei Google Adsense non credo cambierebbe di molto le cose.
Creazione di community per aziende
Di servizio di microblogging aziendali ne esistono diversi, tra cui alcuni interessanti. Snaturando la filosofia di semplicità ed immediatezza che ha sempre contraddistinto il servizio di Dorsey e Williams Twitter potrebbe offrire un’utenza aziendale a pagamento capace di interfacciarsi da una parte con la propria rete di colleghi e dall’altra con i followers esterni. Un solo strumento per gestire due realtà.
Altre strade, a mio avviso meno percorribili, sono state illustrate da Jason Calacanis e su Search Engine Journal.
[Thanks to Gopal for Twitter Bird Icons]





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14 gennaio 2009 alle 17:20
Advertising Age suggerisce altre strade, oltre quelle sopra: Ways to Monetize Twitter – http://adage.com/article?article_id=133183
15 gennaio 2009 alle 11:22
2 di queste strade sono quelle che stiamo intraprendendo anche noi con meemi, un po più elaborate ma 2 tra quelle che hai descritto ed in questi giorni le andiamo ad “esporre” ad eventuali investitori
26 marzo 2009 alle 12:00
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