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Negli ultimi giorni mi è capitato di sentire tre volte la stessa domanda. Un po’ per curiosità, un po’ come questione da addetti ai lavori, diverse persone mi hanno chiesto quale ritenevo fosse la differenza tra i due tipi di pubblicazione: il tweet di Twitter e l’aggiornamento di stato, intesi come quelli di Facebook.

Domanda alla quale ho dato la prima volta una risposta tecnica, la seconda una semantica e la terza una strategico-operativa. Forse è il caso di fare il punto e trovarne una risposta che vada bene sempre, da declinare secondo le esigenze. In questo ci viene in aiuto danah boyd con un’ottima sintesi della questione.

Di base un tweet come uno status update sono brevi aggiornamenti di testo, limitati ad un numero preciso di caratteri, nei quali le persone esprimono pensieri ed opinioni.

Ci sono però degli aspetti che li differenziano tra loro.

La prima considerazione da fare è relativa alla rete di contatti alla quale si parla. Su Facebook la maggior parte degli utenti ha la percezione di dialogare con amici, vedendo nell’ambiente chiuso, una modalità di confronto tra ex compagni di scuola, colleghi ed amici più intimi. Twitter, al contrario, è di norma uno strumento aperto dove la maggior parte delle persone utilizza un profilo pubblico, nel quale non sa con precisione a chi sta parlando.

Chiaramente dipende dal modo in cui ogni utente decide di utilizzare gli strumenti e dal grafo sociale che crea. Ma l’ambiente caratterizza fortemente i comportamenti degli utenti.

Gli aggiornamenti su Facebook rappresentano un vero e proprio invito alla conversazione. La possibilità previste dal network di apprezzare con un like o di inserire facilmente un commento favoriscono modalità di interazione dirette con l’autore del post. Twitter originariamente non prevedeva modalità di conversazione e l’utilizzo di pratiche come il retweet e i replies di risposta sono stati introdotti dalla comunità di utenti. Una comunità composta, almeno nella sua fase iniziale, da blogger, smanettoni ed appassionati della Rete.

Ma la differenza più grande è costituita dalla reciprocità del rapporto. Su Facebook esiste una condizione di parità tra i contatti, del tipo io seguo te e tu segui me. Twitter invece permette di seguire/essere seguiti senza contraccambiare/essere contraccambiati. Una differenza non da poco, dal momento che determina se un contatto legge o meno le pubblicazioni di chi lo segue.

Evidenziate queste particolarità ci sono molti elementi su cui riflettere. E le conclusioni di danah boyd mi sembrano il miglior modo per chiudere senza banalizzare:

Different social media spaces have different norms. You may not be able to describe them, but you sure can feel them. Finding the space the clicks with you is often tricky, just as finding a voice in a new setting can be. This is not to say that one space is better than the other. I don’t believe that at all. But I do believe that Facebook and Twitter are actually quite culturally distinct and that trying to create features to bridge them won’t actually resolve the cultural differences. And boy is it fun to watch these spaces evolve.



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Un Commento

  1. Ultimissime di Twitter

    [...] differenza tra un tweet e un aggiornamento di stato? http://bit.ly/5283Dp#Twitter introduce ufficialmente il geotagging per i tweet http://bit.ly/6ctNdZblackout di nostro [...]

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