Il blog dedicato ai social netowrk Mashable segnala che il 21 Marzo 2006 è cominciata l’avventura di Twitter. E che oggi compie i suoi primi 4 anni di vita.

Da allora lo strumento nato per restare in contatto con pochi amici, è cresciuto e si è trasformato fino a diventare un network di informazioni, un media in sé e allo stesso tempo uno strumento che rende media ognuno di noi. Per chi vuole conoscere lo stato della Twittosfera 2010 c’è un valido contributo online di Brian Solis.
Confesso di essere stato sempre dubbioso non tanto sulle potenzialità del servizio, quando sulla strategia di crescita dell’azienda, che sembrava subire gli eventi, essere in balia della community di smanettoni ed appassionati, senza dimostrare di riuscire a controllare le crescenti esplosioni di popolarità e di traffico. Invece nell’ultimo anno Twitter ha rafforzato la struttura lato tecnico (quanti balene avete contato nel 2009?) e messo in atto una serie di azioni interessanti.
Ultimo arrivato è @anywhere, servizio molto interessante, sulla falsa riga di Facebook Connect, per portare Twitter fuori da Twitter. Un approfondimento su Punto Informatico, oltre che dal solito puntuale De Biase.
Novità altrettanto innovativa, non ancora annunciata ufficialmente, è l’implementazione di un sistema di ordinamento dei risultati di ricerca per popolarità e non come adesso presentando gli ultimi aggiornamenti in cima e i meno recenti a seguire, senza possibilità di ordinarli diversamente.
Nel gruppo Twitter API Announcements si può leggere:
The Search team is working on a beta project that returns the most popular tweets for a query, rather than only the most recent tweets. This is a beta project, but an important first step to surface the most popular tweets for users searching Twitter.
Si tratterebbe di una piccola svolta significativa nella gestione dei contributi e nell’utilizzo delle informazioni in real-time.
Come diceva Claudio in una discussione nata su tale argomento qualche giorno fa: allo stato attuale “mischiare (male) trust e realtime nelle SERP è come vendere il vino novello insieme ad un riserva di 7 anni fa. Cose diverse“.
Forse anche Twitter si è accorto che le informazioni che veicola hanno pesi e valori diversi e la stessa rete ha già realizzato quali sono gli hub più autorevoli. Ora sta alla tecnologia rendere i loro contenuti ricercabili e fruibili in maniera più efficiente.





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