Microblogging.it
topfeaturestop.gif
topfeaturesbot.gif
maintop.gif

Enrico, Claudio e David sono tre dei massimi esperti di microblogging in Italia.

Attraverso il loro lavoro e le loro ricerche stanno seguendo alcuni dei progetti più interessanti in tal senso. Hanno anche un percorso molto differente; per questo li ho coinvolti in un breve giro di domande sul microblogging, dal qualche sono emersi spunti molto rilevanti.

1. Iniziamo con una domanda semplice: com’è cambiato il microblogging negli ultimi due anni?

ENRICO. Sostanzialmente non è cambiato molto, 2 anni fa iniziava a far capolino Twitter come servizio “generalista” e dopo 2 anni c’è ancora la leadership di Twitter.
Abbiamo visto l’affacciarsi di nuovi strumenti quali FriendFeed (che secondo me è rimasto molto ma molto di nicchia in Italia) e Google Buzz (Wave è troppo ma troppo tecnico) ma il metro di paragone resta sempre Twitter.

CLAUDIO. Il microblog è partito da un concetto riduttivo rispetto alla semantica del blog (microblog, appunto), per finire come attributo aggiuntivo ed ormai essenziale di ogni social network.
Oggi non possiamo immaginare Social senza pubblicazione di status veloce, sharing volante link-foto-video-citazioni, followers. Non so se ha ancora senso parlare di microblog, oggi: era il termine dato a una forma nuova per un bisogno nuovo. Oggi assistiamo a una radicalizzazione dei bisogni: approfondimento semi professionale verticale sui blog (quella che possiamo definire “short-tail” dei contenuti), condivisione rapida di conentuti e concetti sui social network (long tail).
Le evoluzioni che vedo riguardano esclusivamente il mobile. In particolare in Italia (ce lo dicono i dati) tutto il resto è noia, cioè scusa, Facebook. :)

DAVID. E’ cambiato nel senso che è rimasto solo Twitter. Gli altri due non saranno d’accordo ma Twitter è ormai ai livelli di un Facebook e di gran lunga più diffuso e utilizzato di Google Buzz. I suoi competitors adesso si chiamano Facebook, Microsoft e Google. Credo che sarà veramente difficile veder nascere nuovi player nell’ambito del microblogging. Anche fenomeni di successo come foursquare e gowalla non sono veri e propri nuovi servizi ma semplicemente estensioni di Facebook e Twitter.

2. Quando diciamo microblogging generalmente s’intendono servizi “alla twitter”. E’ questa l’unica strada possibile?

E. No, non è questa l’unica strada percorribile e noi come tu ben sai la stiamo percorrendo, io mi rifaccio sempre a quello che scrivi nel tuo blog: “piccoli contenuti immessi in rete”. Chi dice che i piccoli contenuti sono solo i 140 caratteri di Twitter? Anzi dai nostri utenti e da quel che si vede in giro come mashup per twitter, sembra che le persone si siano “scocciati” dei solo 140 caratteri ;)

C. No anzi, il contario: bisogna scegliersi ALTRE strade. Twitter in Italia non arriva al milione di utenti unici mesi, dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi e capire che è e resterà (almeno in questa forma) un sistema per addetti ai lavori. Twitter in Italia non diventerà mai mainstream, è praticamente (come Friendfeed) una community di appassionati geek. E questo non basta, soprattutto se si tiene a mente il fatto che ti devi sostenere economicamente con un business model. Qualsiasi sistema che si pone come obiettivo “migliorare” Twitter, perdonate la durezza, è destinato a fallire. Semplicemente perchè per fare meglio di Twitter devi avere più risorse e più mezzi di Twitter altrimenti generi solo una copia magari con più feateres ma con milioni di utenti in meno. Quindi occorre sperimentare nuove strade: 4square ad esempio è una strada.

D. Si’ e no allo stesso tempo :) Fare un altro Twitter con un’altra grafica è impossibile, ma farlo in modo diverso, come Yammer ha fatto per il business è fattibile. Tutto da dimostrare che Yammer sia un successo naturalmente :)
In un certo senso comunque anche foursquare e gowalla sono semplicemente servizi di microblogging costruiti intorno al concetto di geolocalizzazione.

3. Come siamo messi in Italia? Il “fenomeno iPhone” sta cambiando qualcosa?

E. In Italia oggi non siamo sicuramente come in altri paesi ma sembra che qualcosa finalmente stia cambiando. Si l’iphone come altri smarphone, hanno dato inizio a questo cambiamento. I social si sono adattati e sono funzionali in totale mobilità. Anche l’Italia sembra che si stia svegliando in questo settore.

C. Un po’ ho risposto alla domanda precedente. Ho pubblicato un articolo in merito: siamo messi che spiegare il microblog agli italiani ormai è molto complicato vista la penetrazione di Facebook. Una tecnologia per diventare mainstream ci mette tempo: abbiamo appena convinto 16 milioni di italiani a usare Fb, ora gli diciamo: no, usate Twitter è più fico! Dobbiamo renderci conto che il “navigatore medio” non usa 50 servizi diversi come noi Social Media Fan, tende a usarne 4-5 al massimo. Userà la mail, facebook, magari un instan messenger e uno-due siti di news. Fine. Come dicevo Iphone e in generale gli smartphone cambiano eccome lo scenario, anzi: cambiano tutto. A mio giudizio dire microblogging oggi vuol dire Mobile, Mobile, Mobile.

D. E’ l’unico che ha veramente sdoganato internet sul telefonino. Contro tutti, contro i programmatori che sono innamorati solo di Java, contro gli operatori che non volevano nemmeno venderlo, contro i blogger che trovano che a seconda dell’angolazione della mano sinistra che l’antenna non prenda bene il melafonino è il successo che conosciamo.
Io ho anche molta fiducia in Android e in Phone 7, sia nel mondo dei telefono che dei connected device. la tavolette in stile iPad pre capirci. Sono sicuro che porteranno una ventata di nuovi utenti ad utilizzare strumenti come Twitter e magari chissà, il prossimo microblogging.

4. Cosa ne pensi del sistema di revenue lanciato da Twitter?

E. Se intendi i “tweet sponsorizzati” non saprei in verità, noi abbiamo studiato una soluzione simile, tra l’altro prima di Twitter, ma i nostri numeri non ci consentono di provarla. Secondo me non è cattiva ma è da rifinire.

C. Che non funzionerà :)

D. Credo che questo modello di business sia un po’ troppo filosofico, ma che rappresenti comunque un primo passo. In generale molti player nei prossimi mesi dovranno dimostrare che ci sono modelli di business sostenibili dietro grandi idee e ottimi prodotti. Apple, ad esempio, con le sue app ha dimostrato che non è vera l’equazione internet=gratis, poiché se offri buoni prodotti, che rispondono alle esigenze degli utenti e hai un buon metodo di pagamento, le persone sono disposte a pagare. D’altronde perché non dovrebbero?

5. Credi che l’elemento “location” rappresenti un punto di svolta?

E. L’ho sempre creduto, motivo per cui ogni nostro meme è localizzato da sempre, solo che non essendo uno dei big del settore, nessuno ha mai notato sta cosa.

C. Certamente: ripeto, per me parlare di microblogging oggi significa abbinare il concetto di rapidità e condivisione al concetto di mobilità quindi di localizzazione. Da qui immaginiamo un ESPLOSIONE di servizi: chiamiamoli di microblog ma potrebbero essere microtips, microshop, microtag, microtutto :)

D. In questo momento la localizzazione credo sia un po’ sopravvalutata, come avviene per tutti i fenomeni di moda, ma che ormai sia imprescindibile. Io stesso ogni due minuti “check-inno” su 4square. Magari in futuro sarà + chiaro e semplice decidere quando nascondere o meno la propria posizione ma a mio avviso i servizi legati alla propria posizione rappresentano il futuro, soprattutto per le piccole-medie entità che hanno bisogno di un collegamento forte con la realtà locale attraverso internet.

6. Ci segnali un servizio interessante?

E. Se il progetto è in ambito microblogging, l’unico che mi sento di segnalarti era FriendFeed che aveva le carte per poter spodestare il resto, ma ha ceduto a Facebook.
Google Buzz ha peccato troppo di vanità (secondo me ovviamente), precludendosi l’accesso dall’esterno e restando solo integrato in gmail.

C. Attualmente ho seguito la progettazione e la startup di Libero Mobile che centra esattamente il bisogno di Mobile in Italia, visto con l’ottica del browsing e non delle applicazioni. L’ultimo servizio che mi ha fatto innamorare è ovviamente Foursquare ma mi piace molto anche il filone Italiano delle app geolocalizzate, come Around Me.

D. Vuoi dire oltre ad hellotxt ;-) ? In questi giorni sto diventando un ipadmaniaco e adoro Pulse, un’applicazione molto semplice, che permette di sfogliare i propri feed RSS direttamente dal tablet. Anche feedly è fantastico, un giornale online costruito completamente secondo i tuoi gusti e supporta anche twitter.

7. Vuoi salutare gli altri due?

E. Ovvio che si, Claudio purtroppo non ho il piacere di conoscerlo personalmente ma il grande David si :)
Ciao ragazzi :)

C. Certo! Ciao, complimenti a tutti e due e spero di conoscervi presto! :)

D. Sono due prodotti italiani che portano alta la bandiera dell’innovazione in Italia (soprattutto adesso che Cannavaro e soci sono tornati a casa)  continuate così!

Beh, grazie davvero per la disponibilità.


RSS feed dei commenti | Trackback URI

Un Commento

  1. Tweets that mention Microblogging: la parola agli esperti - Microblogging.it -- Topsy.com

    [...] This post was mentioned on Twitter by Alessandro and microbloggingit. microbloggingit said: Microblogging: la parola agli esperti: Enrico, Claudio e David sono tre dei massimi esperti di microblogging in It… http://bit.ly/9yR5Cb [...]

Lascia un commento

mainbot.gif
footertop.gif
footerbot.gif
Chiudi
Invia e-mail