All’indomani della notizia della acquisizione di Jaiku da parte della più grossa azienda di Internet, le voci su motivazioni, entità della spesa e futuro del servizio si sono rincorse ed hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti. (paradossalmente proprio attraverso il rivale deluso Twitter).
La sorpresa, come tanti fanno notare, non è tanto nell’ennesima acquisizione di Google, ma piuttosto nel fatto che non è stato acquistato il servizio più usato, popolare e con il bacino di utenti maggiore. Non questa volta.
Si è voluto premiare il servizio tecnologicamente e concettualmente migliore, sempre tenendo presente che come ho scritto tempo fa, non si tratta di due doppioni.
Probabilmente agli sviluppatori di Mountain View sarebbe bastato un mese per generare e lanciare un prodotto analogo, quindi è chiaro che non è stato acquistato Jaiku solo per Jaiku.
Caduta a priori l’ipotesi di questioni personali con Evan Williams, fondatore di Twitter ed ex-dipendente per Blogger, ReadWriteWeb ha scritto che Google ha preferito Jaiku a Twitter per la possibilità di essere più forte sulle piattaforme mobile ad un prezzo più conveniente.
Una strategica scelta di convenienza?
Le decisioni reali si sapranno nel tempo con i prossimi sviluppi e le prossime implementazioni, così come i dettagli dell’accordo sui quali, per ora, non sono emerse indiscrezioni.
Ci sono alcuni elementi da considerare.
La strategia di Google per il mobile. Yahoo! in questo campo si è mossa bene e con largo anticipo, Big G ha sempre dovuto rincorrere. Con l’acquisizione di Zingku, Grandcentral e Jaiku è emersa una strategia chiara ed aggressiva per il settore. GPhone o no.
Jaiku ha sempre avuto una forte vocazione mobile. In questo modo Google ha comprato il miglior servizio di lifestreaming per terminali mobili e non. Ed ha rafforzato la sua strategia per il mobile.
L’esigenza di Google di venir percepita un’azienda meno americana. Non è un mistero che abbia questa necessità. Le assunzioni in Europa crescono molto più che altrove. E con Jaiku ha rilevato un’azienda finlandese. (anche se da quanto ho capito stanno già facendo le valigie per San Francisco).
I prodotti di Google sono ancora troppo slegati tra loro. Basta guardare Yahoo! e Microsoft per rendersi conto cosa significa avere tanti prodotti acquisiti o sviluppati internamente integrati tra loro.
Gmail, Blogger, Google Reader, Youtube, Google Maps, Google Calendar tra i primi servizi che mi vengono in mente che potrebbero giovare al massimo l’integrazione con Jaiku.
Gli sviluppatori di Jaiku hanno idee e competenze. Non che a Google ci siano solo scimmiette, ma formarsi in un paese dove i ricercatori non sono considerati fannulloni e in parte sono cresciuti all’interno del colosso Nokia, può portare tante nuove idee. Soprattutto ad un prodotto come Socialstream, in cantiere nei laboratori della grande G e che ha delle potenzialità immense.
Google reputa mature le persone per il microblogging e per il lifestream; per quanto diffuso ed utilizzato sia il fenomeno, si tratta sempre e solo di una realtà di nicchia. Avete mai provato a parlare di Twitter a persone non-geek?
Inoltre chi ricorda Dodgeball!? Google aveva già in casa il suo Twitter, ma ha abbandonato lo sviluppo per dare la priorità ad altri servizi.
Come sostiene TechCrounch sembra che il tempo per il social network e il blogging da terminali mobile sia arrivato.
All’interno della comunità di Jaiku la notizia è stata commentata, e lo è tutt’ora, tra l’entusiasmo di molti e le critiche di alcuni. Chiaramente gli sviluppatori non possono che essere contenti del rapido successo e garantiscono che il progetto non avrà stravolgimenti.
Da tutto questo il vero sconfitto è Twitter, che ne esce ridimensionato e svalutato.
Ed è partito il conto alla rovescia per la sua acquisizione.
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