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Archivio della categoria Approfondimenti

La tecnologia e gli strumenti che abbiamo a disposizione, si sa, abilitano nuovi comportamenti. Sono dinamiche che vanno capite e integrate, pena l’essere esclusi o, peggio, fare figure meschine. Mi ricordo un video di un paio di anni fa di Zucchero, nel quale il cantante, insultava pesantemente una signora “beccata” a mandare un sms durante un suo concerto. Sorvolando sull’educazione dell’artista, nessuno ha detto al cantante che a volte le persone inviano messaggi ad amici e conoscenti, non per isolarsi, ma per condividere momenti ed emozioni?

Così sta succedendo anche con il microblogging. Twitter, come Facebook, FriendFeed ed altri strumenti, negli ultimi anni si sono rivelati molto utili e comodi per seguire conferenze e seminari, lezioni e quant’altro ampliando la portata dei contenuti interessanti ed avviando un flusso di informazioni supplementari a due vie: uno in uscita con i contenuti esportati, ripresi e spesso integrati in altri ambienti ed uno in entrata dove dalla Rete le persone posso chiedere, contribuire e relazionarsi, in tempo reale o quasi, con i relatori.

L’esperta neozelandese Olivia Mitchell ha realizzato un valido approfondimento sull’uso di Twitter nelle presentazioni come strumento di backchannel. Il suo ebook (qui il pdf) è stato ripreso anche nel blog di Laura @pistachio Fitton che tramite un guest post di Olivia ne riprende i passaggi principali.

I vantaggi principali per il pubblico

  • Aiuta a rimanere concentrati. A differenza di quello che si può pensare un back-channel che integra i contenuti più interessanti permette al pubblico in ascolto di seguire aggiornamenti senza perdere il filo del discorso. Chiunque può partecipare alla discussione e lasciarsi coinvolgere dagli spunti o dai link suggeriti. Generalmente quando il live twitting è pubblico i contenuti off-topic sono molto limitati. Non è distrazione, è una nuova forma di interazione con i contenuti presentati.
  • Il pubblico riceve molti più contenuti. Le persone durante la presentazione possono aggiungere spiegazioni, punti di vista differenti, link ad approfondimenti ed altro. Se chi parla è sufficientemente aperto e preparato, le persone in ascolto hanno la capacità di guidare e modificare la scaletta o la presentazione stessa degli argomenti.
  • Domande al volo. Lo spazio per le domande è ora aperto e presente dal primo minuto. Le persone che non capiscono un passaggio o si trovano davanti ad un dubbio non sono costrette ad aspettare lo spazio riservato alle domande. Possono twittare la loro domanda e, magari, se la questione è scontata per la maggior parte delle persone, ricevere la risposta direttamente dal pubblico.
  • Chiunque può partecipare. Come in un BarCamp i confini tra relatori e pubblico sono potenzialmente molto deboli. Chiunque può partecipare alla discussione in maniera attiva e propositiva.
  • Il pubblico può innovare. Dallo scambio di opinioni spesso c’è la possibilità di imparare tanto quanto dalla presentazione stessa. Talvolta capita che le intuizioni più brillanti siano l’insieme di più punti vista.
  • Non occorre essere fisicamente presenti per partecipare. Il limite fisico è presto aggirato.
  • E’ possibile entrare in contatto con altre persone. Partecipare alla discussione rappresenta un modo per rompere il ghiaccio, superare la timidezza ed entrare in contatto con nuove persone in maniera semplice ed immediata.
  • Puoi fare altro. Se il relatore è noioso è possibile seguire altre cose, non per forza futili, senza infastidire gli altri.

I vantaggi principali per il relatore

  • Verificare l’interesse. Una rapida occhiata al flusso di contenuti inerenti all’argomento o agli argomenti trattati basta per capire se l’interesse del pubblico è stato stimolato o meno.
  • Risposte dai colleghi. Colleghi ed esperti del settore possono rispondere a domande, aiutando le persone meno preparate, chiarendo dubbi, senza interrompere il discorso.
  • Feedback immediati. Non occorre più aspettare ore, o giorni, per ricevere qualche feedback. Se le persone sono rimaste colpite, positivamente o negativamente, è possibile scoprirlo facilmente.
  • Non si addormentano. :)

Come si gestisce il back-channel

Sostanzialmente definendo e comunicando in maniera chiara un #hashtag di riferimento, in modo da riuscire a filtrare agevolmente i contenuti relativi e pertinenti, e mettendo una persona a seguire gli aggiornamenti del flusso.

Un esempio molto semplice ed altrettanto efficace è stato quello del festival della creatività ‘09:

[qui il pdf per chi vuole approfondire]

Due grafici di qualche tempo fa, elaborati dal gruppo Burson-Marsteller, offrono la visione di come la creazione e la circolazione delle informazioni subiscono una serie di modifiche importanti dall’effetto del cinguettio di milioni di persone su Twitter.

Prima dell’avvento di Twitter:

Before Twitter

Dopo il (relativo) successo di Twitter:

After Twitter

L’approfondimento ed alcune considerazioni sugli effetti del microblogging sul giornalismo nel post originale.

Negli ultimi giorni mi è capitato di sentire tre volte la stessa domanda. Un po’ per curiosità, un po’ come questione da addetti ai lavori, diverse persone mi hanno chiesto quale ritenevo fosse la differenza tra i due tipi di pubblicazione: il tweet di Twitter e l’aggiornamento di stato, intesi come quelli di Facebook.

Domanda alla quale ho dato la prima volta una risposta tecnica, la seconda una semantica e la terza una strategico-operativa. Forse è il caso di fare il punto e trovarne una risposta che vada bene sempre, da declinare secondo le esigenze. In questo ci viene in aiuto danah boyd con un’ottima sintesi della questione.

Di base un tweet come uno status update sono brevi aggiornamenti di testo, limitati ad un numero preciso di caratteri, nei quali le persone esprimono pensieri ed opinioni.

Ci sono però degli aspetti che li differenziano tra loro.

La prima considerazione da fare è relativa alla rete di contatti alla quale si parla. Su Facebook la maggior parte degli utenti ha la percezione di dialogare con amici, vedendo nell’ambiente chiuso, una modalità di confronto tra ex compagni di scuola, colleghi ed amici più intimi. Twitter, al contrario, è di norma uno strumento aperto dove la maggior parte delle persone utilizza un profilo pubblico, nel quale non sa con precisione a chi sta parlando.

Chiaramente dipende dal modo in cui ogni utente decide di utilizzare gli strumenti e dal grafo sociale che crea. Ma l’ambiente caratterizza fortemente i comportamenti degli utenti.

Gli aggiornamenti su Facebook rappresentano un vero e proprio invito alla conversazione. La possibilità previste dal network di apprezzare con un like o di inserire facilmente un commento favoriscono modalità di interazione dirette con l’autore del post. Twitter originariamente non prevedeva modalità di conversazione e l’utilizzo di pratiche come il retweet e i replies di risposta sono stati introdotti dalla comunità di utenti. Una comunità composta, almeno nella sua fase iniziale, da blogger, smanettoni ed appassionati della Rete.

Ma la differenza più grande è costituita dalla reciprocità del rapporto. Su Facebook esiste una condizione di parità tra i contatti, del tipo io seguo te e tu segui me. Twitter invece permette di seguire/essere seguiti senza contraccambiare/essere contraccambiati. Una differenza non da poco, dal momento che determina se un contatto legge o meno le pubblicazioni di chi lo segue.

Evidenziate queste particolarità ci sono molti elementi su cui riflettere. E le conclusioni di danah boyd mi sembrano il miglior modo per chiudere senza banalizzare:

Different social media spaces have different norms. You may not be able to describe them, but you sure can feel them. Finding the space the clicks with you is often tricky, just as finding a voice in a new setting can be. This is not to say that one space is better than the other. I don’t believe that at all. But I do believe that Facebook and Twitter are actually quite culturally distinct and that trying to create features to bridge them won’t actually resolve the cultural differences. And boy is it fun to watch these spaces evolve.


realtime
[credits]

Ho parlato di Real Time Web qualche tempo fa per Apogeonline. Di recente ho trovato un articolo di Web 2 journal che illustra molto bene come il “movimento Real-Time” può cambiare il Web e la sua esperienza di utilizzo.

In particolare vengono evidenziati 5 elementi chiave che riprendo e rilancio molto volentieri:

1. The “Now” Factor
Gli ultimi avvenimenti vedono gli utenti in primo piano. Le notizie dell’ultim’ora non passano più per i siti principali o per i media tradizionali. Le notizie sulla morte di Micheal Jackson, quella di Mike Buongiorno, gli aggiornamenti sulla protesta verde in Iran sono state diffuse, condivise e commentate dagli utenti e poi dalle organizzazioni che fanno informazione. Sono gli utenti collettivamente a controllare il fattore “Ora”, a decidere cosa è rilevante nelle loro agende, a trovare il modo più opportuno per condividere queste informazioni.

2. We Become Co-Creators
Le scelte degli utenti decidono quali sono le notizie importanti, quale deve essere la loro agenda e cosa deve essere condiviso agli amici e ai contatti dai gusti affini. E’ una sorta di selezione naturale dei contenuti di valore.

3. Humans vs Machines
Fino a poco fa erano le macchine, gli spider, i crawler e gli algoritmi dei motori di ricerca a determinare quali erano i contenuti rilevanti. Questi risultati potevano essere manipolati ed ottimizzati (Seo). Ora le persone possono ricevere informazioni ed opinioni attraverso conversazioni. Se anche Google sembra aver deciso di abbracciare il social search sembra che i tempi iniziano ad essere maturi per una piccola rivoluzione.

4. Facebook Factor
In questo momento il fattore Facebook rappresenta una delle principali incognite di come sarà il web del futuro. 300 milioni di utenti che creano, condividono, commentano e fanno circolare contenuti organizzati in maniera personale e soggettiva, spesso a loro stessa insaputa. Un esercito di piccoli operai al lavoro all’interno di un ambiente chiuso, che non sa bene come  sfruttare al meglio il suo immenso valore. Facebook may be the tipping point to where bottoms up (sharing & contributing) will go head to head with tops down (crawling & optimizing).

5. A New Breed of Search Engines
L’alba di un nuovo motore di ricerca. Mentre tutti gli sforzi sembrano essere concentrati su motori di ricerca semantici e strumenti per aiutare a rispondere meglio alle richieste degli utenti, nessuno ad oggi ha creato un sistema capace di aggregare ed organizzare i risultati di una ricerca per opinioni e giudizi trovati in Rete. Eppure gran parte delle risposte sono già presenti. Che succede se il Web si trasforma in un’evoluzione di Wikipedia?

Come afferma l’articolo, il Real Time Web è un fenomeno appena nato. Lo stesso Twitter deve ancora diffondersi su un numero maggiore di utenti per mostrare il suo potenziale. E le persone, ancora di più, saranno al centro dell’esperienza di utilizzo del Web.

twitter

Una delle questioni più interessanti riguardo Twitter è capire come la recente ed improvvisa popolarità del servizio negli Usa andrà a modificare la sua stessa natura. Di fatto il microblogging, dopo l’approdo delle star e di vip di vario livello, ha subito un’esplosione di interesse e la quantità di persone che si iscrive in massa, ha il potenziale di ribaltare, o per lo meno mettere in discussione, alcuni elementi dati per certi.

HubSpot, oltre a curare il servizio Twitter Grader, pubblica regolarmente dei report, nei quali cerca di raccogliere andamento, utilizzi ed altro relativamente allo stato della Twittosfera. Il report di Giugno 2009 è interessante per capire il fenomeno che accennavo prima sta modificando Twitter. Il documento completo si trova su http://bit.ly/sotwitter.

E’ possibile estrarre alcuni punti salienti che evidenziano determinate tendenze:

  • la crescita del servizio ha avuto un’impennata enorme a partire da Novembre 2008, registrando da 5.000 a 10.000 nuovi utenti al giorno
  • Il picco settimanale di messaggi si registra il giovedì e il venerdì e le ore più calde sono le 9.00, le 16.00 e le 22.00 (riferimento principali città Usa).
  • il 54% degli utenti si è iscritta al servizio, ma non ha mai postato alcun messaggio, né aggiunto amici da leggere
  • in media ogni utente twitta quasi una volta al giorno e un terzo dei messaggi sono replies, ossia risposte ad un messaggio di @qualcunaltro
  • il 75% degli utenti non ha inserito nulla nello spazio dedicato alla biografia e l’80% non ha inserito un indirizzo web di riferimento
  • l’80% degli utenti non ha inserito alcuna fotografia nel profilo

Qui il report sintetico.

[via]

Che io sia un grandissimo estimatore di Tumblr, non è un segreto. Ho abbracciato la piattaforma da inizio 2007 e da più di due anni mi regala grandi soddisfazioni. Negli ultimi mesi, complici gli impegni professionali, ho un po’ abbandonato le nuove features fino ad un paio di giorni fa, quando rileggendo l’ottimo Tumblr Staff, mi son rimesso piacevolmente “alla pari”.

Per chi non conosce il servizio, i ragazzi di Tumbrl hanno preparato una pagina con 21 reasons you’ll love tumbrl che sintetizza alcuni delle caratteristiche della piattaforma. Altro tumblelog molto divertente è We <3 Tumblr, dedicato ai fans del servizio.

Ma parliamo della novità di Tumblr:

I contributi esterni. Già molti tumblr selezionati avevano avuto la possibilità di provare in anteprima questa funzionalità. In sostanza, se l’autore decide di attivare l’opzione diventa possibile proporre contributi esterni (testi, foto, video, citazioni e link secondo le impostazioni dell’autore) da parte di ospiti esterni. Se l’ospite è loggato all’interno del servizio comparirà il nome nome e il suo avatar, altrimenti con una email e un nick il contributo può essere anche anonimo. Le proposte verranno parcheggiate alla voce submission della dashboard del proprietario del tumblr, che valuterà se pubblicare o meno.

Si tratta di un’opzione che apre nuovi scenari a Tumblr. Se trova poco senso nei tumblelog personali, immaginiamolo come strumento collaborativo, nell’uso didattico, per il citizen journalism. Probabilmente è più adatto alle piccole community appassionate ad un argomento molto specifico (lego, gattini, ma anche gruppi di studio o ricerche particolari), le quali non necessitano più di invitare direttamente altri utenti tumblr, come succedeva fino ad ora.

In ottica aziendale diventa molto più immediato uno spazio come quello aperto da Ikea: italiainordine.it. Immaginiamo di voler coinvolgere le persone attorno ad un determinato tema, domandando contenuti esterni. Mi sembra un’ottima soluzione.

submit

I photoset. Prima era possibile caricare una sola foto alla volta. In alternativa si creava un post appoggiando le immagini in un altro spazio. Ora è possibile caricare più foto contemporaneamente che verranno mostrate all’interno di un player flash. Un esempio del risultato lo trovate qui.

photoset

Endless Dashboard scrolling. E’ lo scorrimento della pagina una volta arrivati in fondo. Nulla di sconvolgente: serve a dare continuità al flusso e si adatta al trend di altri servizi. Anche questa è un’opzione e si attiva dalla pagina Preferences.

Nuova applicazione per iPhone. Pare sia fighissima :-)

Condivisione dei Like. Altra opzione disponibile dalla pagina Preferences. Permette di condividere i like, che in precedenza erano relegati dentro la dashboard dell’autore. La pagina con i like si trova all’indirizzo http://www.tumblr.com/liked/by/*nometumbrl*

liked

Nuova Tumblr directory. La directory è stata reimpostata alla grande, diventa possibile assegnare 3 tag al proprio tumblr e navigare per nazionalità, tra cui la directory italiana. Ai può navigare l’universo dei tumblr per tag, con i vari tumblelog organizzati per popolarità.

Scopriamo che l’Italia è il 9° paese per diffusione con una tumblarity – vale a dire la popolarità dei tumblr – di 73,288. Numero impietoso nel confronto con gli Usa dove la piattaforma è sempre più diffusa e usata. Perde di significato la directory che avevo creato nel 2007 sulla base delle segnalazioni degli utenti e che aggiornavo sempre con meno frequenza. Uno sguardo alla directory italiana permette di apprezzare le attività e le pubblicazioni made in Italy.

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La Tumblarity. Serve a misurare l’attività e la popolarità di un tumblr. Molti la vedono come una classifica sulla base del fatto che i tumblelog vengono ordinati per il successo della loro attività. Sarà che di classifiche ne ho le scatole piene, ma preferisco vederlo come un indice di gradimento.

Sembra quindi che i ragazzi di Tumblr si sono dati da fare negli ultimi mesi. Sinceramente ho gradito le nuove features e il fatto che la maggior parte rimangano opzionali, non modificando le abitudini di chi usa Tumblr in maniera semplice e personale. Ma offrendo anche nuovi elementi e potenzialità ad una piattaforma che sta continuando a cambiare il modo di essere in Rete.

Il servizio quub ha realizzato un filmano semplice ed essenziale sugli status updates, gli aggiornamenti di stato che sempre più servizi offrono.

Enjoy! :-)

Twitter ha già raggiunto il Tipping Point!?

Negli States da almeno un paio di mesi è esplosa la febbre da Twitter. Sospinto da politici, attori, personaggi dello sport ed altre celebrità, non esiste giorno che i media classici non gareggino per presentare le notizie più assurde di quello che è diventato la nuova macarena digitale.

Una situazione abbastanza analoga a quella avuta nel nostro paese con il fenomeno Facebook, la cui sovraesposizione mediatica  è stata opportunamente ridimensionata dopo il periodo caldo. E’ normale, considerato il gioco delle parti. Non fanno eccezione i media statunitensi che enfatizzano gli aspetti più variopinti e folcloristici. La normale conseguenza è che qualsiasi presenza, più o meno ragionata e consapevole da parte di aziende, brand e persone viene risaltata e basta per ottenere una notevole visibilità.

In altre parole you’re no one if you’re not on Twitter. Non a caso non è il servizio a guadagnare direttamente o indirettamente, ma le celebrità che vedono l’enorme opportunità in termini di visibilità e reputazione.

Un esempio? Ashton Kutcher, nel nostro paese famoso solo come marito di Demi Moore, ha uno degli account più popolari e in crescita in questo momento. E, come si può vedere nella foto, sono molte le modalità e risorse utilizzate nella promozione.

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Consideriamo che, come sostiene Owyang, anche per un servizio semplice ed immediato come Twitter, l’attenzione mainstream è ben differente dall’uso mainstream. Da una parte abbiamo i numeri del servizio che, in confronto ad altri social network, la dicono lunga sugli utenti reali. Dall’altra il tasso di crescita a tre cifre, capace di rimescolare le carte nel medio/lungo periodo.

Sono dati e numeri da prendere con le dovute cautele, se è vero che Oprah Winfrey, la regina dei talk show usa, con una puntata del talk show dedicato al servizio di microblogging, ha fatto registrare un aumento di visitatori del 43% in una settimana.

L’Italia vive questa situazione di riflesso, seguendo con confuso interesse, ciò che avviene oltre oceano. Se giornali e riviste riportano dettagliatamente le news americane, c’è davvero poco interesse per ciò che avviene nel nostro paese. L’azienda di Cagliari Abbeynet lancia due prodotti come Tweefind e Tweefight e in Italia, Nova a parte, vengono ignorati.

Sono necessari personaggi e celebrità nazionali, amati e molto popolari come possono essere Maria De Filippi o Fiorello per attirare l’attenzione dei media tradizionali?

Circa un anno fa, su questo blog, si discuteva se Twitter fosse pronto per il grande pubblico. La metafora della macchina del caffè rimane attuale, cambiano i protagonisti delle conversazioni. Blogger ed early adopters, abituati a strumenti di conversazione più comodi, cambiano ambiente, o scelgono di dare una seconda vita ai loro tweet. Rimangono i fans, nel senso vero della parola, che trovano uno spazio per restare incollati ai loro idoli ed entrare in contatto con altri fan.

Lo scenario tracciato da Owyang appare quindi verosimile:

  • Mainstream media and celebrities to flood Twitter
  • Most media and celebrities will use as a broadcast tool
  • Empowered, celebrities will fend off tabloids
  • Increase in brands listening then they’ll join Twitter
  • Users get new experience with mainstream –yet many will revolt
  • The geek ‘A-List’ early adopters seek a new stage
  • Celebrities will monetize faster than Twitter themselves…
  • …Yet expect Twitter to monetize brands, media and celebrities
  • More Hay and less Needles

Così come appaiono sacrosanti i punti evidenziati da Dave Winer.

Quindi, Twitter ha già raggiunto il Tipping Point!?

Update: Brian Solis propone il termine statusfera per indicare il nuovo ecosistema che si sta creando: un ambiente per condividere, scoprire e pubblicare aggiornamenti sotto forma di micro-contenuti, capaci di alimentare i servizi di social network attraverso il loro effetto virale.

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I principali approcci business di Twitter riassunti:

- Customer relationship: come strumento di ascolto e dialogo diretto con i follower.

- Crisis Management: come strumento di gestione delle crisi e delle situazioni critiche. Ha il limite dei caratteri, ma l’immediatezza di un dialogo quasi faccia a faccia che implica un rapporto diretto con le persone. Non è un caso che l’azienda Domino’s, dopo la figuraccia rimediata attraverso il video dei dipendenti, stia cercando ragazzi che seguano l’account Twitter per mantenere le relazioni e rinnovare la reputazione.

- Reputation management: Twitter come ambiente per gestire e tutelare la propria reputazione online.

- Event Management: il live blogging twitting degli eventi è uno degli usi più immediati e semplici del microblogging. Anche per gli appuntementi business si rivela un’ottima risorsa.

- Marketing & Sales: ascoltare le opinioni dei followers, chiedere loro consiglio e conoscere le esigenze è una grandissima opportunità per il marketing e Twitter rappresenta uno degli spazi migliori per percorrere questa strada.

[thanks]

Probabilmente gli approcci possibili a Twitter sono molti di più, ma per una volta che trovo interessante un pezzo che non riguarda rumors e news su Mashable, lo linko volentieri.

Quali sono i possibili modi per utilizzare il servizio di microblogging?

1 – Essere se stessi
You are on Twitter for the community, the knowledge you get and give, and the sharing of resources – whether it’s for professional or purely personal reasons. Twitter is your communication device.
es. Stefigno

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2 – Promuovere il proprio Personal Brand
You might use Twitter under an assumed or enhanced personality and stick to a strategic plan. It’s not necessarily as insidious as it sounds, it’s just that you are your own business and you need to promote it in a certain way, with a certain angle.

es. Funkysurfer

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3 – Responsabile di un’azienda
You might talk and share opinions about social media itself but you’d stay far away from political discussions.
es. Vincos

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4 – Profilo inventato o personaggio storico deceduto
You are a real person but your Twitter account is entirely dedicated to promoting a character in a story, tweeting as someone from history or as a new character created just for Twitter.

[spiacente, nessun esempio tra gli account che conosco, vi viene in mente nulla!?]

5 – Letteratura
Even more specific is exclusively Twittering out a story or some poetry or something of the like. Some have tried to use it as a true publishing platform 140-characters at a time, either with short stories that fit within a tweet or as an ongoing series of tweets that will make up a longer piece.
es. Poesieracconti (non proprio letteratura in senso classico..)

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6 – Bot e Feed importato
For now, if you just use Twitter to promote content that is produced elsewhere and that process is automated, then you just might be a robot.

es. Repubblicait

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7 – Uso alternato
Like most things in life, Twitter is not black and white. Many Twitterers are a blend of the above designations. I think that Twitter is more fun when people mix it up a little, putting a personal and relaxed conversational tone to their stream even if they are there to promote a brand, whether it’s personal or corporate.
es. 4EveRYounG

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L’articolo originale.

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