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Archivio della categoria Eventi

Settimana scorsa ho partecipato con piacere all’evento Why Mobile Social Network Matters organizzato da Buongiorno per presentare Blinko, social network per cellulari. Una giornata organizzata a metà come conferenza tradizionale e a metà con la formula BarCamp, con il pubblico che aveva la possibilità di proporre una propria mini-presentazione attinente al tema dell’evento.

L’appuntamento è stato un’ottima occasione per iniziare a parlare e riflettere di Social Network su mobile. Un settore in forte crescita, con delle prospettive a breve termine allucinanti (questo report di inizio mese realizzato da Nielsen afferma che si è già raggiunta una massa critica di utenti!) e con il potenziale per cambiare in modo radicale la vita delle persone.

Mobile Social Network non significa realizzare una versione ridotta o ottimizzata per lo schermo del cellulare. Significa creare un servizio in grado di facilitare le relazioni tra individui superando le limitazioni dei terminali e, soprattutto, sfruttando quelle che sono le caratteristiche uniche che offrono.

Come afferma Alberto:

Cosa succederà, quindi, nel passaggio verso le Mobile Social Network? Il suo punto è che il cellulare ha la peculiarità di “annunciare” temporalità e spazialità. Non più quindi “Chi sono”, la principale caratteristica di presence delle SN basate su Web, ma soprattutto “Dove sono” rispetto ai miei amici, e “Cosa sto facendo”. Intrigantissimo.

Già questo spunto offre ottimi presupposti per riformulare la progettazione di questo tipo di servizi. Pensiamo a Facebook, Bebo e gli altri network. La nostra socialità parte dall’identità. Chi siamo (persone, gruppi, modelli culturali), cosa ci piace (musica, immagini, video, ecc..). Da qui iniziamo ad esplorare, condividere e connetterci.

E se iniziassimo a progettare sistemi nei quali il nucleo delle attività ruotasse attorno ad altri oggetti o situazioni sociali? Come ad esempio l’attività in quel momento (what are you doing?), il proprio umore, i bisogni, le occasioni, ecc (o anche combinazioni di questi) in relazione alla nostra posizione specifica. In questo caso la metafora dell’effetto ascensore usata da David Weinberger, ospite di lusso di Buongiorno, sarebbe ancora più efficace.

Significative le parole dello stesso e riportare da De Biase:

«Quando crei uno spazio sociale, l’uso che la gente ne farà è imprevedibile». Esempio: «L’ascensore». Che cosa fa la gente nell’ascensore. Simpatico. Si guarda il soffitto. Si fa amicizia. Si fanno cose clandestine… Ecc ecc. «Stessa cosa quando crei uno spazio sociale online». La gente semplicemente ci fa quello che le pare. «Chi poteva prevedere che la gente avrebbe messo otto volte più foto su Facebook, un social network generico, che su Flickr, un sito specializzato nello scambio di foto online?»

E i cellulari? «Non aggiungono oggetti sociali» (cose da scambiare) «ma trasformano la relazione. Sono globali. Si portano dovunque. Non sono un’interruzione ma una presenza. Consentono di impegnarsi in attività interstiziali (si usano in momenti in cui non penseresti mai di aprire il laptop). C’è una piattaforma di billing (bene se consentono di finanziare attività che hanno bisogno di un sostegno finanziario; male se fanno pensare che tutto costi tanto, troppo, e che sia sostanzialmente qualcosa che è fatto per fare una speculazione finanziaria o commerciale). Sono sempre più dei sensori: sanno dove sono e conoscono qualcosa o molto dell’ambiente in cui si trovano. Aiutano a leggere socialmente la realtà. Problema: sono fondamentalmente sistemi proprietari – o chiusi – e alimentano la produzione di programmi proprietari – o chiusi. Hanno sempre implicazioni sulla privacy. Grandi problemi che non abbiamo risolto. Io penso che si tratti di progettare proprio dentro le relazioni sociali del mondo reale e non dentro il cellulare o il computer. Per esempio: come distinguere tra amici che conosco davvero e amici ai quali dico ok quando mi chiedono di essere amici sui social network? Relazioni senza nome e relazioni antiche e sperimentate dalla vita sono diverse. Ma, nei social network, manca una tassonomia: quando decidiamo qualcosa in materia determiniamo delle conseguenze sociali imprevedibili. Cose intorno alle quali dobbiamo lavorare. Come dobbiamo anche chiederci che cosa diventa la nostra vita con molti “se digitali” in diversi network…».

In fondo due dei vantaggi principali del cellulare sono la sua disponibilità (in qualsiasi posto e in qualsiasi momento) e la posizione specifica. Inoltre bisogna capire come coniugare la presenza costante di questo tipo di servizi nell’arco della giornata con le attività quotidiane, cercando di offrire percorsi semplici ed immediati anche in un periodo di tempo limitato (in fila dal dottore o in un’ora libera della giornata).

SI tratta di sviluppare un concept semplice e neanche troppo recente (chi si ricorda del software Nokia Sensor?!) che permetta di sfruttare le caratteristiche dei dispositivi mobili per portare sempre con noi la nostra rete di contatti. Eventualmente anche declinata secondo la “visione” di web 2.0 address book di cui ho parlato in un paio di occasioni.

Blinko (qua il blog del servizio) in tutto questo scenario si presenta come un prodotto semplice ed immediato. Un mobile social network creato per cellulari e in fase di beta a invito (chi volesse provarlo può utilizzare il codice 11172). Non un prodotto per appassionati e smanettoni, ma un servizio semplice ed adatto a tutti.

A quando il prossimo evento sul tema Mobile!? :-)

Non saprei da dove iniziare. L’idea iniziale mia e di David era un mini-barcamp, poi ci siamo fatti trascinare dall’entusiasmo delle iscrizioni ed è venuto fuori un camp con un centinaio di persone circa. Un lavoro, spesso nascosto ma non indifferente, è stato fatto da Juliette e da Andrey.

Non avevamo previsto un simile interesse (per quanto l’argomento era ed è molto caldo) ma soprattutto una tale qualità degli interventi. Il primo grazie va quindi ai relatori e al pubblico, che hanno saputo mantenere le discussioni su un livello molto alto. Mi è piaciuto anche il filo logico degli interventi, dalla provocazione iniziale di Magno (con il tormentone vado a far pipì) al micro-intervento di Marco. Sembrava fossero stati organizzati ad inizio mattinata.

La School of Management del Politecnico, nonostante l’intoppo improvviso del wi-fi si è dimostrata una location adatta ed ha fornito tutto il supporto necessario. Certo: con la connessione avremmo potuto coinvolgere chi seguiva gli interventi da fuori, così come proiettare i tweet in aula. Ma erano idee accessorie e non indispensabili.

Un ringraziamento a parte merita Elena DElyMith. Difficile trovare una persona tanto attiva e disponibile (che oltretutto ha già pubblicato l’introduzione della giornata e il primo intervento).

Mi piacerebbe ricordare ad uno ad uno le persone incontrate, le quali hanno rinunciato ad un sabato e che magari hanno fatto anche tanta strada per raggiungere Milano. Non è retorica, ma senza di loro il camp non sarebbe riuscito in questo modo.

Da parte mia, nonostante la forma non fosse delle migliori, ho trovato veramente molti spunti. Nei prossimi giorni riguarderò con calma le presentazioni e mi piacerebbe riprendere molte discussioni che avrebbero meritato altro spazio.

Alcuni slideshow sono già disponibili online:

Così come le foto della giornata.

Con David (così come con Capobecchino e con altri) capita spesso di incontrarsi “virtualmente” e scambiarsi opinioni, suggerimenti e visioni su quell’universo dei media sociali chiamato microblogging. Nonostante abbiamo idee e soprattutto posizioni differenti, si tratta di un ottimo momento di confronto e di crescita.

Dalla constatazione che c’è molto da dire, così come molto da fare, attorno all’argomento microblogging, abbiamo deciso di organizzare un BarCamp ad hoc, per affrontare l’argomento assieme a chi vuole unirsi a noi.

Il MicroCamp sarà un barcamp tematico, rivolto a coloro che sono interessati a capire le evoluzioni, approfondire gli usi aziendali dello strumento. In altre parole la nostra intenzione non è quella di ritrovarci per raccontare cos’è Twitter o come funziona, ma spingerci oltre, approfondendo tra le altre cose, gli aspetti di comunicazione e le dinamiche di community.

Per questo stiamo cercando di estendere l’invito anche a persone esterne alla “classica blogosfera”, come operatori del settore, sviluppatori, analisti, in modo da avere un reale momento di confronto, anche tra visioni opposte.

mondo

L’appuntamento è fissato per sabato 24 Maggio presso gli uffici di Zero9 a Piazza Indro Montanelli, 20 – Sesto San Giovanni, a 10 minuti di metro dal centro di Milano.

Come per ogni BarCamp che si rispetti stiamo allestendo la pagina Wiki per le iscrizioni e gli interventi. Le “regole” sono quelle classiche del barcamp: fino a 20 minuti per le presentazioni, per permettere di sviluppare discussioni e confronti.

Le iscrizioni sono limitate a 50 posti (il limite della sede che ci ospita) ed ogni partecipante dovrebbe proporre un intervento o, per lo meno, partecipare attivamente alla giornata.
In ogni caso spero che il numero sia adeguato a creare un gruppo di persone interessate al microblogging, che hanno piacere ad incontrarsi per discuterne assieme in un sabato di fine Maggio.

Solo una breve segnalazione dell’evento previsto per sabato 19 Aprile al Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Venezia: il Twittercamp.

Al di là del nome presumo che sarà un appuntamento interessante per fare il punto del “fenomeno microblogging” in Italia e all’estero.

Se la fortuna non mi tradisce negli ultimi giorni, dovrei farcela a partecipare.
Non so ancora se riuscirò a proporre un intervento, ma credo che di carne al fuoco ce ne dovrebbe essere tanta.

  
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