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Archivio della categoria Interviste

Fail Whale
Image Credits dache.ch

Recenti spunti di lettura attorno agli argomenti microblogging e lifestream:

Dopo l’affermazione di Yammer e il lancio di numerosi strumenti di microblogging aziendale ci si chiede se le aziende siano pronte e a come cambierà il modo di gestire informazioni e conoscenza:

Un’esperienza di uso produttivo di Twitter all’interno di un museo:

Suggerimenti su come seguire il Twustomer Service:

L’affermazione di Twitter come strumento per il dibattito politico significa un cambiamento?

Riflessioni su un uso ragionato dei dati all’interno del Lifestream:

Bonus stuff:

Twitteritalia è un progetto creato da Flatlineato, un abile programmatore parmigiano, che si è concesso ad una breve intervista per parlarci della sua creazione.

Che cos’è Twitteritalia?
Twitteritalia riporta, o almeno ci prova, gli ultimi twitt fatti da utenti italiani.

Da dove nasce Twitteritalia? Qual’è l’idea alla base?
L’idea l’ha lanciata Pandemia in un suo suo messaggio su twitter diverso tempo fa. In quel messaggio citava http://www.twitterespanol.net/ che faceva un un pò quello che fa twitteritalia ma per la spagna, dico faceva perchè non sembra funzionare più molto bene. Comunque l’idea mi è sembrata buona e mi sono guardato un pò intorno e ho realizzato un piccolo meshup usando le api di summize che ora è stata acquistata da twitter. Comunque l’idea di fondo è raccogliere in un solo posto gli ultimi twitt in italiano per poter capire di cosa si parla e magare conoscere altri utenti.

Quante persone dietro a Twitteritalia e quanto tempo per svilupparlo?
Una, io.  (Flatlineato) :) Poco direi qualche ora d’altronde è veramente semplice, mi piacerebbe aggiungere qualche funzionalità ma data la scarsità del mio tempo direi che ci vorrà un po’.

Come ti sembra stia evolvendo Twitter?
Male purtroppo, a differenza di altri social network, Twitter, schiacciato dal suo successo, sta eliminando e non aggiungendo funzionalità con relativa fuga di utenti.

Cosa manca a Twitter per migliorarsi? (oltre che funzionare costantemente :)
A mio avviso la possibilità di visualizzare le conversazioni in thread ma ci sono molti siti che sfruttando le api lo fanno.

Come potrebbe un nuovo servizio “battere” Twitter?
Twitter si sta affossando da solo, ma ha una diffusione tale che per “batterlo” servirebbe uno dei giganti del web. Se per esempio BigG si mettesse a spingere seriamente Jaiku integrandolo coi suoi servizi esistenti avrebbe delle buone possibilità.

Quali altri servizi di microblogging utilizzi e reputi interessanti?
Ho account su tutti i più noti ma li uso poco.

Come si evolverà secondo te questo settore?
Penso che in gioco ci siano vari fattori se twitter riuscira a risolvere i propri problemi e a trovare un modello di businnes, o in alternativa a farsi comprare, resterà il leader indiscusso altrimenti un sistema distribuito come quello di identi.ca mi sembra molto interessante.

Un saluto a tutti i lettori di Microblogging.it.

Ringrazio ancora Iuri per la disponibilità e cortesia.

Ho seguito con curiosità l’intervista di Robert Scoble ai fondatori di Twitter Evan Williams e Biz Stone. La tesi di Evan è che i problemi del loro servizio sono in parte determinati dagli utenti che abusano di Twitter. Scoble ad esempio con più di 25.000 follower carica l’uccellino di un lavoro immane ogni volta che posta un messaggio.

La risposta di Scoble è senza mezzi termini: “A business that blames its best users is one that’s in trouble. Serious trouble.”

Non mi piace come utilizza Twitter Robert Scoble. A mio avviso ne fa un utilizzo sbagliato. Tuttavia ritengo che da parte dei creatori del servizio ci dovrebbe essere un po’ di gratitudine. Perché se Twitter è diventato quello che è, è anche merito di Scoble.

Beemood

BeeMood è un servizio di microblogging che gira attorno al mood, ossia all’umore.

Sviluppato da David Casalini all’interno di Zero9 e lanciato a fine estate, il servizio gode già di una vivace community italiana.

BeeMood è stato creato per interpretare in maniera differente l’istant presence anche rispetto ad altri concorrenti che enfatizzano lo stato d’animo di chi lo usa, come MoodMill, I Rate My Day, Emotionr ad esempio; proponendo a David la solita intervista sono emerse considerazioni importanti.

TommasoCome definiresti il microblogging?
David - Una forma di scrittura breve o comunque sintetica, concisa, molto immediata ed efficace. Spontanea.

T – Che legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?
D – Strettissimo, nel senso che internet è dietro a tutte e tre le cose. Il primo è una forma di comunicazione, la preferita forse in un social network, il mobile poi è lo strumento che permette di essere sempre raggiungibili, always on.

T – Il fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?
D - Sta avvicinando sempre molte più persone alla scrittura in rete, un po’ quello che hanno fatto gli SMS per il mobile. Prima il telefono era semplicemente uno strumento di lavoro, l’arrivo di questi messaggini da 160 caratteri ad un costo bassissimo lo ha rivoluzionato e ci ha permesso di mandarci messaggi come “Sto facendo la spesa”, “Torno più tardi”, “Ciao, come va?”. Non vi sembrano dei micro-post?

T – Ci presenti brevemente il servizio che hai sviluppando?
D – BeeMood è una social network che mette in comunicazione in modo innovativo le persone fra loro. E’ diverso da una chat e anche da un blog. Chi si collega su BeeMood esprime ciò che sta facendo, quello che gli passa per la testa in quel momento, il proprio mood e lo condivide con gli altri in modo spiritoso o serio, a seconda di come si sente. E’ già attivo sul web e sul wap. Collegandosi dal telefonino a www.beemood.com è già possibile navigare e lasciare un messaggio. Presto saranno implementate le funzionalità SMS e MMS.

T – Quali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?
D – Sicuramente la parte mobile, il servizio è speculare su web e su wap, ma il tuo mood può essere aggiornato anche via SMS o MMS e c’è molta più attenzione all’aspetto grafico, “less is more” secondo noi non significa che basta un logo e le pagine quadrate; semplice significa che ogni cosa è al suo posto, in ogni pagina trovi quello che ti aspetti e spesso questo è solo quello che veramente serve.

T – Qual è il modello di business?
D – Non posso dirti troppo, iscriversi a BeeMood è e resterà gratuito, ma questo non significa che non ci saranno degli spazi riservati all’advertising o funzionalità premium. Per il momento abbiamo già alcuni sponsor che stanno aspettando il nostro via per accompagnarci in questa fase di start up.

T – Quali sono le maggiori difficoltà nello sviluppare un applicativo di microblogging?
D – La più grossa è spiegare al tuo committente che cosa è e perché usarlo. Noi siamo partiti da zero, è un’applicazione pensata e scritta partendo da un foglio bianco, senza complessi framework dietro, senza esempi da copiare. Le pagine sono costruite in modo da fare un uso estremo dei CSS, nella nuova release ci sono alcune sezioni in AJAX ma solo quando effettivamente serve, le immagini sono in PNG e tutto è ottimizzato per essere ottimale su Pc e Mac ma anche su Linux; il layer di presentazione è diviso dal back end, in modo da ridurre al minimo le richieste verso i database. Abbiamo usato php perché è molto versatile e ci ha permesso di uscire sul mercato in poco più di un mese, ma tutti e tre veniamo dalla scuola del vecchio linguaggio C (designer compreso).

T – Quali saranno le features di prossima implementazione del servizio?
D – Anche su questo non posso dirti troppo, in questo momento siamo concentrati su due filoni. Da una parte ho la multimedialità, dove microblogging non significa solo messaggi di testo, sarebbe riduttivo. Ho la piena volontà di scambiarmi video, foto, slide o qualsiasi tipo di oggetto.
Dall’altro lato c’è il mobile. Voglio essere sempre presente sulla rete ovunque io mi trovi, in modo facile, senza nessuna complicazione e collegarmi via wap ad un sito microscopico e quindi leggero, usando funzionalità nate solo per quel tipo di device e quel tipo di collegamento.
Ci sono poi tantissime funzionalità che rilasceremo nei prossimi mesi. Eviteremo di appesantirlo troppo con un’infinità di contenuti ma il risultato sarà sicuramente un prodotto completo da fornire ai nostri utenti. La funzionalità più importante sarà sicuramente il rilascio delle API, così saranno i nostri utenti stessi a guidare i nuovi sviluppi.

T – In che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?
D – Le tariffe flat sono fondamentali. Per far decollare il mercato mobile, basta guardare a Paesi come UK, Sud Africa o India dove è già presente e sta prendendo velocemente piede il wi fi idem. Io ho da poco un Nokia n95, che se avesse una tastiera qwerty userei quasi al posto del portatile. Penso che questo sia solo l’inizio e che tra qualche anno non avrà nemmeno molto senso distinguere tra adsl di casa o connessione mobile. Già adesso si parla di wap erroneamente: i siti che navighiamo dal nostro telefonino sono siti web a tutti gli effetti, semplicemente con un design dedicato.

Hictu, nonostante la sua forte vocazione internazionale, è un prodotto tutto italiano.

Sviluppato dall’azienda sarda Abbeynet, rappresenta un valido esempio di come, attraverso competenze e nuove idee, è possibile competere con le startup americane in un settore innovativo come quello del microblogging e dell’instant presence. Anche per questo ha ricevuto molte attenzioni importanti.

Ne parliamo con il responsabile del progetto Giacomo Vacca.

TommasoCome definiresti il microblogging?
Giacomo – Un modo semplice per fare quello che tutti noi desideriamo: far sentire la nostra voce a migliaia di persone.

TChe legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?
G – Vedo i social network come delle community e il microblogging come le feste di benvenuto che… durano ad oltranza. Il mobile sarà ancora una volta la condizione necessaria per raggiungere l’always-on che molti inseguono. Sai tra l’altro che io ritengo che per l’acquisizione di Jaiku da parte di Google sia stata determinante la loro partnership con Nokia.

TIl fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?
G – Blog e microblog sono due canali di comunicazione complementari, e a mio parere i blog continueranno ad esistere così come sono mentre il microblog evolverà specializzandosi nell’offerta di strumenti di promozione, sia personale che di prodotti.

TCi presenti brevemente il servizio che hai sviluppato?
G – Si chiama Hictu, e prende il suo nome da due parole latine: hic (qui) e tu (pronome tu). E’ nato dall’esperienza della mia azienda, Abbeynet, nei servizi a valore aggiunto per il VoIP, ed è stato presentato nel Dicembre 2006 come una nuova rubrica in cui tutti i contatti sono dotati di informazioni di presence da una moltitudine di reti: MSN, ICQ, AOL, Yahoo, GTalk, per citare solo le più note.
Ad Aprile abbiamo fatto un salto di prospettiva: abbiamo aggiunto alla rubrica il microblog. Ma siccome il microblog non era di per sé una novità abbiamo introdotto un elemento altamente differenziante: i video post registrati direttamente dal browser.

TQuali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?
G – I post audio e video, la rubrica con la presence di diverse reti di IM e VoIP, la possibilità di fare l’embed dei post in qualsiasi altro sito ,e tra poco presenteremo un widget attualmente in alfa e un’altra sorpresa su cui stiamo lavorando in collaborazione con l’Università di Cagliari e prenderà corpo all’inizio del prossimo anno.

TQual’è il modello di business?
G – Ci sono due insiemi di utenti: chi ha contenuti e prodotti da proporre, e chi può usufruirne. Come in altri settori, chi usa Hictu per promuovere attività commerciali sarà ben felice di pagare nel momento in cui vedrà aumentare il volume d’affari, mentre per la maggioranza continuerà ad essere completamente gratuito.

TQuali sono le difficoltà maggiori nello sviluppare un applicativo di microblogging?
G – Me ne vengono in mente due: la prima è che il microblog contiene molte delle feature offerte dai social networks, e sono quindi più complessi di quanto si possa percepire. La seconda difficoltà, quando gli utenti cominciano a crescere e si offrono anche i video post, è l’ottimizzazione delle richieste ai server.

TQuali saranno le features di prossima implementazione del servizio?
G – A breve avremo il nostro widget, che consentirà a qualunque sito di aggiungere i videocommenti semplicemente incollando qualche riga di codice. Nel medio termine abbiamo pianificato un’offerta pensata esplicitamente per le aziende ma soprattutto presenteremo una sorpresa che coinvolgerà sia i microblogger attuali che i futuri visitatori.

TIn che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?
G – In Italia dovremmo aspettare ancora un po’ prima di avere una buona percentuale di utenti sempre connessi anche in mobilità, mentre in Nord Europa e Nord America la penetrazione sarà maggiore e il microblogging diventerà probabilmente un altro strumento con cui acquisire in tempo reale informazioni sul posto che si sta visitando, o sui prodotti offerti dai negozi più vicini.

Meemi.com

Meemi è uno dei primi servizi di microblogging italiani. C’è chi lo definisce un tumblr con i canali e chi un incrocio tra Twitter e Tumblr. Ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Capobecchino, che ringrazio per la disponibilità e la gentilezza.

TommasoCome definiresti il microblogging?
Capobecchino – Entrambi riteniamo che il microblogging è una raccolta di “piccole situazioni” che caratterizzano la vita di ogni individuo. Ad esempio una frase, una citazione, una foto …

TChe legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?
C – Il legame tra microblogging, social e mobile è “forte” in quanto riteniamo che queste “piccole situazioni” ben si adattano a stimolare “curiosità” e quindi creare “socialità” tra gli individui. Le informazioni ben si adattano ad essere fruite da dispositivi mobile in giro per il mondo.

TIl fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?
C – Se la diffusione di dispositivi mobile continuerà a svilupparsi con questi ritmi la risposta non può essere che si.

TCi presenti brevemente il servizio che hai sviluppando?
C - Il servizio che abbiamo sviluppato nasce da una semplicissimo concetto: il meme. Un meme è un qualcosa che può essere trasferito da 2 supporti differenti. Questo è meemi.com

TQuali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?
C – I punti di forza sono la categorizzazione tramite i canali, cioè il direzionare l’informazione che ogni individuo mette a disposizione degli altri e la varietà di media che si posso usare. Attualmente ne contiamo 6: testi, citazioni, immagini, link, eventi e video. A breve sarà disponibile una versione lite che potrà essere usata su cellulari con micro-browser e in gadget/widget per home page quali iGoogle o netvibes e desktopbar.

T - Qual’è il modello di business?
C – Per ora ci affideremo ad Google adSense e ad un circuito pubblicitario nostro che stiamo sviluppando.

T - Quali sono le difficoltà nello sviluppare un applicativo di microblogging?
C – Nel mio caso sopportare la fidanzata che mi costringe a fare le pulizie il sabato e quindi poco tempo :) Scherzo!!! Uno dei problemi è il tempo, in quanto meemi.com è nato ed è un progetto personale e quindi sviluppato in tempi “non lavorativi”. Un altro problema è l’utilizzo e la configurazione di server ad hoc ma sopratutto di gestori che capiscano le tue reali esigenze.

T - Quali saranno le features di prossima implementazione del servizio?
C – Segreto …. :) come anticipato stiamo sviluppando una versione lite ed un nuovo tipo di meme che vedranno la luce tra qualche giorno. Ma in preparazione ci sono succose novità ;)

TIn che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?
C – In Italia penso che sarà solo per pochi e non a causa delle tariffe (purtroppo!!!) ma della poca conoscenza di queste nuove tecnologie.

 

  
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