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	<title>Microblogging.it &#187; Interviste</title>
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	<description>is the end of the Blog as we know it?</description>
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		<title>Microblogging: la parola agli esperti</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 07:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
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		<description><![CDATA[Enrico, Claudio e David sono tre dei massimi esperti di microblogging in Italia. Attraverso il loro lavoro e le loro ricerche stanno seguendo alcuni dei progetti più interessanti in tal senso. Hanno anche un percorso molto differente; per questo li ho coinvolti in un breve giro di domande sul microblogging, dal qualche sono emersi spunti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://meemi.com/capobecchino/" target="_blank">Enrico</a>, <a href="http://www.socialware.it/" target="_blank">Claudio</a> e <a href="http://www.davidcasalini.com/blog/">David</a> sono tre dei massimi <strong>esperti di microblogging</strong> in Italia.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1189 alignleft" title="enrico" src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2010/07/enrico.jpg" alt="" width="128" height="128" /><img class="size-full wp-image-1187 alignleft" title="claudio" src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2010/07/claudio.jpg" alt="" width="130" height="127" /><img class="size-full wp-image-1188 alignleft" title="david" src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2010/07/david.jpg" alt="" width="169" height="128" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p>Attraverso il loro lavoro e le loro ricerche stanno seguendo alcuni dei progetti più interessanti in tal senso. Hanno anche un percorso molto differente; per questo li ho coinvolti in un breve giro di domande sul microblogging, dal qualche sono emersi spunti molto rilevanti.</p>
<p><strong>1. Iniziamo con una domanda semplice: com&#8217;è cambiato il microblogging negli ultimi due anni?</strong></p>
<p>ENRICO. Sostanzialmente non è cambiato molto, 2 anni fa iniziava a far capolino Twitter come servizio &#8220;generalista&#8221; e dopo 2 anni c&#8217;è ancora la leadership di Twitter.<br />
Abbiamo visto l&#8217;affacciarsi di nuovi strumenti quali FriendFeed (che secondo me è rimasto molto ma molto di nicchia in Italia) e Google Buzz (Wave è troppo ma troppo tecnico) ma il metro di paragone resta sempre Twitter.</p>
<p>CLAUDIO. Il microblog è partito da un concetto riduttivo rispetto alla semantica  del blog (microblog, appunto), per finire come attributo aggiuntivo ed  ormai essenziale di ogni social network.<br />
Oggi non possiamo immaginare Social senza pubblicazione di status  veloce, sharing volante link-foto-video-citazioni, followers. Non so se  ha ancora senso parlare di microblog, oggi: era il termine dato a una  forma nuova per un bisogno nuovo. Oggi assistiamo a una radicalizzazione  dei bisogni: approfondimento semi professionale verticale sui blog  (quella che possiamo definire &#8220;short-tail&#8221; dei contenuti), condivisione  rapida di conentuti e concetti sui social network (long tail).<br />
Le evoluzioni che vedo riguardano esclusivamente il mobile. In  particolare in Italia (ce lo dicono i dati) tutto il resto è noia, cioè  scusa, Facebook. <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>DAVID. E’ cambiato nel senso che è rimasto solo Twitter. Gli altri due non  saranno d’accordo ma Twitter è ormai ai livelli di un Facebook e di gran  lunga più diffuso e utilizzato di Google Buzz. I suoi competitors  adesso si chiamano Facebook, Microsoft e Google. Credo che sarà  veramente difficile veder nascere nuovi player nell’ambito del  microblogging. Anche fenomeni di successo come foursquare e gowalla non  sono veri e propri nuovi servizi ma semplicemente estensioni di Facebook  e Twitter.<br />
<strong><br />
2. Quando diciamo microblogging generalmente s&#8217;intendono servizi &#8220;alla twitter&#8221;. E&#8217; questa l&#8217;unica strada possibile?</strong></p>
<p>E. No, non è questa l&#8217;unica strada percorribile e noi come tu ben sai la stiamo percorrendo, io mi rifaccio sempre a quello che scrivi nel tuo blog: &#8220;piccoli contenuti immessi in rete&#8221;. Chi dice che i piccoli contenuti sono solo i 140 caratteri di Twitter? Anzi dai nostri utenti e da quel che si vede in giro come mashup per twitter, sembra che le persone si siano &#8220;scocciati&#8221; dei solo 140 caratteri <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>C. No anzi, il contario: bisogna scegliersi ALTRE strade. Twitter in Italia  non arriva al milione di utenti unici mesi, dobbiamo iniziare ad aprire  gli occhi e capire che è e resterà (almeno in questa forma) un sistema  per addetti ai lavori. Twitter in Italia non diventerà mai mainstream, è  praticamente (come Friendfeed) una community di appassionati geek. E  questo non basta, soprattutto se si tiene a mente il fatto che ti devi  sostenere economicamente con un business model. Qualsiasi sistema che si  pone come obiettivo &#8220;migliorare&#8221; Twitter, perdonate la durezza, è  destinato a fallire. Semplicemente perchè per fare meglio di Twitter  devi avere più risorse e più mezzi di Twitter altrimenti generi solo una  copia magari con più feateres ma con milioni di utenti in meno. Quindi  occorre sperimentare nuove strade: 4square ad esempio è una strada.</p>
<p>D. Si’ e no allo stesso tempo <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Fare un altro Twitter con un&#8217;altra grafica è  impossibile, ma farlo in modo diverso, come Yammer ha fatto per il  business è fattibile. Tutto da dimostrare che Yammer sia un successo  naturalmente <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
In un certo senso comunque anche foursquare e gowalla  sono semplicemente servizi di microblogging costruiti intorno al  concetto di geolocalizzazione.</p>
<p><strong>3. Come siamo messi in Italia? Il &#8220;fenomeno iPhone&#8221; sta cambiando qualcosa?</strong></p>
<p>E. In Italia oggi non siamo sicuramente come in altri paesi ma sembra che qualcosa finalmente stia cambiando. Si l&#8217;iphone come altri smarphone, hanno dato inizio a questo cambiamento. I social si sono adattati e sono funzionali in totale mobilità. Anche l&#8217;Italia sembra che si stia svegliando in questo settore.</p>
<p>C. Un po&#8217; ho risposto alla domanda precedente. Ho pubblicato un <a href="http://www.socialware.it/trend/il-microblogging-in-italia-non-sfonda" target="_blank">articolo in  merito</a>:  siamo messi che spiegare il microblog agli italiani ormai è molto  complicato vista la penetrazione di Facebook. Una tecnologia per  diventare mainstream ci mette tempo: abbiamo appena convinto 16 milioni  di italiani a usare Fb, ora gli diciamo: no, usate Twitter è più fico!  Dobbiamo renderci conto che il &#8220;navigatore medio&#8221; non usa 50 servizi  diversi come noi Social Media Fan, tende a usarne 4-5 al massimo. Userà  la mail, facebook, magari un instan messenger e uno-due siti di news.  Fine. Come dicevo Iphone e in generale gli smartphone cambiano eccome lo  scenario, anzi: cambiano tutto. A mio giudizio dire microblogging oggi  vuol dire Mobile, Mobile, Mobile.</p>
<p>D. E’ l’unico che ha veramente sdoganato internet sul telefonino. Contro  tutti, contro i programmatori che sono innamorati solo di Java, contro  gli operatori che non volevano nemmeno venderlo, contro i blogger che  trovano che a seconda dell’angolazione della mano sinistra che l&#8217;antenna  non prenda bene il melafonino è il successo che conosciamo.<br />
Io ho  anche molta fiducia in Android e in Phone 7, sia nel mondo dei telefono  che dei connected device. la tavolette in stile iPad pre capirci. Sono  sicuro che porteranno una ventata di nuovi utenti ad utilizzare  strumenti come Twitter e magari chissà, il prossimo microblogging.</p>
<p><strong>4. Cosa ne pensi del sistema di revenue lanciato da Twitter?</strong></p>
<p>E. Se intendi i &#8220;tweet sponsorizzati&#8221; non saprei in verità, noi abbiamo studiato una soluzione simile, tra l&#8217;altro prima di Twitter, ma i nostri numeri non ci consentono di provarla. Secondo me non è cattiva ma è da rifinire.</p>
<p>C. Che non funzionerà <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>D. Credo che questo modello di business sia un po’ troppo filosofico, ma  che rappresenti comunque un primo passo. In generale molti player nei  prossimi mesi dovranno dimostrare che ci sono modelli di business  sostenibili dietro grandi idee e ottimi prodotti. Apple, ad esempio, con  le sue app ha dimostrato che non è vera l’equazione internet=gratis,  poiché se offri buoni prodotti, che rispondono alle esigenze degli  utenti e hai un buon metodo di pagamento, le persone sono disposte a  pagare. D&#8217;altronde perché non dovrebbero?</p>
<p><strong>5. Credi che l&#8217;elemento &#8220;location&#8221; rappresenti un punto di svolta?</strong></p>
<p>E. L&#8217;ho sempre creduto, motivo per cui ogni nostro meme è localizzato da sempre, solo che non essendo uno dei big del settore, nessuno ha mai notato sta cosa.</p>
<p>C. Certamente: ripeto, per me parlare di microblogging oggi significa  abbinare il concetto di rapidità e condivisione al concetto di mobilità  quindi di localizzazione. Da qui immaginiamo un ESPLOSIONE di servizi:  chiamiamoli di microblog ma potrebbero essere microtips, microshop,  microtag, microtutto <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>D. In questo momento la localizzazione credo sia un po’ sopravvalutata,  come avviene per tutti i fenomeni di moda, ma che ormai sia  imprescindibile. Io stesso ogni due minuti “check-inno” su 4square.  Magari in futuro sarà + chiaro e semplice decidere quando nascondere o  meno la propria posizione ma a mio avviso i servizi legati alla propria  posizione rappresentano il futuro, soprattutto per le piccole-medie  entità che hanno bisogno di un collegamento forte con la realtà locale  attraverso internet.</p>
<p><strong>6. Ci segnali un servizio interessante?</strong></p>
<p>E. Se il progetto è in ambito microblogging, l&#8217;unico che mi sento di segnalarti era <a href="http://friendfeed.com/">FriendFeed</a> che aveva le carte per poter spodestare il resto, ma ha ceduto a Facebook.<br />
<a href="http://www.google.com/buzz">Google Buzz</a> ha peccato troppo di vanità (secondo me ovviamente), precludendosi l&#8217;accesso dall&#8217;esterno e restando solo integrato in gmail.</p>
<p>C. Attualmente ho seguito la progettazione e la startup di <a href="http://liberomobile.libero.it" target="_blank">Libero Mobile</a> che centra esattamente il bisogno di  Mobile in Italia, visto con l&#8217;ottica del browsing e non delle  applicazioni. L&#8217;ultimo servizio che mi ha fatto innamorare è ovviamente  <a href="http://foursquare.com/">Foursquare</a> ma mi piace molto anche il filone Italiano delle app  geolocalizzate, come <a href="http://www.tweakersoft.com/mobile/aroundme.html">Around Me</a>.</p>
<p>D. Vuoi dire oltre ad <a href="http://hellotxt.com/">hellotxt</a> <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ? In questi giorni sto diventando un  ipadmaniaco e adoro <a href="http://itunes.apple.com/us/app/pulse-news-reader/id371088673?mt=8">Pulse</a>, un’applicazione molto semplice, che permette  di sfogliare i propri feed RSS direttamente dal tablet. Anche <a href="http://www.feedly.com/">feedly</a> è  fantastico, un giornale online costruito completamente secondo i tuoi  gusti e supporta anche twitter.</p>
<p><strong>7. Vuoi salutare gli altri due?</strong></p>
<p>E. Ovvio che si, Claudio purtroppo non ho il piacere di conoscerlo personalmente ma il grande David si <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Ciao ragazzi <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>C. Certo! Ciao, complimenti a tutti e due e spero di conoscervi presto! <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>D. Sono due prodotti italiani che portano alta la bandiera dell&#8217;innovazione  in Italia (soprattutto adesso che Cannavaro e soci sono tornati a  casa)  continuate così!</p>
<p>Beh, grazie davvero per la disponibilità.</p>
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		<title>Microblogging &amp; Lifestream: segnalazioni del 06/10/08</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[bottoni elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[customer service]]></category>
		<category><![CDATA[election]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise]]></category>
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		<category><![CDATA[twitter buttons]]></category>
		<category><![CDATA[Twustomer service]]></category>
		<category><![CDATA[yammer]]></category>

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		<description><![CDATA[Image Credits dache.ch Recenti spunti di lettura attorno agli argomenti microblogging e lifestream: Dopo l&#8217;affermazione di Yammer e il lancio di numerosi strumenti di microblogging aziendale ci si chiede se le aziende siano pronte e a come cambierà il modo di gestire informazioni e conoscenza: Is the Enterprise Ready for Microblogging Tools like Twitter? Will [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/dache/2830448112/"><img class="alignnone size-full wp-image-168" title="Fail Whale" src="http://farm4.static.flickr.com/3150/2830448112_6b9c36eb36.jpg" alt="Fail Whale" /></a><br />
Image Credits <a title="dache.ch" href="http://flickr.com/photos/dache/" target="_blank">dache.ch</a></p>
<p align="right"><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/11/pics.gif" alt="" /></p>
<p>Recenti spunti di lettura attorno agli argomenti microblogging e lifestream:</p>
<p><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/11/pics.gif" alt="" /></p>
<p><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/11/pics.gif" alt="" />Dopo l&#8217;affermazione di <a href="http://www.microblogging.it/2008/09/12/yammer-il-microblogging-pensato-per-le-aziende/">Yammer</a> e il lancio di numerosi strumenti di microblogging aziendale ci si chiede se le aziende siano pronte e a come cambierà il modo di gestire informazioni e conoscenza:</p>
<ul>
<li> <a href="http://mashable.com/2008/09/30/enterprise-microblogging/">Is the Enterprise Ready for Microblogging Tools like Twitter?</a></li>
<li> <a title="Permanent link to Will Tools Like Twitter Change the Ways We Work With Flows of Information and Knowledge ?" rel="bookmark" href="http://www.fastforwardblog.com/2008/09/28/will-tools-like-twitter-change-the-ways-we-work-with-flows-of-information-and-knowledge/">Will Tools Like Twitter Change the Ways We Work With Flows of Information and Knowledge ?</a></li>
</ul>
<p>Un&#8217;esperienza di uso produttivo di Twitter all&#8217;interno di un museo:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.blogher.com/meet-amy-fox-museumtweets-best-practices-micro-blogging-museums" target="_blank">Meet Amy Fox of MuseumTweets:  Best Practices for Micro Blogging in Museums</a></li>
</ul>
<p>Suggerimenti su come seguire il <em>Twustomer Service</em>:</p>
<ul>
<li> <a title="Permanent Link: Why Twitter Should Matter To You: Twustomer Service Edition" rel="bookmark" href="http://blog.ogilvypr.com/?p=450">Why Twitter Should Matter To You: Twustomer Service Edition</a></li>
</ul>
<p>L&#8217;affermazione di Twitter come strumento per il dibattito politico significa un cambiamento?</p>
<ul>
<li> <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/twitter_election_site.php" target="_blank">Twitter&#8217;s Election Site: A Sign of What&#8217;s to Come?</a></li>
</ul>
<p>Riflessioni su un uso ragionato dei dati all&#8217;interno del Lifestream:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.sophistechate.com/2160/making-sense-of-lifestreaming" target="_blank">Making sense of lifestreaming</a></li>
<li> <a title="What Is Lifestreaming? And Why Should You Do It?" href="http://www.brazencareerist.com/2008/10/03/what-is-lifestreaming-and-why-should-you-do-it">What Is Lifestreaming? And Why Should You Do It?</a></li>
</ul>
<p>Bonus stuff:</p>
<ul>
<li> <a title="Permanent Link to FREE TWITTER BUTTONS (Includes Animated GIF)" rel="bookmark" href="http://siahdesign.com/archives/150">FREE TWITTER BUTTONS (Includes Animated GIF)</a></li>
</ul>
<p><a><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/11/pics.gif" alt="" /></a></p>
<p><a><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/11/pics.gif" alt="" /></a></p>
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</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervista al creatore di Twitteritalia</title>
		<link>http://www.microblogging.it/2008/08/intervista-al-creatore-di-twitteritalia/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 06:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Twitteritalia è un progetto creato da Flatlineato, un abile programmatore parmigiano, che si è concesso ad una breve intervista per parlarci della sua creazione. Che cos&#8217;è Twitteritalia? Twitteritalia riporta, o almeno ci prova, gli ultimi twitt fatti da utenti italiani. Da dove nasce Twitteritalia? Qual&#8217;è l&#8217;idea alla base? L&#8217;idea l&#8217;ha lanciata Pandemia in un suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.twitteritalia.net/" target="_blank">Twitteritalia</a> è un progetto creato da <a href="http://flatlineato.wordpress.com/">Flatlineato</a>, un abile programmatore parmigiano, che si è concesso ad una breve intervista per parlarci della sua creazione.</p>
<p><em>Che cos&#8217;è Twitteritalia?</em><br />
Twitteritalia riporta, o almeno ci prova, gli ultimi twitt fatti da utenti italiani.</p>
<p><em>Da dove nasce Twitteritalia? Qual&#8217;è l&#8217;idea alla base?</em><br />
L&#8217;idea l&#8217;ha lanciata <a href="http://www.pandemia.info/" target="_blank">Pandemia </a>in un suo suo <a href="http://twitter.com/pandemia/statuses/811030378" target="_blank">messaggio</a> su twitter diverso tempo fa. In quel messaggio citava <a href="http://www.twitterespanol.net/" target="_blank">http://www.twitterespanol.net/</a> che faceva un un pò quello che fa twitteritalia ma per la spagna, dico faceva perchè non sembra funzionare più molto bene. Comunque l&#8217;idea mi è sembrata buona e mi sono guardato un pò intorno e ho realizzato un piccolo meshup usando le api di summize che ora è stata acquistata da twitter. Comunque l&#8217;idea di fondo è raccogliere in un solo posto gli ultimi twitt in italiano per poter capire di cosa si parla e magare conoscere altri utenti.</p>
<p><em>Quante persone dietro a Twitteritalia e quanto tempo per svilupparlo?</em><br />
Una, io.  (<a href="http://twitter.com/flatlineato" target="_blank">Flatlineato</a>) <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Poco direi qualche ora d&#8217;altronde è veramente semplice, mi piacerebbe aggiungere qualche funzionalità ma data la scarsità del mio tempo direi che ci vorrà un po&#8217;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2008/08/twitteritalia.png"><img class="size-full wp-image-165" title="Twitteritalia" src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2008/08/twitteritalia.png" alt="" width="500" height="404" /></a></p>
<p><em>Come ti sembra stia evolvendo Twitter?</em><br />
Male purtroppo, a differenza di altri social network, Twitter, schiacciato dal suo successo, sta eliminando e non aggiungendo funzionalità con relativa fuga di utenti.</p>
<p><em>Cosa manca a Twitter per migliorarsi? (oltre che funzionare costantemente <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em><br />
A mio avviso la possibilità di visualizzare le conversazioni in thread ma ci sono molti siti che sfruttando le api lo fanno.</p>
<p><em>Come potrebbe un nuovo servizio &#8220;battere&#8221; Twitter?</em><br />
Twitter si sta affossando da solo, ma ha una diffusione tale che per &#8220;batterlo&#8221; servirebbe uno dei giganti del web. Se per esempio BigG si mettesse a spingere seriamente <a href="http://www.jaiku.com/" target="_blank">Jaiku</a> integrandolo coi suoi servizi esistenti avrebbe delle buone possibilità.</p>
<p><em>Quali altri servizi di microblogging utilizzi e reputi interessanti?</em><br />
Ho account su tutti i più noti ma li uso poco.</p>
<p><em>Come si evolverà secondo te questo settore?</em><br />
Penso che in gioco ci siano vari fattori se twitter riuscira a risolvere i propri problemi e a trovare un modello di businnes, o in alternativa a farsi comprare, resterà il leader indiscusso altrimenti un sistema distribuito come quello di <a href="http://identi.ca/" target="_blank">identi.ca</a> mi sembra molto interessante.</p>
<p>Un saluto a tutti i lettori di Microblogging.it.</p>
<p>Ringrazio ancora <a href="http://flatlineato.wordpress.com/" target="_blank">Iuri</a> per la disponibilità e cortesia.</p>
<p><!--[endif]--></p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Se Twitter ha tanti problemi..la colpa è di Scoble!</title>
		<link>http://www.microblogging.it/2008/06/twitter-problemi-colpa-di-scoble/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 17:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito con curiosità l&#8217;intervista di Robert Scoble ai fondatori di Twitter Evan Williams e Biz Stone. La tesi di Evan è che i problemi del loro servizio sono in parte determinati dagli utenti che abusano di Twitter. Scoble ad esempio con più di 25.000 follower carica l&#8217;uccellino di un lavoro immane ogni volta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito con curiosità l&#8217;intervista di <a href="http://scobleizer.com/" target="_blank">Robert Scoble</a> ai fondatori di Twitter <a href="http://www.crunchbase.com/person/evan-williams" target="_blank">Evan Williams</a> e <a href="http://www.crunchbase.com/person/biz-stone" target="_blank">Biz Stone</a>. La tesi di Evan è che i problemi del loro servizio sono in parte determinati dagli <strong>utenti che abusano di Twitter</strong>. Scoble ad esempio con più di 25.000 follower carica l&#8217;uccellino di un lavoro immane ogni volta che posta un messaggio.</p>
<p>La <a href="http://scobleizer.com/2008/05/30/twitter-blames-its-users/" target="_blank">risposta di Scoble</a> è senza mezzi termini: &#8220;A business that blames its best users is one that’s in trouble. Serious trouble.&#8221;</p>
<p><object width="320" height="280"><param name="movie" value="http://qik.com/player.swf?streamname=09d3697718de4dbeac445797784d0fe9&#038;vid=90546&#038;playback=false&#038;polling=false&#038;user=scobleizer&#038;userlock=true&#038;islive=&#038;username=anonymous" ></param><param name="wmode" value="transparent" ></param><param name="allowScriptAccess" value="always" ><embed src="http://qik.com/player.swf?streamname=09d3697718de4dbeac445797784d0fe9&#038;vid=90546&#038;playback=false&#038;polling=false&#038;user=scobleizer&#038;userlock=true&#038;islive=&#038;username=anonymous" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="320" height="280" allowScriptAccess="always"></embed></object></p>
<p>Non mi piace come utilizza Twitter Robert Scoble. A mio avviso ne fa un utilizzo sbagliato. Tuttavia ritengo che da parte dei creatori del servizio ci dovrebbe essere un po&#8217; di <strong>gratitudine</strong>. Perché se Twitter è diventato quello che è, è anche merito di Scoble.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.microblogging.it/?p=137&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_137" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		<title>Microblogging italiano: intervista a BeeMood</title>
		<link>http://www.microblogging.it/2007/10/microblogging-italiano-intervista-a-beemood/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 16:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Beemood]]></category>
		<category><![CDATA[david casalini]]></category>
		<category><![CDATA[mood]]></category>
		<category><![CDATA[zero9]]></category>

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		<description><![CDATA[BeeMood è un servizio di microblogging che gira attorno al mood, ossia all&#8217;umore. Sviluppato da David Casalini all&#8217;interno di Zero9 e lanciato a fine estate, il servizio gode già di una vivace community italiana. BeeMood è stato creato per interpretare in maniera differente l&#8217;istant presence anche rispetto ad altri concorrenti che enfatizzano lo stato d&#8217;animo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <span align="right"><a href="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/10/beemood.jpg" title="Beemood"><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/10/beemood.jpg" alt="Beemood" align="right" border="0" hspace="5" vspace="5" /></a></span></p>
<p><a href="http://www.beemood.com/" target="_blank">BeeMood</a> è un <a href="http://www.microblogging.it/galleria" target="_blank">servizio di microblogging</a> che gira attorno al mood, ossia all&#8217;umore.</p>
<p>Sviluppato da <a href="http://www.davidcasalini.com/" target="_blank">David Casalini</a> all&#8217;interno di <a href="http://www.zero9group.com/" target="_blank">Zero9</a> e lanciato <a href="http://blog.beemood.com/?p=4" target="_blank">a fine estate</a>,  il servizio gode già di una vivace community italiana.</p>
<p><a href="http://www.beemood.com/" target="_blank">B</a><a href="http://www.beemood.com/" target="_blank">eeMood</a> è stato creato per interpretare in maniera differente l&#8217;istant presence anche rispetto ad altri concorrenti che enfatizzano lo stato d&#8217;animo di chi lo usa, come <a href="http://www.moodmill.com/" target="_blank">MoodMill</a>, <a href="http://www.iratemyday.com/" target="_blank">I Rate My Day</a>, <a href="http://www.emotionr.com/" target="_blank">Emotionr</a> ad esempio; proponendo a <a href="http://www.beemood.com/davidcasalini" target="_blank">David</a> la <a href="http://www.microblogging.it/category/interviste/" target="_blank">solita intervista</a> sono emerse considerazioni importanti.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Tommaso</strong> &#8211; <em>Come definiresti il microblogging?</em><br />
<o:p><strong>David</strong> -</o:p> Una forma di scrittura breve o comunque sintetica, concisa, molto immediata ed efficace. Spontanea.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Che legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?</em><br />
<o:p></o:p><strong>D &#8211; </strong>Strettissimo, nel senso che internet è dietro a tutte e tre le cose. Il primo è una forma di comunicazione, la preferita forse in un social network, il mobile poi è lo strumento che permette di essere sempre raggiungibili, always on.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Il fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?</em><br />
<strong>D -</strong><o:p> </o:p>Sta avvicinando sempre molte più persone alla scrittura in rete, un po’ quello che hanno fatto gli SMS per il mobile. Prima il telefono era semplicemente uno strumento di lavoro, l’arrivo di questi messaggini da 160 caratteri ad un costo bassissimo lo ha rivoluzionato e ci ha permesso di mandarci messaggi come “Sto facendo la spesa”, “Torno più tardi”, “Ciao, come va?”. Non vi sembrano dei micro-post?</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Ci presenti brevemente il servizio che hai sviluppando?</em><o:p><br />
</o:p><strong>D &#8211; </strong>BeeMood è una social network che mette in comunicazione in modo innovativo le persone fra loro. E’ diverso da una chat e anche da un blog. Chi si collega su BeeMood esprime ciò che sta facendo, quello che gli passa per la testa in quel momento, il proprio mood e lo condivide con gli altri in modo spiritoso o serio, a seconda di come si sente. <o:p></o:p>E’ già attivo sul web e sul wap. Collegandosi dal telefonino a www.beemood.com è già possibile navigare e lasciare un messaggio. Presto saranno implementate le funzionalità SMS e MMS.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Quali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?</em><o:p><br />
</o:p><strong>D &#8211; </strong>Sicuramente la parte mobile, il servizio è speculare su web e su wap, ma il tuo mood può essere aggiornato anche via SMS o MMS e c’è molta più attenzione all’aspetto grafico, “less is more” secondo noi non significa che basta un logo e le pagine quadrate; semplice significa che ogni cosa è al suo posto, in ogni pagina trovi quello che ti aspetti e spesso questo è solo quello che veramente serve.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Qual è il modello di business?</em><o:p><br />
</o:p><strong>D &#8211; </strong>Non posso dirti troppo, iscriversi a BeeMood è e resterà gratuito, ma questo non significa che non ci saranno degli spazi riservati all’advertising o funzionalità premium. Per il momento abbiamo già alcuni sponsor che stanno aspettando il nostro via per accompagnarci in questa fase di start up.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Quali sono le maggiori difficoltà nello sviluppare un applicativo di microblogging?</em><o:p><br />
</o:p><strong>D &#8211; </strong>La più grossa è spiegare al tuo committente che cosa è e perché usarlo. Noi siamo partiti da zero, è un’applicazione pensata e scritta partendo da un foglio bianco, senza complessi framework dietro, senza esempi da copiare. Le pagine sono costruite in modo da fare un uso estremo dei CSS, nella nuova release ci sono alcune sezioni in AJAX ma solo quando effettivamente serve, le immagini sono in PNG e tutto è ottimizzato per essere ottimale su Pc e Mac ma anche su Linux; il layer di presentazione è diviso dal back end, in modo da ridurre al minimo le richieste verso i database. Abbiamo usato php perché è molto versatile e ci ha permesso di uscire sul mercato in poco più di un mese, ma tutti e tre veniamo dalla scuola del vecchio linguaggio C (designer compreso).</p>
<p class="MsoNormal"><strong>T &#8211; </strong><em>Quali saranno le features di prossima implementazione del servizio?</em><o:p><br />
</o:p><strong>D &#8211; </strong>Anche su questo non posso dirti troppo, in questo momento siamo concentrati su due filoni. Da una parte ho la multimedialità, dove microblogging non significa solo messaggi di testo, sarebbe riduttivo. Ho la piena volontà di scambiarmi video, foto, slide o qualsiasi tipo di oggetto.<br />
Dall’altro lato c’è il mobile. Voglio essere sempre presente sulla rete ovunque io mi trovi, in modo facile, senza nessuna complicazione e collegarmi via wap ad un sito microscopico e quindi leggero, usando funzionalità nate solo per quel tipo di device e quel tipo di collegamento.<br />
Ci sono poi tantissime funzionalità che rilasceremo nei prossimi mesi. Eviteremo di appesantirlo troppo con un’infinità di contenuti ma il risultato sarà sicuramente un prodotto completo da fornire ai nostri utenti. La funzionalità più importante sarà sicuramente il rilascio delle API, così saranno i nostri utenti stessi a guidare i nuovi sviluppi.</p>
<p><strong>T &#8211; </strong><em>In che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?</em><br />
<o:p></o:p><strong>D &#8211; </strong>Le tariffe flat sono fondamentali. Per far decollare il mercato mobile, basta guardare a Paesi come UK, Sud Africa o India dove è già presente e sta prendendo velocemente piede il wi fi idem. Io ho da poco un Nokia n95, che se avesse una tastiera qwerty userei quasi al posto del portatile. Penso che questo sia solo l’inizio e che tra qualche anno non avrà nemmeno molto senso distinguere tra adsl di casa o connessione mobile. Già adesso si parla di wap erroneamente: i siti che navighiamo dal nostro telefonino sono siti web a tutti gli effetti, semplicemente con un design dedicato.</p>
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		<title>Microblogging italiano: intervista a Hictu</title>
		<link>http://www.microblogging.it/2007/10/microblogging-italiano-intervista-a-hictu/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 09:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni web]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Vacca]]></category>
		<category><![CDATA[Hictu]]></category>
		<category><![CDATA[Jaiku]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Hictu, nonostante la sua forte vocazione internazionale, è un prodotto tutto italiano. Sviluppato dall&#8217;azienda sarda Abbeynet, rappresenta un valido esempio di come, attraverso competenze e nuove idee, è possibile competere con le startup americane in un settore innovativo come quello del microblogging e dell&#8217;instant presence. Anche per questo ha ricevuto molte attenzioni importanti. Ne parliamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hictu.com/images/Badge_logo3.png" align="right" height="50" hspace="20" vspace="20" width="152" /></p>
<p><a href="http://www.hictu.com/" target="_blank">Hictu</a>, nonostante la sua forte vocazione  internazionale, è un prodotto tutto italiano.</p>
<p>Sviluppato dall&#8217;azienda sarda <a href="http://www.abbeynet.com/" target="_blank">Abbeynet</a>, rappresenta un valido esempio di come, attraverso competenze e nuove idee, è possibile competere con le startup americane in un settore innovativo come quello del microblogging e dell&#8217;instant presence. Anche per questo ha ricevuto <a href="http://go2web2.blogspot.com/2007/06/stay-in-touch-with-your-contacts.html" target="_blank">molte</a> <a href="http://mashable.com/2007/06/26/hictu-video-microblog/" target="_blank">attenzioni</a> <a href="http://scobleizer.com/2007/10/08/seesmic-vs-hictu-a-lesson-in-bootstrapping/" target="_blank">importanti</a>.</p>
<p>Ne parliamo con il responsabile del progetto <a href="http://the-presence-of-presence.blogspot.com/" target="_blank">Giacomo Vacca</a>.</p>
<p><strong>Tommaso</strong> &#8211; <em>Come definiresti il microblogging?</em><br />
<strong>Giacomo</strong> &#8211; Un modo semplice per fare quello che tutti noi desideriamo: far sentire la nostra voce a migliaia di persone.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Che legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; Vedo i social network come delle community e il microblogging come le feste di benvenuto che… durano ad oltranza. Il mobile sarà ancora una volta la condizione necessaria per raggiungere l’always-on che molti inseguono. Sai tra l’altro che io ritengo che per l’acquisizione di Jaiku da parte di Google sia stata determinante la loro partnership con Nokia.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Il fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; Blog e microblog sono due canali di comunicazione complementari, e a mio parere i blog continueranno ad esistere così come sono mentre il microblog evolverà specializzandosi nell’offerta di strumenti di promozione, sia personale che di prodotti.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Ci presenti brevemente il servizio che hai sviluppato?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; Si chiama Hictu, e prende il suo nome da due parole latine: hic (qui) e tu (pronome tu). E’ nato dall’esperienza della mia azienda, Abbeynet, nei servizi a valore aggiunto per il VoIP, ed è stato presentato nel Dicembre 2006 come una nuova rubrica in cui tutti i contatti sono dotati di informazioni di presence da una moltitudine di reti: MSN, ICQ, AOL, Yahoo, GTalk, per citare solo le più note.<br />
Ad Aprile abbiamo fatto un salto di prospettiva: abbiamo aggiunto alla rubrica il microblog. Ma siccome il microblog non era di per sé una novità abbiamo introdotto un elemento altamente differenziante: i video post registrati direttamente dal browser.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Quali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; I post audio e video, la rubrica con la presence di diverse reti di IM e VoIP, la possibilità di fare l’embed dei post in qualsiasi altro sito ,e tra poco presenteremo un widget attualmente in alfa e un’altra sorpresa su cui stiamo lavorando in collaborazione con l’Università di Cagliari e prenderà corpo all’inizio del prossimo anno.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Qual&#8217;è il modello di business?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; Ci sono due insiemi di utenti: chi ha contenuti e prodotti da proporre, e chi può usufruirne. Come in altri settori, chi usa Hictu per promuovere attività commerciali sarà ben felice di pagare nel momento in cui vedrà aumentare il volume d’affari, mentre per la maggioranza continuerà ad essere completamente gratuito.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Quali sono le difficoltà maggiori nello sviluppare un applicativo di microblogging?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; Me ne vengono in mente due: la prima è che il microblog contiene molte delle feature offerte dai social networks, e sono quindi più complessi di quanto si possa percepire. La seconda difficoltà, quando gli utenti cominciano a crescere e si offrono anche i video post, è l’ottimizzazione delle richieste ai server.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>Quali saranno le features di prossima implementazione del servizio?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; A breve avremo il nostro widget, che consentirà a qualunque sito di aggiungere i videocommenti semplicemente incollando qualche riga di codice. Nel medio termine abbiamo pianificato un’offerta pensata esplicitamente per le aziende ma soprattutto presenteremo una sorpresa che coinvolgerà sia i microblogger attuali che i futuri visitatori.</p>
<p><strong>T</strong> &#8211; <em>In che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?</em><br />
<strong>G</strong> &#8211; In Italia dovremmo aspettare ancora un po’ prima di avere una buona percentuale di utenti sempre connessi anche in mobilità, mentre in Nord Europa e Nord America la penetrazione sarà maggiore e il microblogging diventerà probabilmente un altro strumento con cui acquisire in tempo reale informazioni sul posto che si sta visitando, o sui prodotti offerti dai negozi più vicini.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.microblogging.it/?p=20&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_20" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
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		<title>Microblogging italiano: intervista a Meemi</title>
		<link>http://www.microblogging.it/2007/10/microblogging-italiano-intervista-a-meemi/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 14:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Features]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[applicazioni web]]></category>
		<category><![CDATA[made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Meemi]]></category>
		<category><![CDATA[meme]]></category>
		<category><![CDATA[tumblelog]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Meemi è uno dei primi servizi di microblogging italiani. C’è chi lo definisce un tumblr con i canali e chi un incrocio tra Twitter e Tumblr. Ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a Capobecchino, che ringrazio per la disponibilità e la gentilezza. Tommaso &#8211; Come definiresti il microblogging? Capobecchino &#8211; Entrambi riteniamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><img src="http://www.microblogging.it/wp-content/uploads/2007/10/logo-lite1.jpg" alt="Meemi.com" align="right" /><span style="font-size: 10pt"></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><a href="http://www.meemi.com/" target="_blank">Meemi</a> è uno dei primi servizi di microblogging italiani. C’è chi lo definisce un <a href="http://gattostanco.diludovico.it/archivio/2007/10/04/meemi-tumblr-coi-canali/">tumblr con i canali</a> e chi un <a href="http://gattostanco.diludovico.it/archivio/2007/10/04/meemi-tumblr-coi-canali/">incrocio tra Twitter e Tumblr</a>. Ho avuto la possibilità di fare qualche domanda a <a href="http://www.meemi.com/capobecchino/">Capobecchino</a>, che ringrazio per la disponibilità e la gentilezza.<o:p><br />
</o:p><br />
<strong> Tommaso</strong> &#8211; <em>Come definiresti il microblogging?<br />
</em><strong>Capobecchino</strong> &#8211; Entrambi riteniamo che il microblogging è una raccolta di &#8220;piccole situazioni&#8221; che caratterizzano la vita di ogni individuo. Ad esempio una frase, una citazione, una foto &#8230;</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> &#8211; <em>Che legame ritieni ci sia tra microblogging, social network e mobile?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; Il legame tra microblogging, social e mobile è &#8220;forte&#8221; in quanto riteniamo che queste &#8220;piccole situazioni&#8221; ben si adattano a stimolare &#8220;curiosità&#8221; e quindi creare &#8220;socialità&#8221; tra gli individui. Le informazioni ben si adattano ad essere fruite da dispositivi mobile in giro per il mondo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> &#8211; <em>Il fenomeno Microblogging ha la capacità di trasformare la blogosfera o comunque, per esteso, la parte abitata della Rete? In che modo?</em><br />
<strong> C</strong> &#8211; Se la diffusione di dispositivi mobile continuerà a svilupparsi con questi ritmi la risposta non può essere che si.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> &#8211; <em>Ci presenti brevemente il servizio che hai sviluppando?<br />
</em><strong>C </strong>- Il servizio che abbiamo sviluppato nasce da una semplicissimo concetto: il meme. Un meme è un qualcosa che può essere trasferito da 2 supporti differenti. Questo è <a href="http://meemi.com/" target="_blank">meemi.com</a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> &#8211; <em>Quali sono i suoi punti di forza rispetto ad altri servizi simili?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; I punti di forza sono la categorizzazione tramite i canali, cioè il direzionare l&#8217;informazione che ogni individuo mette a disposizione degli altri e la varietà di media che si posso usare. Attualmente ne contiamo 6: testi, citazioni, immagini, link, eventi e video. A breve sarà disponibile una versione lite che potrà essere usata su cellulari con micro-browser e in gadget/widget per home page quali iGoogle o netvibes e desktopbar.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong> T </strong>- <em>Qual&#8217;è il modello di business?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; Per ora ci affideremo ad Google adSense e ad un circuito pubblicitario nostro che stiamo sviluppando.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong> T</strong> -<em> Quali sono le difficoltà nello sviluppare un applicativo di microblogging?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; Nel mio caso sopportare la fidanzata che mi costringe a fare le pulizie il sabato e quindi poco tempo <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Scherzo!!! Uno dei problemi è il tempo, in quanto <a href="http://meemi.com/" target="_blank">meemi.com</a> è nato ed è un progetto personale e quindi sviluppato in tempi &#8220;non lavorativi&#8221;. Un altro problema è l&#8217;utilizzo e la configurazione di server ad hoc ma sopratutto di gestori che capiscano le tue reali esigenze.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> -<em> Quali saranno le features di prossima implementazione del servizio?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; Segreto &#8230;. <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  come anticipato stiamo sviluppando una versione lite ed un nuovo tipo di meme che vedranno la luce tra qualche giorno. Ma in preparazione ci sono succose novità <img src='http://www.microblogging.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt"><strong>T</strong> &#8211; <em>In che modo ritieni che potrà svilupparsi il microblogging con la diffusione di device mobili sempre più potenti e la prospettiva di tariffe flat/connessioni wi-fi a portata di tutti?<br />
</em><strong>C</strong> &#8211; In Italia penso che sarà solo per pochi e non a causa delle tariffe (purtroppo!!!) ma della poca conoscenza di queste nuove tecnologie.</span></p>
<p class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.microblogging.it/?p=12&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_12" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
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