Microblogging.it
topfeaturestop.gif
topfeaturesbot.gif
maintop.gif

Archivio della categoria lifestream

Nonostante il mio silenzio degli ultimi tempi, è stato lanciato un servizio interessante che ribadisce in maniera decisa la volontà di Google di creare nuove arene sociali, sia per conoscere meglio i propri utenti, sia per fare evolvere il concetto di mail, fermo da tanto (troppo?) tempo rispetto ad altri strumenti.

Se Wave (che riapro per l’occasione dopo un paio di mesi buoni) ha lasciato più amarezza che esperienze soddisfatte, sopratutto in relazione alla grande attesa che si era creata con il giochino degli inviti, Google Buzz viene lanciato quasi in sordina rispetto agli standard di Mountain View.

Lo sto provando in questi giorni e, sebbene non ci sia nulla di rivoluzionario, mi sembra un prodotto discreto, che ha un buon potenziale.

Vi lascio le impressioni di chi l’ha provato a fondo:

Google Buzz, l’epilogo di tutti i social di Google

E alla fine arriva Buzz

Google Buzz: muovere i primi passi

#Buzz

realtime
[credits]

Ho parlato di Real Time Web qualche tempo fa per Apogeonline. Di recente ho trovato un articolo di Web 2 journal che illustra molto bene come il “movimento Real-Time” può cambiare il Web e la sua esperienza di utilizzo.

In particolare vengono evidenziati 5 elementi chiave che riprendo e rilancio molto volentieri:

1. The “Now” Factor
Gli ultimi avvenimenti vedono gli utenti in primo piano. Le notizie dell’ultim’ora non passano più per i siti principali o per i media tradizionali. Le notizie sulla morte di Micheal Jackson, quella di Mike Buongiorno, gli aggiornamenti sulla protesta verde in Iran sono state diffuse, condivise e commentate dagli utenti e poi dalle organizzazioni che fanno informazione. Sono gli utenti collettivamente a controllare il fattore “Ora”, a decidere cosa è rilevante nelle loro agende, a trovare il modo più opportuno per condividere queste informazioni.

2. We Become Co-Creators
Le scelte degli utenti decidono quali sono le notizie importanti, quale deve essere la loro agenda e cosa deve essere condiviso agli amici e ai contatti dai gusti affini. E’ una sorta di selezione naturale dei contenuti di valore.

3. Humans vs Machines
Fino a poco fa erano le macchine, gli spider, i crawler e gli algoritmi dei motori di ricerca a determinare quali erano i contenuti rilevanti. Questi risultati potevano essere manipolati ed ottimizzati (Seo). Ora le persone possono ricevere informazioni ed opinioni attraverso conversazioni. Se anche Google sembra aver deciso di abbracciare il social search sembra che i tempi iniziano ad essere maturi per una piccola rivoluzione.

4. Facebook Factor
In questo momento il fattore Facebook rappresenta una delle principali incognite di come sarà il web del futuro. 300 milioni di utenti che creano, condividono, commentano e fanno circolare contenuti organizzati in maniera personale e soggettiva, spesso a loro stessa insaputa. Un esercito di piccoli operai al lavoro all’interno di un ambiente chiuso, che non sa bene come  sfruttare al meglio il suo immenso valore. Facebook may be the tipping point to where bottoms up (sharing & contributing) will go head to head with tops down (crawling & optimizing).

5. A New Breed of Search Engines
L’alba di un nuovo motore di ricerca. Mentre tutti gli sforzi sembrano essere concentrati su motori di ricerca semantici e strumenti per aiutare a rispondere meglio alle richieste degli utenti, nessuno ad oggi ha creato un sistema capace di aggregare ed organizzare i risultati di una ricerca per opinioni e giudizi trovati in Rete. Eppure gran parte delle risposte sono già presenti. Che succede se il Web si trasforma in un’evoluzione di Wikipedia?

Come afferma l’articolo, il Real Time Web è un fenomeno appena nato. Lo stesso Twitter deve ancora diffondersi su un numero maggiore di utenti per mostrare il suo potenziale. E le persone, ancora di più, saranno al centro dell’esperienza di utilizzo del Web.

Si parla tanto di avvicinare le persone dell’azienda a le persone del mercato. Presentazioni sempre meno formali appaiono nei siti e nei blog. E se invece di un profilo precompilato ci fosse un flusso di pensieri, immagini e contenuti ad introdurre e presentare le persone?

E’ quello che hanno pensato a Squarespace, startup di Manhattan dove lavora l’italianissimo Teddy Zacchini. Accanto al classico About Us è stata lanciata in questi giorni una nuova pagina chiamata Live.Squarespace.

Live.Squarespace.com

Il risultato è molto gradevole. I contenuti principale arrivano da Twitter, ma nulla vieta di integrare altre fonti. Chi ha il coraggio di replicare una soluzione simile all’insegna della massima trasparenza? :)

Reblog this post [with Zemanta]

Nei giorni scorsi è stata lanciata la versione 2.0 di Hictu, il popolare servizio di microblogging video made in Italy, che si è rinnovato ad un anno dal suo lancio.

La novità più evidente è il restyling grafico, vero punto debole della precedente versione. Ora abbiamo un servizio dall’aspetto veramente gradevole, che non ha modificato di molto la struttura di base.

Le novità sostanziali non sono poche, come presentate in dettaglio nel blog. In particolare due di queste mi sembrano molto interessanti.

La prima riguarda l’introduzione di una serie di emoticons di mood che permettono di rafforzare la comunicazione del proprio umore. E’ un’aggiunta significativa che caratterizza il nuovo Hictu con un aspetto più giocoso e meno serio rispetto alla precedente versione. Al MicroCamp Feba illustrò l’importanza del mood in questa serie di servizi. Personalmente credo che la scelta di Hictu sia vincente.

Come servizio di microblogging video mi piacerebbe in futuro poter sostituire le emoticons standard con delle mie foto che rappresentano un determinato stato d’animo (contento, arrabbiato, addormentato, ecc..), funzionalità che ancora nessun servizio prevede.

Altro elemento veramente utile ed interessante è il plugin per WordPress, che permette di aggiungere audio/video commenti ad un blog. Al di là della semplicità di installazione ed utilizzo (se volete provarlo lo trovate in fondo al post, sotto il box dei commenti) è una possibilità per offrire una funzione aggiuntiva al proprio blog WP.

Attraverso questo elemento ogni persona è in grado di lasciare il suo messaggio nella forma che più gli piace (a differenza del plugin di Seesmic dove solo gli utenti registrati possono commentare).

I commenti, video, audio o testuali, vanno poi a creare una discussione all’interno di Hictu, allargando la portata della conversazione anche a persone che non leggono direttamente il blog. Eventuali commenti dal servizio vengono poi riproposti, attraverso il plugin, tra i commenti del post. Un tentativo di riportare le conversazioni ai blog.

La nuova versione di Hictu presenta anche altre novità, ma, se volete un consiglio, provatelo. Dategli una possibilità, e non solo come servizio sostitutivo di Twitter. ;-)

A Febbraio parlavo delle difficoltà di monitorare i nuovi strumenti della Rete, sempre più utilizzati per sviluppare le conversazioni. Ad Aprile, stimolato da un articolo di RWW, scrivevo di come la conversazione sta uscendo dalla blogosfera. Qualche giorno fa, tramite Matteo, arrivo ad un post di MediaMeter, il quale a sua volta riprende il blogger canadese Mark Evans.

A dispetto dei vari step del mio percorso, la tendenza è semplice: i commenti si stanno spostando dal blog che ha generato il post verso altri servizi esterni, capaci di slegare la conversazioni dalla sede originaria e riproporla in maniera differente.

FriendFeed è uno dei servizi che sta crescendo più rapidamente. Permette di aggregare feed Rss da diverse fonti per proporli in un unico servizio. Un solo sito che raccoglie post, tweet, foto, segnalazioni e tutti i frammenti della nostra attività online.

Per renderci conto della mole di discussioni che sta generando possiamo dare un’occhiata, ad esempio, al flusso del famoso blogger americano Steve Rubel. Tutti suoi contributi (a volte anche i meno “illuminati”) si riempiono di commenti nel giro di breve.

FriendFeed è ancora acerbo ed è abbastanza scomodo seguire le discussioni, ma il potenziale vantaggio per l’utente è notevole in termini di risparmio di tempo e di risorse.

Questa tendenza a spostare i commenti al di fuori del blog che li ha originati comporta da una parte il vantaggio per gli utenti di poter utilizzare un solo strumento per seguire innumerevoli discussioni. Dall’altra la perdita del controllo sui commenti per l’autore del post, ma soprattutto la perdita di traffico all’interno del sito.

Come scrive MediaMeter:

Tuttavia secondo Evans questa nuova situazione renderà più difficile la nascita e la sopravvivenza di servizi di blogging professionali capaci di generare dei guadagni dalla pubblicità. Infatti se i contenuti vengono fruiti dagli utenti attraverso i nuovi servizi come FriendFeeder, senza passare per il blog, questo comporterà una riduzione delle pageview sul blog, con conseguenti perdite di attrattività per la pubblicità e minori di possibilità di guadagno attraverso AdSense.

Anche se la qualità del contenuto sarà sempre molto importante per generare traffico nei blog, Evans prevede delle modifiche nel modo di scrivere: i blog rivolti ad un gran numero di persone non si prestano a post molto approfonditi, che richiedono molto tempo per essere scritti. Per generare molto traffico su un blog sarà necessario, invece, scrivere molti post capaci, spesso non molto dettagliati, ma capaci di attrarre un’audience molto variegata.

Questo nuovo modo di utilizzare i contenuti della Rete rappresenta in parte una minaccia ai blogger professionisti che vivono di pubblicità!?
Chissà che ne pensa Robin Good :)

Update: Avevo piacere a segnalare anche il bel lavoro fatto da Vincos con “La conversazione frammentata – Le dinamiche della conversazione in Rete“. Non riguarda propriamente i commenti e il traffico sui blog, ma è un validissimo esempio di come le conversazioni si stanno spostando. :-)

feedalizrDopo le anticipazioni uscite su TechCrounch su un’applicazione AIR per FriendFeed, hanno visto la luce, a distanza di un paio di giorni, due applicazioni per lo stesso programma. Si tratta di Feedalizr e Alert Thingy.

Feedalizr è un client con un’interfaccia molto semplice, forse fin troppo essenziale. Si tratta di una versione alpha, quindi preliminare, sebbene sia stabile. Le opzioni si limitano ai dati per l’accesso e tre semplici campi. L’autenticazione su FriendFeed avviene, come per Jaiku, tramite una remote key, disponibile una volta effettuata la login dal sito web.

Ogni aggiornamento è segnalato con degli alert che compaiono sul lato destro dello schermo, molto meno invadenti di quelli proposti da AT. Purtroppo non è possibile ridimensionare la finestra, né commentare direttamente dal client, ma credo che si tratta di lacune semplici che verranno colmate presto, forse già dalla versione beta, annunciata ed attesa a giorni.

alert_thingy Alert Thingy è un’applicazione più completa con una gradevole interfaccia trasparente. Accanto ad ogni contributo appare il nome dell’utente che ha postato e la data assieme alla possibilità di salvarlo come preferito e commentare. L’iconcina classica del servizio è sostituita dalla iniziale o il simbolo del servizio sulla destra.

L’applicazione offre la possibilità di effettuare una ricerca attraverso il modulo in alto, a fianco delle icone per le impostazioni. Si tratta di una funzionalità molto comoda, che permette di ricercare i termini inseriti all’interno di tutti i contributi dei propri contatti, mostrandoli in rosso. Purtroppo però non esiste modo per restringere la ricerca ad un determinato servizio o per un preciso utente.

Altro elemento a sfavore è l’impossibilità di riprodurre i video dei propri contatti all’interno dell’applicazione, nonostante l’immagine che mostra un assaggio del contenuto.
Nella barra a fondo troviamo la possibilità di effettuare manualmente un aggiornamento e le informazioni sull’ultimo refresh.

Teniamo presente che si tratta delle prime versioni di entrambi i programmi e che molte caratteristiche e funzionalità potrebbero essere implementate a breve.

 

Avevo avuto modo di esprimere proprio in questo blog il mio scetticismo nei commenti di un post recente e in un paio di discussioni con amici su Gtalk riguardo gli ultimi servizi di lifestream di cui si fa un gran parlare di recente: FriendFeed e Socialthing.

Leggendo poi il post di Frantic Industries, blogger croato che apprezzo molto, ho trovato involontariamente una conferma di quello che ho pensato, senza arrivare ad una concettualizzazione precisa (come quando hai l’impressione che quello che leggi sia uscito dalla tua testa :-) ).

Negli ultimi giorni si parla molto di lifestream e delle applicazioni che sembrano aver consacrato il concetto e soddisfatto un esigenza, fino a ieri nascosta, di molte persone.

 

Pics by Particls.com

FriendFeed e Socialthing (come tante altre) sono due applicazioni che aggregano i vari profili sparsi per la rete e li ripropongono uniti in un unico sito e con un unico flusso Rss, permettendo di seguire le attività dei propri contatti senza rimbalzare da un servizio all’altro.
Allo stesso modo offrono un pacchetto unico con il quale gli amici possono seguirci facilmente.

Ma gli ultimi arrivati non offrono nulla di eccezionale, in quanto fanno la stessa cosa degli altri servizi, anche se con un paio di novità interessanti come fanno notare Mark e Giovy. A dire il vero non mi sembrano aiutare ad organizzare meglio il flusso delle informazioni delle persone.

lifestream

Mi piacerebbe conoscere le statistiche di utilizzo di questi servizi: ho l’impressione che vengano utilizzati esclusivamente come moda per proporsi e raramente come strumento per seguire gli amici. Il problema non è solo di un client efficiente (come l’ottimo twhirl per Twitter) a mio avviso è che la maggior parte delle volte non semplificano la vita, ma l’incasinano.

Immaginando un servizio simile, penso ad uno strumento che permetta anche a mia mamma di seguirmi in una pagina in cui non deve districarsi tra iconcine colorate, commenti ed opzioni differenti per ogni flusso.

E per il momento il servizio tecnicamente migliore mi sembra ancora Jaiku.

[Pics credit: Particls & Logic+Emotion]

  
mainbot.gif
footertop.gif
footerbot.gif
Chiudi
Invia e-mail