Microblogging.it
topfeaturestop.gif
topfeaturesbot.gif
maintop.gif

Archivio della categoria mobile

Nei giorni scorsi Google ha presentato il suo nuovo servizio destinato ai device mobili, cellulari e smartphone in particolare: Latitude, funzionalità che si integra con Google Maps e Gmail, presentando la propria posizione e quella dei propri contatti attraverso la rete di telefonia mobile.

E’ sbagliato parlare di Latitude come un servizio a sè, si tratta infatti “solo” di una nuova funzionalità di Google Maps: la strategia di Big G. non è quella di creare un ulteriore social network (cosa che escludendo il brasilianizzato Orkut sembra non essere prioritario) quanto di aggiungere l’elemento location ai suoi servizi, sfruttando in pieno l’utilizzo mobile.

Se G decide, com’è auspicabile e in linea con la sua filosofia, di non limitare Latitude ai propri servizi e renderlo disponibile alla Rete, la location diventerà finalmente nel giro di qualche anno una vera e propria commodity.

D’altra parte Google avrà a disposizione uno strumento semplice da offrire gratuitamente ai vari social network. Questi servizi si ritrovano la popolarità e i dati di Latitude, oltre che una funzionalità che (immagino) sempre più persone, se ci sarà chiarezza nei piani tariffari mobile, vorranno utilizzare. In cambio offrono una porta d’accesso a Google nei loro spazi. Un vero e proprio cavallo di Troia, ma dichiarato. Voi che fareste? Rinunciare alla proposta o prendere facendo buon viso a cattivo gioco?

Possiamo solo immaginare quanti nuovi servizi potrebbero nascere a partire da Latitude, in primis quelli legati alla sicurezza personale e alle community per adulti (chi ha detto mobile dating? :-) )

A primo impatto Latitude mi ricorda molto Nokia Friend View. Chiaramente Google ha pensato di offrire questa funzionalità sulla maggior parte dei telefoni attualmente in circolazione (inspiegabilmente iPhone ed iPod rimangono esclusi al momento) con un prodotto gratuito, semplice ed immediato e che non necessita GPS.

Ma perché avendo Dodgeball e Jaiku in casa, due prodotti molto promettenti e sempre apprezzati da queste parti, Google decide di puntare su Latitude?

Quello che è certo è che Engestrom e il team finlandese di Jaiku hanno partecipato allo sviluppo di Latitude. E in parte il fatto giustifica la loro presenza a Mountain View, dal momento che il servizio di microblogging/lifestream non abbia subito grandi evoluzioni.

Le critiche sollevate dai blogger nostrani a proposito dei problemi di privacy mi sembrano eccessive. Maliziosamente mi verrebbe da chiedere quanti di loro hanno provato questa funzionalità prima di scrivere. Ad ogni modo consiglio la lettura del pezzo su Information Week, che affronta la questione da un punto di vista corretto.

Le impostazioni di privacy mi sembrano quanto di più chiaro possibile: si può decidere di mostrare la propria posizione in maniera automatica, per gli onesti e gli esibizionisti, manuale, per i bugiardi (scrivo Las Vegas dall’alimentari sotto casa!) o impostare la modalità nascosta, per i lurker e i paranoici. L’unico rischio reale, su cui si è mossa anche Privacy International, è quello di un utilizzo non consapevole, per il quale mi sembra che Google stia prendendo provvedimenti.

Un’ultima nota: ricordate quando si parlava di location aware advertising? Su Internet PR degli interessanti suggerimenti su come prepararsi a fare Geo Marketing.

Reblog this post [with Zemanta]

E’ la notizia diffusa qualche giorno fa in seguito alla pubblicazione di un documento (il doc in Pdf) di un servizio di intelligence americano. I cellulari, Twitter, la tecnologia di localizzazione Gps e i software vocali possono rappresentare una minaccia, in quanto potenziali strumenti in mano ad estremisti. Questo in sintesi il concetto pubblicato dalla Federation of American Scientists.

Com’è possibile che il servizio di microblogging rappresenti una simile minaccia tanto che il documento presenta un paragrafo dall’inequivocabile titolo “Potential for Terrorist Use of Twitter“? La tesi è che gruppi estremisti (tra cui gli americani mettono tra gli altri comunisti, socialisti, attivisti politici, anarchici e diverse comunità religiose) possano comunicare obiettivi strategici e missioni illegali in breve tempo con una vasta audience. Assieme ai servizi di localizzazione coordinare attività nascoste ed individuare obiettivi strategici.

Da una parte vedo la paranoia di chi non può dimenticare che per quanto forte sia il sistema di difesa nazionale esistono sempre piccole falle che possono rivelarsi critiche. D’altra la leggerenza (presunta o reale che sia) di rilasciare in Rete un documento sugli ultimi studi in fatto di sicurezza e prevenzione agli attacchi terroristici.

Ne parla anche Marina Rossi su Vision Post

Settimana scorsa ho partecipato con piacere all’evento Why Mobile Social Network Matters organizzato da Buongiorno per presentare Blinko, social network per cellulari. Una giornata organizzata a metà come conferenza tradizionale e a metà con la formula BarCamp, con il pubblico che aveva la possibilità di proporre una propria mini-presentazione attinente al tema dell’evento.

L’appuntamento è stato un’ottima occasione per iniziare a parlare e riflettere di Social Network su mobile. Un settore in forte crescita, con delle prospettive a breve termine allucinanti (questo report di inizio mese realizzato da Nielsen afferma che si è già raggiunta una massa critica di utenti!) e con il potenziale per cambiare in modo radicale la vita delle persone.

Mobile Social Network non significa realizzare una versione ridotta o ottimizzata per lo schermo del cellulare. Significa creare un servizio in grado di facilitare le relazioni tra individui superando le limitazioni dei terminali e, soprattutto, sfruttando quelle che sono le caratteristiche uniche che offrono.

Come afferma Alberto:

Cosa succederà, quindi, nel passaggio verso le Mobile Social Network? Il suo punto è che il cellulare ha la peculiarità di “annunciare” temporalità e spazialità. Non più quindi “Chi sono”, la principale caratteristica di presence delle SN basate su Web, ma soprattutto “Dove sono” rispetto ai miei amici, e “Cosa sto facendo”. Intrigantissimo.

Già questo spunto offre ottimi presupposti per riformulare la progettazione di questo tipo di servizi. Pensiamo a Facebook, Bebo e gli altri network. La nostra socialità parte dall’identità. Chi siamo (persone, gruppi, modelli culturali), cosa ci piace (musica, immagini, video, ecc..). Da qui iniziamo ad esplorare, condividere e connetterci.

E se iniziassimo a progettare sistemi nei quali il nucleo delle attività ruotasse attorno ad altri oggetti o situazioni sociali? Come ad esempio l’attività in quel momento (what are you doing?), il proprio umore, i bisogni, le occasioni, ecc (o anche combinazioni di questi) in relazione alla nostra posizione specifica. In questo caso la metafora dell’effetto ascensore usata da David Weinberger, ospite di lusso di Buongiorno, sarebbe ancora più efficace.

Significative le parole dello stesso e riportare da De Biase:

«Quando crei uno spazio sociale, l’uso che la gente ne farà è imprevedibile». Esempio: «L’ascensore». Che cosa fa la gente nell’ascensore. Simpatico. Si guarda il soffitto. Si fa amicizia. Si fanno cose clandestine… Ecc ecc. «Stessa cosa quando crei uno spazio sociale online». La gente semplicemente ci fa quello che le pare. «Chi poteva prevedere che la gente avrebbe messo otto volte più foto su Facebook, un social network generico, che su Flickr, un sito specializzato nello scambio di foto online?»

E i cellulari? «Non aggiungono oggetti sociali» (cose da scambiare) «ma trasformano la relazione. Sono globali. Si portano dovunque. Non sono un’interruzione ma una presenza. Consentono di impegnarsi in attività interstiziali (si usano in momenti in cui non penseresti mai di aprire il laptop). C’è una piattaforma di billing (bene se consentono di finanziare attività che hanno bisogno di un sostegno finanziario; male se fanno pensare che tutto costi tanto, troppo, e che sia sostanzialmente qualcosa che è fatto per fare una speculazione finanziaria o commerciale). Sono sempre più dei sensori: sanno dove sono e conoscono qualcosa o molto dell’ambiente in cui si trovano. Aiutano a leggere socialmente la realtà. Problema: sono fondamentalmente sistemi proprietari – o chiusi – e alimentano la produzione di programmi proprietari – o chiusi. Hanno sempre implicazioni sulla privacy. Grandi problemi che non abbiamo risolto. Io penso che si tratti di progettare proprio dentro le relazioni sociali del mondo reale e non dentro il cellulare o il computer. Per esempio: come distinguere tra amici che conosco davvero e amici ai quali dico ok quando mi chiedono di essere amici sui social network? Relazioni senza nome e relazioni antiche e sperimentate dalla vita sono diverse. Ma, nei social network, manca una tassonomia: quando decidiamo qualcosa in materia determiniamo delle conseguenze sociali imprevedibili. Cose intorno alle quali dobbiamo lavorare. Come dobbiamo anche chiederci che cosa diventa la nostra vita con molti “se digitali” in diversi network…».

In fondo due dei vantaggi principali del cellulare sono la sua disponibilità (in qualsiasi posto e in qualsiasi momento) e la posizione specifica. Inoltre bisogna capire come coniugare la presenza costante di questo tipo di servizi nell’arco della giornata con le attività quotidiane, cercando di offrire percorsi semplici ed immediati anche in un periodo di tempo limitato (in fila dal dottore o in un’ora libera della giornata).

SI tratta di sviluppare un concept semplice e neanche troppo recente (chi si ricorda del software Nokia Sensor?!) che permetta di sfruttare le caratteristiche dei dispositivi mobili per portare sempre con noi la nostra rete di contatti. Eventualmente anche declinata secondo la “visione” di web 2.0 address book di cui ho parlato in un paio di occasioni.

Blinko (qua il blog del servizio) in tutto questo scenario si presenta come un prodotto semplice ed immediato. Un mobile social network creato per cellulari e in fase di beta a invito (chi volesse provarlo può utilizzare il codice 11172). Non un prodotto per appassionati e smanettoni, ma un servizio semplice ed adatto a tutti.

A quando il prossimo evento sul tema Mobile!? :-)

  
mainbot.gif
footertop.gif
footerbot.gif
Chiudi
Invia e-mail