Twitter lancia i Local Trends: questione di digital influence Twitter, dopo la geolocalizzazione dei messaggi, ha appena lanciato la possibilità di monitorare i trend più popolari nel proprio Paese o ancora nella propria città, ovvero i topic più discussi dagli utenti in un breve periodo di tempo.
Twitter contro la censura – Evan Williams, fondatore e CEO della piattaforma di microblogging, ha parlato di un piano per sviluppare le tecnologie volte ad aggirare i blocchi della censura. Due casi su tutti: Iran e Cina
Twitter: non è un business per Italiani – L’Italia è solo 16esima nella top twenty dei paesi più attivi su Twitter, con lo 0,65% di utenti e opportunità di business contenute. Soltanto una questione di tempo?
Twitter nomina direttore finanziario ex della Pixar – Il servizio di microblogging Twitter ha nominato ieri un proprio direttore commerciale, mentre la società, fondata 2 anni e mezzo fa, sta cercando seriamente di fare soldi.
Twitter cinguetta anche su Yahoo e Yahoo! and Twitter give wings to your social world- Yahoo e Twitter si stringono la mano per fare in modo che i contenuti portati sul social network possano essere consultati, organizzati ed aggiornati direttamente dalle pagine di Yahoo. Sul motore potrebbero arrivare ora anche LinkedIn e MySpace.
Half of messages on Twitter are not in English (report pdf) – English messages account for only half of the messages on Twitter, a study of 2.8 million tweets has revealed. The analysis, carried out by Semiocast, showed that the top 5 languages used on Twitter are: English, Japanese, Portuguese, Malay and Spanish.
Why Tumblr Is Kicking Posterous’s Ass – Tumblr and Posterous are the two most prominent “tumblogging” sites, i.e. sites that make blogging more straightforward by making it easier to post media. Both were launched within six months..
Is Social Location a Feature or a Business? – Will social location be won by a point solution that does one thing and one thing well, or it will be won by a company providing a more full featured suite of social features?
Onioning: Yahoo! Answers in salsa microblogging – Forse l’idea non è completamente originale, ma a esserlo è sicuramente la forma in cui è stata realizzata: Onioning è fondamentalmente un servizio di microblogging… che però si basa sullo stesso concetto di Yahoo! Answers.
HootSuite è la killer-application per il microblogging? – Su queste pagine ho parlato spesso di HootSuite, il client da interfaccia web per Twitter (e non solo, perché ormai integra pressoché tutti i principali social network e le piattaforme di microblogging) che si contende con CoTweet il primato nel settore professionale per la gestione degli aggiornamenti di stato — ma pure di link tracking ecc., grazie ai servizi a esso correlati.
Extra:
Arrestato per uno scherzo su Twitter – Brutta avventura per un 26enne britannico, che dopo aver prenotato un volo per l’Irlanda dallo scalo di Doncaster aveva sentito che l’aeroporto era chiuso per neve. Il giovane, forse per sfogare la sua frustrazione, aveva allora scritto un messaggio scherzoso ai suoi amici su Twitter, il social network di microblogging, annunciando l’intenzione di far saltare in aria l’aeroscalo se non avesse riaperto entro una settimana.
Chavez scopre un nuovo nemico: Twitter – La protesta contro il presidente venezuelano si diffonde in Rete, tra microblogging e social network. La risposta: “Siete terroristi e vi fermeremo”.
Capita spesso che mi chiedano quali sono i servizi di microblogging made in Italy attualmente attivi. Questa è una rapida panoramica di quello che esiste in questo momento nel nostro paese.
Se ne conoscete altri, segnalateli pure nei commenti
I fondatori di storytlr hanno da poco lanciato un nuovo ed ambizioso progetto, chiamato OneSocialWeb. Lo scopo è mettere a disposizione un servizio per permettere a più social network di comunicare tra loro:
The purpose of onesocialweb is to enable free, open, and decentralized social applications on the web. Its protocol can be used to turn any XMPP server into a full fledged social network, participating in the onesocialweb federation. The suite of extensions covers all the usual social networking use cases such as user profiles, relationships, activity streams and third party applications. In addition, it provides support for fine grained access control, realtime notification and collaboration.
Nonostante il mio silenzio degli ultimi tempi, è stato lanciato un servizio interessante che ribadisce in maniera decisa la volontà di Google di creare nuove arene sociali, sia per conoscere meglio i propri utenti, sia per fare evolvere il concetto di mail, fermo da tanto (troppo?) tempo rispetto ad altri strumenti.
Se Wave (che riapro per l’occasione dopo un paio di mesi buoni) ha lasciato più amarezza che esperienze soddisfatte, sopratutto in relazione alla grande attesa che si era creata con il giochino degli inviti, Google Buzz viene lanciato quasi in sordina rispetto agli standard di Mountain View.
Lo sto provando in questi giorni e, sebbene non ci sia nulla di rivoluzionario, mi sembra un prodotto discreto, che ha un buon potenziale.
Vi lascio le impressioni di chi l’ha provato a fondo:
Di realtà aumentata (o potenziata) se ne parla in maniera entusiasta da qualche tempo. Certo, è facile lasciarsi prendere quando la realtà viene potenziata con meta-dati presi dalla Rete, ma occorre fare attenzione a non trasformare il fenomeno nella prossima buzz-word di cui tutti parlano prima di rendersi conto di cosa si tratta.
Qualche giorno fa ho scoperto, tramite il blog spagnolo comunicadores, un prodotto finito e disponibile dal nome Flyar, uno screensaver realizzato dall’azienda YDreams che permette di usare la webcam del proprio pc per mostrarsi proiettati in una “realtà aumentata” dalle informazioni provenienti da Twitter. Non ho potuto fare a meno di provarlo e giocarci per qualche minuto
Purtroppo lo screensaver funziona solo su pc e richiede una serie notevole di pre-requisiti (nello specifico: NET Framework 3.5 SP1, gli ultimi drivers DirectX, Visual C++ 2005 e 2008 Redistributable SP1).
Il risultato però è veramente apprezzabile con gli aggiornamenti degli amici su Twitter (o volendo la pagina pubblica oppure determinate keyword) consegnati dagli uccellini e la possibilità di interagire con questi sullo schermo, spostandoli ed allontanandoli dallo schermo semplicemente avvicinando la mano.
Il video mostra brevemente il funzionamento di Flyar:
Da qualche giorno mi è stata segnalata Selfemotion.com, una nuova piattaforma di microblogging sviluppata da Ivan Lanfranchi in linguaggio Asp.
Selfemotion.com è una piattaforma web pensata e sviluppata in Italia per condividere informazioni pubblici e privati via web ed sms.
I messaggi di max 350 caratteri che l’utente può pubblicare possono essere geolocalizzati attraverso
l’inserimento dell’indirizzo e/o della località e automaticamente visualizzati su una google maps, inoltre
possono essere correlati di immagini e fotografie.
Ogni messaggio può essere di carattere pubblico o privato. La pagina personale di ogni utente è composta
dall’insieme di questi messaggi. Ogni utente può aggiungere in piena autonomia alla sua home page
personale i messaggi pubblici di altri utenti e leggere i messaggi privati pubblicati dai suoi amici.
Al momento si tratta di un progetto in fase di sviluppo con qualche piccolo bug ed è abbastanza carente dal punto di vista grafico, per cui dategli un’occhiata e siate clementi
Si riparte dopo la lunga pausa estiva. Provo a riassumere alcune novità dell’ultimo mese e aggiungo qualche segnalazione che mi sembra interessante. Buona lettura.
Articoli in italiano:
Niente Twitter sugli US Open – Vietato il microblogging a tutti i tennisti. C’è timore che possano influenzare le scommesse
Nel 2005 questo sviluppatore software acquista twitter.co.uk per lanciare un suo nuovo progetto, destinato ai non vedenti “Talking Wordprocessor, Internet, Typing Tutor, Email Resources” da cui TWITTER. Progetto che venne abbandonato, ma il programmatore si tenne il dominio.
Fino a che Twitter, quello vero, esplode. A quel punto il buon Steve avrebbe potuto approfittarne per interessi personali, magari rivendere a caro prezzo il dominio a Biz e soci. Invece decide di sfruttare la popolarità del servizio di microblogging e gli errori di battitura di qualche utente sbadato, per fare beneficenza.
Proprio così.
What are you doing? Typing in the wrong address, probably.
Il sito non prevede aggiornamenti sullo stato, ma solo la possibilità di supportare associazioni ed enti che si occupano di chi è in difficoltà. Twitter.co.uk promuove le attività di questi organismi; inoltre attraverso i suoi spazi pubblicitari, raccoglie inserzioni promozionali a pagamento, che gira alle associazioni.
E se pensate che sia inutile forse è il caso di ricredersi. Il sito registra in media una visita ogni 24 secondi, più di 4200 al giorno. E ha già raccolto oltre 500 €. Non male per un dominio abbandonato!
Ancora poche ore e scoprirà le carte Parlaa.com, la nuova piattaforma di microblogging made in Italy.
Grazie alla disponibilità dei responsabili del servizio, ho avuto modo di provare in anteprima Parlaa.com e scoprirne le funzionalità. L’interfaccia è abbastanza semplice ed immediata, sebbene sia già possibile condividere non solo brevi testi, ma anche immagini, video e link. Per certi versi ricorda l’altro italiano Meemi.
L’intenzione del team è quella di creare un mix tra Facebook e Twitter.
Nel frattempo per i più curiosi ed impazienti è possibile vedere, nel video che hanno preparato, alcune delle features di questo nuovo prodotto.